Cia Toscana: montagna grande opportunità economica, ma servono più servizi e investimenti

07 luglio 2017
Cia Toscana: montagna grande opportunità economica, ma servono più servizi e investimenti
 

Il presidente Cia Toscana Luca Brunelli agli "Stati generali" della Regione a Firenze.

 

"La montagna toscana può rappresentare una grande opportunità economica per tutti quei territori considerati periferici, ma c'è bisogno di investimenti per permettere alle popolazioni locali di vivere e fare reddito ed evitare l'abbandono di questi territori. Per questo, è necessario puntare sullo sviluppo delle attività economiche e fra queste l'agricoltura è uno dei settori sicuramente trainanti". A dirlo è Luca Brunelli, presidente Cia Toscana in occasione degli Stati generali della montagna toscana, oggi a Firenze.

La montagna toscana significa quasi 600mila residenti distribuiti in 128 comuni su una superficie complessiva di oltre un milione di ettari.

Cia Toscana plaude all'iniziativa della Regione che sottolinea la necessità di dare alla montagna il giusto valore e individuare gli interventi più adatte per questo obiettivo. "Siamo concordi -aggiunge Brunelli- che servono politiche integrate, per dare risposte sui servizi per i quali non possono valere le stesse regole di economicità che devono essere rispettate in città. L'agricoltura in queste aree è un'attività primaria e deve essere integrata in un sistema socio-economico che comprenda trasporti, sanità e sociale, per permettere di vivere alle comunità locali". Lo sviluppo dei servizi e delle infrastrutture, però -aggiunge la Cia Toscana- devono venire dai fondi comunitari, ma ovviamente non può essere il piano di sviluppo rurale la prima fonte di finanziamento per investire sui servizi. 

Secondo la Cia Toscana, inoltre, non mancano le problematiche, come un eccesso di vincoli e di burocrazia, che sta spingendo il settore alla marginalità economica. Per questo occorre un piano nazionale di sviluppo dell'impresa boschiva, una strategia di valorizzazione della selvicoltura e dell'impresa, fondata su incentivi, agevolazioni fiscali (a partire dall'Iva sui combustibili legnosi), incentivi all'occupazione come mezzo di contrasto al lavoro nero. E poi semplificazione e sburocratizzazione. 

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