Data: 15/05/2012
Titolo: Pil: l’agricoltura è l’unico settore che cresce. Le imprese sono vitali, nonostante le difficoltà e i costi record
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Per il presidente della Cia Giuseppe Politi il dato positivo del valore aggiunto nel primo trimestre 2012 non deve trarre in inganno. La situazione del mondo agricolo resta, tuttavia, difficile e si aggraverà ulteriormente con l’Imu e il caro-gasolio. Serve una nuova politica agraria nazionale in vista dell’appuntamento della Pac post 2013.

 

“L’agricoltura è l’unico settore produttivo che segna una crescita. Il valore aggiunto, secondo le prime stime, torna a salire e ciò conferma che il mondo agricolo, nonostante le tante difficoltà, è ancora dinamico e vitale. L’incremento (che l’Istat non ha quantificato) non deve, tuttavia, trarre in inganno. Le imprese continuano a essere in grande affanno, sempre più strette da pesanti costi produttivi e da gravosi oneri contributi e burocratici, che con le misure del governo Monti aumenteranno ulteriormente. E i prezzi praticati sui campi, dopo una fase di ripresa, segnano di nuovo un accentuato calo. Oltretutto non sono stati recuperati i crolli degli ultimi anni. Per questa ragione sollecitiamo interventi in grado di dare concreti sostegni agli imprenditori che vedono ridurre redditi e competitività”. Lo sottolinea il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi a commento dei dati preliminari del Prodotto interno lordo (Pil) del primo trimestre 2012.

“Il segno positivo non sgombra il campo dai tantissimi problemi che oggi -aggiunge Politi- condizionano l’agricoltura italiana. La situazione delle imprese resta critica. Il dato dei primi tre mesi dell’anno non rischiara il cupo scenario che ancora incombe sul settore. Per questo motivo rinnoviamo le nostre sollecitazioni al governo a guardare con maggiore attenzione ai problemi degli agricoltori italiani sui quali pende minacciosa l’Imu sui fabbricati rurali e sui dei terreni agricoli. Per non parlare del ‘caro-gasolio’ che sta mettendo in ginocchio gli agricoltori”.

“Negli ultimi dieci anni -avverte il presidente della Cia- più di 500 mila imprese agricole, in particolare quelle che operavano in zone svantaggiate e di montagna, sono state costrette a chiudere. Solo nel 2011 più di 25 mila sono andate fuori mercato e oltre 13 mila nei primi tre mesi del 2012”.

“È, dunque, quanto mai necessario che vengano adottate politiche nuove tese a valorizzare e sviluppare l’attività imprenditoriale agricola. Oltre alle misure urgenti per rivedere l’Imu in agricoltura e alleggerire il carico del costo oneroso del gasolio, ribadiamo al governo -conclude Politi- l’appello per una rinnovata politica agraria, in vista soprattutto della riforma Pac post 2013”.