Prospettive rosee per il turismo del vino in Italia: continua la crescita anche nel 2017

26 giugno 2017
Prospettive rosee per il turismo del vino in Italia: continua la crescita anche nel 2017
 

Per l'80% dei Comuni e delle Strade del Vino si prevede un sorpasso rispetto allo scorso anno, quando gli arrivi di enoturisti sono stati 14 milioni per un volume d'affari di 2,5 miliardi.

L'enoturismo si conferma per l'Italia una risorsa economica e culturale con ampi margini di crescita anche quest'anno. E' quanto emerge dal XIII Rapporto Nazionale sul Turismo del Vino presentato nei giorni scorsi a Torgiano, in Umbria, a cura dell'Università di Salerno per conto dell'Associazione Nazionale Città del Vino

Il Rapporto, che ha coinvolto 25 Strade del Vino italiane e 116 Città del Vino, rivela che il flusso degli arrivi in cantina e il fatturato dell'enoturismo sono aumentati per il 40,22% dei Comuni e il 60,87% delle Strade del Vino. Per l'80% dei Comuni e delle Strade del Vino le previsioni sono in crescita rispetto al 2016, quando gli arrivi di enoturisti nelle strutture e nelle cantine dei territori sono stati 14 milioni per un valore di 2,5 miliardi di euro.

La ricerca fotografa luci e ombre del turismo del vino, con segnali positivi dal basso. Ad esempio, 3 Comuni su 4 non prevedono la tassa di soggiorno e quelli che lo fanno la utilizzano come strumento in più per la politica turistica dell'amministrazione: come l'ecomaratona del Chianti a Castelnuovo Berardenga (Si), le feste dell'uva e del vino a Bardolino (Vr), o la manutenzione dei sentieri escursionistici ad Aymavilles (Ao). Nel complesso, la qualità delle infrastrutture è giudicata ancora insufficiente da Comuni e Strade del Vino e l'uso dei sistemi di comunicazione risulta ancora scarso (il 76% delle Strade non ha una App per smartphone e il 4% non ha neanche un sito internet). Punti deboli sono anche la formazione del personale di accoglienza, la conoscenza della lingua inglese e i trasporti. I rapporti tra istituzioni locali e operatori devono migliorare, poiché una Strada del Vino su tre giudica non ancora collaborativi i Comuni di riferimento, mentre molti non hanno sotto controllo il numero dei visitatori nei propri territori.

Quanto agli enti locali, il giudizio sui servizi offerti dagli operatori del settore enoturistico (cantine, ristoratori, albergatori e così via) varia tra il sufficiente e il discreto, con solo il 30% che si spinge a riconoscere un voto pari a 8; mentre le Strade del Vino sono percepite dagli operatori enoturistici come un organismo importante sul territorio nell'84% dei casi.

Sulla base dei risultati del rapporto, appare sempre più indispensabile istituire una cabina di regia a livello nazionale e regionale per monitorare costantemente il fenomeno e stimolarne la crescita con adeguate politiche enoturistiche. Questo il commento del presidente di Città del Vino Floriano Zambon, che sottolinea anche la necessità di norme a sostegno dello sviluppo dei territori; il finanziamento di progetti enoturistici; nuove opportunità aperte dai Psr.