Attualità
Dal Giappone il naso elettronico per l’olio
17 Novembre 2017

Nei laboratori farmaceutici di Toyama si studia anche un integratore a base di soia e di extravergine di oliva

Sulla Puglia dell’olio soffia un vento di innovazione che arriva direttamente dal Sol Levante. Un vento che porterà a un integratore a base di soia giapponese e di olio extravergine di Martina Franca e a un “naso” elettronico che si “allenerà” su campioni di extravergine pugliese e molisano.

A dare la notizia è il Corriere del Mezzogiorno, che racconta come protagonista di queste nuove sfide sia il network FAPI (Frantoi Artigiani Piccole Imprese), un consorzio nato dall’intuizione di 12 produttori italiani, che propongono una vasta selezione di oli extravergini frutto della straordinaria biodiversità delle nostre regioni. Su invito del FAPI è arrivata a Martina Franca una delegazione di buyer giapponesi che torneranno a casa con oli a base di cerasuola (oliva rossa martinese) e di coratina, destinati ai laboratori farmaceutici di Toyama che, con un investimento tutto a carico di privati, produrranno un integratore che unirà i benefici per la salute di soia e olio, mescolando gli antichi saperi della cultura nipponica e di quella mediterranea.

Nel frattempo, l’Università di Kyoto sta studiando un “naso” elettronico insieme all’Università del Molise e a quella di Bari. La Puglia partecipa al progetto fornendo campioni di olio di vari tipi di olive. Come spiega al Corriere il professor Biagio Bianchi, docente all’Università degli Studi di Bari di Macchine e impianti per le industrie alimentari, il naso “è destinato alle industrie, per distinguere le diverse cultivar e i blend dell’olio extravergine di oliva”.


Tags: #olio #alimentazione #innovazione

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