A Bruxelles la Cia illustra le priorità in Europa per il 2016: "Serve azione strategica"

26 gennaio 2016
A Bruxelles la Cia illustra le priorità in Europa per il 2016:
 

Ieri sera l'incontro organizzato dalla Confederazione al Parlamento Ue, con il presidente nazionale Scanavino, per discutere dei principali temi europei che avranno un impatto sul mondo agricolo italiano nei prossimi anni e presentare i temi su cui la Cia ha intenzione di sviluppare la propria azione di lobby nei mesi a venire.

La Cia ha presentato a Bruxelles le priorità su cui la politica europea dovrà concentrarsi nei prossimi mesi per il sostegno e lo sviluppo dell'agricoltura italiana.

In un incontro "ad hoc" organizzato ieri sera al Parlamento Ue grazie all'ospitalità dell'onorevole Paolo De Castro, alla presenza di numerosi europarlamentari, la Cia ha affermato come oggi sia necessaria un'azione strategica che guardi all'agricoltura come settore in crescita, in grado di assicurare la produzione di cibo, di contribuire alla sostenibilità ambientale e al mantenimento dei paesaggi rurali, capace di offrire servizi multifunzionali a vantaggio dei territori sui quali opera.

"Nel definire le politiche che ruotano attorno al settore primario -ha spiegato il presidente nazionale Dino Scanavino- è bene avere come obiettivo le imprese agricole che operano sul territorio e hanno come finalità il raggiungimento dei mercati".

Da subito "è necessario avviare il dibattito per una revisione normativa -ha continuato Scanavino-. Serve una Pac che offra strumenti di facile utilizzo che consentano investimenti, innovazione e gestione dei momenti di crisi di mercato, come quelle che il settore sta attraversando". Senza dimenticare che "l'agricoltura deve necessariamente interagire anche con le altre politiche di sviluppo europeo, dal welfare al turismo".

Il presidente della Cia ha quindi chiesto ai parlamentari europei di proseguire il loro impegno affinché il ruolo dei Paesi del Mediterraneo sia davvero valorizzato. L'agricoltura ha bisogno anche di svilupparsi attraverso ricerca e innovazione, che possano poi essere trasferite alle imprese. Visto che "un'azienda più stabile, dinamica e innovativa è in grado di raggiungere risultati economici positivi e di attrarre le nuove generazioni".

Infine c'è bisogno di impegnarsi ancora e di più per superare le difficoltà strutturali del settore. Bisogna ragionare dunque, ha concluso Scanavino, sullo "sviluppo di filiere più eque, basate su logiche dell'economia contrattuale, e incoraggiare aggregazione e interazioni tra i diversi soggetti della filiera".

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