Il futuro del cibo italiano va oltre l'etichettatura, servono progetti di lungo respiro

24 luglio 2017
Il futuro del cibo italiano va oltre l'etichettatura, servono progetti di lungo respiro
 

Su nientedipersonale.com la riflessione del presidente nazionale della Cia Dino Scanavino.

La trasparenza, la tracciabilità e soprattutto la qualità del cibo sono asset importanti su cui la Cia-Agricoltori Italiani si è sempre impegnata, lavorando per giungere a norme giuste che tutelino sia il consumatore che le imprese.

Da questa premessa, partono le considerazioni del presidente nazionale Dino Scanavino che, su nientedipersonale.com, vuole lanciare una riflessione sul tema dell'etichettatura.

Le ultime normative in tal senso, quelle del latte, di pasta e riso, hanno una loro validità. Anche se nel più ampio progetto andrebbero inseriti piani di lungo respiro per le filiere che sappiano garantire, da un lato, buoni introiti a chi realizza i prodotti Made in Italy, dall'altro ottima qualità e prezzi di acquisto per chi li consuma. Fermandosi alle sole etichette, senza guardare al complessivo, si rischia di essere tacciati di velato protezionismo.

La politica, insomma, piuttosto che adottare interventi spot, dovrebbe puntare decisa verso una strategia di valorizzazione del vero Made in Italy -spiega Scanavino- lì dove il valore aggiunto garantirebbe margini, più ampi, per tutti i soggetti della filiera.

L'articolo completo qui: http://bit.ly/2tVIJv2