Data: 26/04/2012
Titolo: Pensioni: nelle zone rurali situazioni sempre più difficili. Cala il potere di acquisto e si riducono i servizi socio-sanitari
Ora:

 

L’Associazione pensionati della Cia commenta i dati dell’Istat. Gli anziani nelle campagne vivono un profondo disagio. Avviare il recupero del “fiscal drag”; incrementare il Fondo per la non autosufficienza; qualificare i presidi socio-sanitari e i servizi nelle aree e nei centri rurali.

 

Nelle campagne i pensionati vivono una situazione sempre più difficile. Oltre al calo netto del potere d’acquisto, gli anziani vivono un profondo disagio a causa della drastica riduzione dei servizi socio-sanitari e per i tagli apportati al Fondo per la non autosufficienza. E’ quanto sottolinea l’Anp- Associazione nazionale pensionati della Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito al rapporto dell’Istat sulla condizione dei pensionati nel nostro Paese.

L’Anp-Cia evidenzia sconcerto davanti ai dati resi noti dall’Istat: quasi la metà dei pensionati, 7,6 milioni, il 45,4 per cento del totale, ha ricevuto pensioni (una o più prestazioni) per un importo medio totale mensile inferiore a 1.000 euro. Per 2,4 milioni (14,4 per cento), invece, la soglia si abbassa: le prestazioni non superano i 500 euro.

Un quadro -avverte allarmata l’Anp- che fa comprendere come sia precaria la condizione dell’anziano in Italia. E nelle zone rurali tutto diventa più difficile, anche a causa di una sconfortante carenza di servizi pubblici, di cui il pensionato non può usufruire. Una situazione alla quale occorre al più presto porre riparo al fine di evitare che tutto precipiti ancora di più nel dramma.

Da qui una serie di proposte che l’Anp-Cia rilancia di fronte ai dati Istat: avviare il recupero del “fiscal drag” sulle pensioni; incrementare il Fondo per la non autosufficienza; qualificare i presidi socio-sanitari e i servizi nelle aree e nei centri rurali.

Al mancato recupero del “fiscal-drag”, che negli ultimi 15 anni ha ridotto il potere d’acquisto delle pensioni del 30 per cento, il precedente governo ha aggiunto lo smantellamento dello stato sociale, l’azzeramento del Fondo per la non autosufficienza, una sanità sempre più costosa e meno efficiente, l’abbandono e la dequalificazione dei presidi sanitari nei centri rurali, il taglio di detrazioni fiscali.

I pensionati Cia chiedono che si adottino misure tese a tutelare il potere di acquisto degli anziani e a dare risposte forti per la non autosufficienza e per l’assistenza socio-sanitaria. La necessaria contrazione, razionalizzazione e qualificazione della spesa pubblica non può prescindere -affermano- da un riequilibrio territoriale e sociale; dai bisogni dei pensionati delle aree e dei borghi rurali, ove più avvertiti sono i tagli e le carenze di servizi pubblici, sanitari, socio-assistenziali e, più insopportabile, l’isolamento dell’anziano.