Al via "E!State Liberi!", con Cia e Libera un'estate diversa nei terreni confiscati

04 luglio 2017
Al via
 

Torna fino a novembre l'esperienza dei campi di impegno e formazione sui beni confiscati alle mafie. Coinvolti ragazzi, studenti, giovani e adulti da tutta Italia e dal mondo, per fornire un segno tangibile del cambiamento necessario che si deve contrapporre alla "mafiosità materiale e culturale" dilagante nei nostri territori.

51 località ospitanti campi sui beni confiscati alle mafie e con realtà dell'antimafia sociale, più di 150 settimane complessive di formazione, 13 regioni coinvolte. E non solo Sud, ma anche Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia, Umbria, Marche, Veneto, Lazio. Con E!State Liberi!, i campi di impegno civile e formazione sui beni confiscati alle mafie promossi da Libera, con il sostegno di Cia-Agricoltori Italiani, prende il via la stagione estiva all'insegna della corresponsabilità e dell'impegno contro le mafie e la corruzione.

Fino a novembre, ragazzi, studenti, giovani e adulti, gruppi, da tutta Italia e dal mondo, potranno partecipare ad un'esperienza di impegno civile con i campi sui terreni e beni che una volta appartenevano ai boss delle principali organizzazioni criminali. Dalla Piana di Gioia Tauro sulle proprietà confiscate ai Piromalli, alle terre un tempo appartenenti a Brusca e Riina nel corleonese, passando per la Puglia sulle tenute che erano della famiglia Screti e delle altre famiglie mafiose della Sacra Corona Unita, ai beni del clan casalesi nel casertano. Tutti i terreni e i beni confiscati alle mafie coinvolti in E!State Liberi! sono restituiti alla collettività grazie alla legge 109/96 che permette il loro riutilizzo sociale. Sono sedi di cooperative e/o associazioni che rappresentano dei veri e propri presidi di responsabilità su territori provati dalla violenza mafiosa, in totale 524 in tutta Italia come emerge dalla nostra ricerca "BeneItalia".

Rinnovata l'attenzione e la cura per chi proviene dai percorsi di "messa alla prova" della giustizia minorile dove i campi rappresentano un importante stimolo ed occasione di riscatto e cambiamento personale. L'obiettivo principale dei campi di impegno e formazione sui beni confiscati alle mafie è quello di diffondere una cultura fondata sulla legalità democratica e giustizia sociale che possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza, del privilegio e del ricatto. L'attività dei campi si svolge su vari momenti: l'affiancamento all'impegno della realtà che gestisce il bene confiscato o l'attività di risistemazione, lo studio e l'incontro con il territorio per uno scambio interculturale. I partecipanti incontreranno e si confronteranno con i familiari delle vittime di mafia, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni, con le realtà che animano il territorio e con gli operatori delle cooperative sociali.

"E!State Liberi" non è solo formazione e impegno, è una esperienza collettiva per conoscere nuovi compagni di viaggio ed essere protagonisti di un cambiamento e costruire una realtà sociale ed economica fondata sulla pratica della cittadinanza attiva e della solidarietà. È il "noi" che si concretizza, si materializza e diventa impegno. Un mosaico composto di nomi e volti, storie di vita e di persone che praticano corresponsabilità nella continuità. Più di 150 campi significano altrettante "palestre di cittadinanza", dove la democrazia e giustizia sociale si fondano, soprattutto, sulla cooperazione e l'impegno di ciascuno.

Attivamente impegnati sono i coordinamenti territoriali di Libera, le cooperative sociali che aderiscono al progetto Libera Terra nonché l'Agenzia "Cooperare con Libera Terra".
E!state Liberi! 2017 è patrocinato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Realizzato anche grazie al supporto del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e con il contributo di ANCC COOP, Banca Etica, Confederazione Italiana Agricoltori, Fondazione Unipolis.