Data: 21/06/2011
Titolo: Suinicoltura, i vertici Cia incontrano gli allevatori calabresi
Ora: 15:28

 

La Cia provinciale di Cosenza ha incontrato i suinicoltori calabresi per fare il punto sulla difficile situazione  che il settore sta attraversando. Gli intervenuti hanno concordemente sottolineato che nella Regione si è fatto pochissimo per sostenere il settore e che, infatti, nonostante le grandi potenzialità e le molte speranze alimentate nel passato, la suinicoltura regionale non è mai riuscita a decollare concretamente ma, al contrario, oggi  vede tanti suoi operatori a rischio chiusura.

La suinicoltura calabrese ha bisogno di  una seria politica di tutela della produzione. Per far ciò bisogna che gli organi di vigilanza veterinaria, a tutti i livelli, esprimano a pieno la propria competenza, soprattutto dove più alte sono le responsabilità, a che finalmente   vengano individuati e perseguiti seriamente gli  importatori di epizozie che hanno  arrecato e arrecano  danni enormi al settore.

Dall’incontro, al quale hanno partecipato decine di allevatori calabresi e i vertici della Cia Calabria (il presidente regionale Mauro D'Acri, il presidente provinciale Francesco  Barbarossa, i direttori regionale e provinciale Franco Belmonte e Davide Vena), è emersa la necessità di assicurare una prospettiva credibile al settore, avviando da subito, ciascuno per le proprie competenze, un' azione incisiva e coerente che vada nelle seguenti direzioni:

1)  favorire tutte le iniziative che rendano riconoscibile sul banco delle macellerie la  produzione della suinicoltura regionale, ovvero dotare il settore di un sistema di  tracciabilità trasparente e certificato;

2)  riporre la massima attenzione al settore della Dop “Salumi di Calabria” affinché il  sistema di controllo assicuri sempre il massimo di affidabilità e trasparenza;

3)   pervenire entro tempi brevi e certi all'accreditamento della Regione per la MVS (malattia vescicolare dei suini);

4) fornire indicazioni vincolanti alle U.O. di sanità animale affinché contrastino  efficacemente le pratiche di importazione di epizoi, mettendo le stesse nelle  condizioni  di operare in un quadro di uniformità di indirizzi.

Sarebbe, inoltre, opportuno, da come emerso nel corso dell’incontro, un ripensamento dell'indirizzo produttivo. La forte  specializzazione verso il "suino pesante", che  rappresenta un elemento qualificante della  suinicoltura  italiana ed anche calabrese, non accompagnata da una razionale “governance” dell'offerta nel circuito Dop, ha infatti determinato un' eccedenza produttiva di tali suini e l’abbandono di altri segmenti di mercato. E’ necessaria, quindi, una politica che favorisca la ristrutturazione degli indirizzi produttivi anche attraverso l' organizzazione di una filiera del "suino  intermedio" da affiancare a quella del “suino pesante".

Oltre alla conferma delle misure dello stoccaggio privato e delle restituzioni all'esportazione dovranno essere estese anche al settore suinicolo misure sino ad oggi riservate ad altri comparti zootecnici, come ad esempio quelle che prevedono interventi in caso di perturbazioni di mercato legate alla perdita di fiducia del consumatore per i rischi per la salute pubblica, oppure la misura che prevede un intervento in caso di persistenza di un sensibile aumento o diminuzione dei prezzi sul mercato comunitario.

Dagli addetti ai lavori del comparto suinicolo, infine, è emersa a gran voce la richiesta di  sollecitare tutti i possibili interventi atti a favorire l'accesso al credito bancario e, quindi, prevedere una moratoria di trentasei mesi per il pagamento delle rate dei prestiti/mutui già contratti dalle aziende. Una richiesta, oltretutto, condivisa dal ministero delle Politiche Agricole, dalle Regioni e da diverse Op. L’Abi si è riservata di valutare la richiesta dopo un approfondimento che sarà effettuato in tempi brevi congiuntamente con Ismea."

Al termine dell’assemblea è stato chiesto al presidente regionale Cia Mauro D’Acri, l’impegno a portare le istanze emerse all’attenzione delle Istituzioni e in particolare a chiedere all’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra la convocazione di un incontro specifico.