Voucher: l'abolizione totale è soluzione deludente, bisognava aspettare il referendum

17 marzo 2017
Voucher: l'abolizione totale è soluzione deludente, bisognava aspettare il referendum
 

Per la Cia sarebbe stato preferibile lasciare ai cittadini la possibilità di scegliere se mantenere in vita o meno uno strumento utile a regolarizzare prestazioni occasionali. In agricoltura si è sempre fatto un uso corretto, ma residuale dei voucher rispetto alle ordinarie attività lavorative. La loro cancellazione creerà comunque problemi. 

Eliminare totalmente i voucher è una decisione non condivisibile e molto deludente. A questo punto sarebbe stato preferibile mantenere l'attuale disciplina, lasciando ai cittadini la libertà e il buon senso di decidere -attraverso il referendum- il mantenimento di uno strumento che ha permesso a tipologie di lavoro occasionale di essere regolarmente retribuite e coperte dalle relative tutele. Così la Cia-Agricoltori Italiani sull'imminente approvazione del decreto per l'abolizione dei voucher.

L'agricoltura, pur essendo stato il primo settore a sperimentare i voucher nel 2008, ha dimostrato sempre un uso corretto dello strumento che non si pone in contrapposizione con i rapporti di lavoro subordinato -spiega la Cia- e ciò è dimostrato dai dati, che dal 2008 al 2015 ci dicono che il settore ne ha utilizzati il 4,8% rispetto a quelli venduti, con un calo drastico nell'ultimo anno che si attesta all'1,8%.

La cancellazione dei voucher provocherà delle conseguenze negative, in particolare per le realtà produttive meno strutturate e con più difficoltà a gestire la programmazione di attività stagionali che richiedono flessibilità.

Questa decisione -conclude la Cia- danneggerà anche tutti coloro che, in questi anni di crisi economica, hanno ottenuto grazie ai voucher un'utile integrazione al reddito, andando a colpire proprio le fasce più deboli (studenti, pensionati e percettori di prestazioni a sostegno del reddito).