Accordo CETA: rappresenta un'opportunità per il nostro agroalimentare

22 giugno 2017
Accordo CETA: rappresenta un'opportunità per il nostro agroalimentare
 

La posizione dell'organizzazione agricola ribadita nell'Audizione presso la Commissione Affari Esteri del Senato della Repubblica

"L'accordo commerciale di libero scambio con il Canada (CETA) rappresenta un'opportunità per il sistema agroalimentare Made in Italy." Lo ha ribadito in questi giorni la Cia-Agricoltori Italiani anche nel corso dell'audizione informale nell'ambito dell'esame del disegno di legge n. 2849 (ratifica Accordi UE-Canada partenariato strategico economico e commerciale presso la Commissione Affari esteri del Senato). "L'inclusione nel capitolo relativo alla proprietà intellettuale, del riconoscimento di una lista di indicazioni geografiche, ancorché limitata, rappresenta un principio innovativo, rispetto all'approccio tradizionale del mercato internazionale, che potrà garantire standard di tutela delle produzioni di qualità maggiori rispetto allo status attuale".

Si ritiene inoltre degno di nota la modifica del sistema giudiziario nella risoluzione delle controversie per la protezione degli investimenti. Inoltre, l'accordo conferma ed enfatizza il principio di liberalizzazione del commercio internazionale mediante l'eliminazione reciproca dei dazi doganali su quasi tutte le merci".

Attualmente -ha aggiunto la Cia- il CETA acquisisce un ulteriore valore poiché conferma la volontà di apertura politica, sociale e commerciale un momento nel quale  si registrano sempre più azioni volte a enfatizzare politiche commerciali di stampo protezionistico che certamente non sono di sostegno al comparto agroalimentare italiano ed europeo che necessita di nuovi sbocchi commerciali anche a fronte di una domanda interna che diminuisce e di mercati strategici instabili per ora non accessibili (si veda il caso dell'embargo russo).

La Cia-Agricoltori italiani da sempre ha espresso una posizione tendenzialmente favorevole ai negoziati bilaterali tra UE e Paesi terzi, laddove il bilanciamento degli interessi difensivi ed offensivi risulti equilibrato e basati su concetti e principi di reciprocità, considerato anche l'evolvere estremamente lento e frammentario della trattativa multilaterale in ambito WTO.

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