Cia e Ue insieme in Expo per parlare di fertilità del suolo e cambiamenti climatici

22 giugno 2015
Cia e Ue insieme in Expo per parlare di fertilità del suolo e cambiamenti climatici
 

Il convegno aperto dal presidente Scanavino: necessaria una presa di coscienza condivisa su queste problematiche. Urgenti azioni politiche determinate sia a livello internazionale, a partire dalla prossima Conferenza di Parigi sul clima, che nazionale.

Gli agricoltori giocano una funzione primaria nella tutela del suolo e nelle strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. E' quanto è emerso dal convegno "Terra fertile e cambiamento climatico, il ruolo degli agricoltori" promosso dalla Cia in collaborazione con la Commissione europea, che si è tenuto il 20 giugno a Expo Milano, presso la Sala Europa del Padiglione dell'Ue.

L'evento si è incentrato sulle problematiche che "fanno soffrire" i nostri suoli, dall'abbandono delle terre agricole all'eccessiva cementificazione e alla perdita di fertilità, minacce che si acuiscono e interagiscono con gli effetti del cambiamento climatico. I lavori sono stati aperti dal presidente della Cia Dino Scanavino, a cui è seguita la relazione introduttiva a cura del responsabile del Dipartimento economico della Confederazione, Pino Cornacchia.

Gli interventi successivi hanno sottolineato la straordinaria importanza dell'ecosistema suolo e il ruolo fondamentale degli agricoltori come "custodi operosi" dei suoli e della loro fertilità. Tale ruolo viene riconosciuto anche dai ricercatori e dai rappresentanti delle istituzioni politiche, ruolo che però necessita di essere maggiormente conosciuto dalla società che spesso sottovaluta la centralità degli agricoltori nella cura dell'ambiente, oltre che nella produzione di derrate alimentari sicure e di qualità.

Inoltre, la Commissione europea intende elaborare e diffondere, nel prossimo futuro, degli orientamenti che consentano agli agricoltori di migliorare il loro impatto sulla fertilità.

Il suolo è un ecosistema fragile che va considerato in maniera olistica per l'interazione della sua componente fisica, chimica e soprattutto biologica, indispensabile per la vita dell'uomo e per il suo benessere -ha osservato la Cia-. Il suolo e la sua fertilità non riguardano solo il campo agricolo ma tutta la società civile. Se pensiamo alla crescente domanda alimentare sarà necessario produrre di più ma in maniera sostenibile. Inoltre, per combattere gli effetti del cambiamento climatico e dell'eccessiva cementificazione dei suoli, che causano continui disastri idrogeologici, sarà necessario investire maggiormente su un uso razionale e sostenibile del suolo tutelando la sostanza organica e la biodiversità.

Dalla discussione alla tavola rotonda che ha seguito le presentazioni dei relatori, coordinata dal responsabile dell'Ufficio Cia di Bruxelles Roberto Scalacci, è anche scaturita la necessità di migliorare il flusso delle informazioni e la cooperazione tra ricerca, produttori agricoli e tra ricerca e decisori politici per potenziare, adattare e incentivare le tecniche che promuovono la fertilità del suolo. Le conoscenze per accrescere l'innovazione e l'informazione ci sono ed era impensabile pochi anni fa immaginare di poter disporre di tali strumenti, ma è necessario che questi siano messi a disposizione degli agricoltori.

Tutti i relatori hanno sottolineato l'urgenza di una presa di coscienza condivisa su queste problematiche e l'importanza di azioni politiche urgenti e determinate sia a livello internazionale -a partire dalla prossima Conferenza di Parigi sul Clima- che europeo, nazionale e territoriale. In questo settore il costo degli interventi da promuovere è molto più basso di quello che occorrerebbe per riparare i danni causati, senza considerare che, oltre un certo limite, questi danni al terreno sono irreversibili: "Occorrono migliaia di anni per ricostituire un terreno fertile e, attualmente, oltre il 20% della superficie italiana è a rischio desertificazione" è stato affermato durante i lavori.

Il presidente Scanavino, tra l'altro, ha posto l'accento sull'importanza della sostenibilità economica delle attività agricole per consentire che gli agricoltori possano contribuire realmente a questa sfida della preservazione dei suoli, rispondendo al contempo alla crescente domanda alimentare del Pianeta.

Al convegno sono intervenuti: Giampiero Maracchi (Climatologo e presidente dell'Accademia dei Georgofili); Andrea Vettori (DG Ambiente, Commissione Ue, Vicecapo Unità settore Agricoltura, foreste e suolo); Luca Montanarella (Capo dell'Azione "Sistemi di dati e informazioni sul suolo" Unità Gestione risorse del territorio, CCR - Commissione europea); Anna Benedetti (Direttore CRA-RPS Centro di Ricerca per lo studio delle relazioni tra pianta e suolo); Daniele Vergari (presidente Associazione G.B. Landeschi).

Alla tavola rotonda che ha seguito il convegno si sono confrontati Bernardo De Bernardinis (presidente Ispra); Carmelo Dazzi (Professore e Presidente della società italiana della Scienza del suolo; Stefano Bisoffi (direttore scientifico CRA); Marcello Pagliai (Professore – Esperto conservazione del suolo); Matteo Bartolini (Presidente Ceja- Consiglio europeo dei giovani agricoltori); Evangelos Koumentakos (Esperto in questioni ambientali in rappresentanza del Copa-Cogeca, l'organizzazione europea degli agricoltori e delle cooperative).

il Territorio come Destino
Nuova agricoltura news
Bandiera verde
La spesa in campagna
Turismo verde