Cia Treviso: le aziende agricole trainano la ripresa di Marca

21 dicembre 2016
Cia Treviso: le aziende agricole trainano la ripresa di Marca
 

La direzione provinciale del lavoro fornisce un quadro positivo su numero di imprese e assunzioni, durante il convegno "Agricoltura e legalità" di Cia e Confagricoltura.

"In provincia di Treviso l'agricoltura è l'unico tra i comparti che segna un andamento positivo nelle aziende attive, soprattutto per l'incremento del settore vitivinicolo". A dirlo Roberto Parrella, direttore della Direzione provinciale del lavoro di Treviso. In Veneto sono presenti circa 118 mila aziende agricole, nella Marca sono 22 mila, seconda provincia dietro la leader Padova. Su un totale di 81 mila imprese in provincia di Treviso, il 27% appartengono settore agricolo. La superficie è di circa 120 mila ettari. «Il settore agricolo in provincia di Treviso -ha aggiunto il responsabile della Direzione territoriale del lavoro- si conferma come un ambito di eccezionale stabilità nel mercato del lavoro". Le assunzioni nel 2013 erano state circa 6300, quest'anno sono state registrate 6700 assunzioni fino al 14 dicembre. Il picco nell'ultimo quadriennio si è avuto nel 2015, con 7125 nuovi assunti (a tempo determinato e indeterminato). Questi sono alcuni dati emersi durante il convegno "Agricoltura e legalità", voluto da Confederazione italiana agricoltori Treviso e Confagricoltura Treviso, con il sostegno della Camera di commercio di Treviso. L'incontro si è svolto lunedì sera nell'aula magna del campus universitario Cirve di Conegliano ed è stato aperto dai presidenti di Cia, Giuseppe Facchin, e di Confagricoltura, Lodovico Giustiniani. Hanno partecipato Roberto Parrella, e Sabrina Gaeta, rispettivamente direttore e responsabile dell'area vigilanza della Direzione territoriale del lavoro di Treviso (dall'1 gennaio la struttura che fa parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali prenderà la denominazione "Ispettorato del lavoro").

Durante il meeting inoltre la manager ricercatrice del centro studi Adapt, Giulia Rosolen, ha relazionato sulle prospettive future del lavoro nel settore agricolo. "Secondo un recente studio del World Economic Forum nei prossimi cinque anni il modo in cui lavoreremo e faremo impresa cambierà totalmente, soprattutto perché diventeranno pratica quotidiana le innovazioni tecnologiche, come droni e tecnologie che applicate al mondo agricolo ne modificano le peculiarità -ha spiegato la ricercatrice-. Da un lato questo ridurrà il tasso di occupazione delle figure operai, ma, dall'altra parte, secondo i dati dell'Unione Europea, si creeranno in Europa circa 2 milioni di nuovi posti di lavoro, soprattutto di figure professionali che sanno adattare le tecnologie alle attività quotidiane. Una delle indicazioni fornite a livello europeo per cogliere questa opportunità è avvicinare il mondo della ricerca scientifica e dell'innovazione alle esigenze degli imprenditori agricoli". 

Si è così concluso un ciclo di quattro incontri che le associazioni di categoria, Cia e Confagricoltura, hanno organizzato su diverse tematiche, dall'agricoltura sostenibile, alla sicurezza nel lavoro agricolo, agli aiuti del Piano di sviluppo regionale, sino a lavoro e legalità.

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