Donne: in un docufilm della Cia tutta la tenacia che esprimono le imprenditrici agricole

09 marzo 2017
Donne: in un docufilm della Cia tutta la tenacia che esprimono le imprenditrici agricole
 

La Cia regionale dell'Emilia Romagna ricorda che le aziende condotte da donne son più di 13.000, una su cinque delle imprese agricole attive in Regione. Inoltre su 1319 agriturismi, 631 sono condotte da donne, come anche la metà delle fattorie didattiche. In crescita le imprese al femminile, ma i dati Eurostat sul decennio 2005-2014 riportano una contrazione dell'occupazione ‘in rosa' in agricoltura dal 3 per cento al 2,4 per cento.

Le donne, se messe ai posti di comando, potrebbero aumentare produttività e sostenibilità del sistema economico. Lo dimostrano ricerche internazionali su aziende con consigli di amministrazione a maggioranza femminile. E' una analisi della Fao nel sostenere che se le donne africane, sudamericane e asiatiche avessero la medesima possibilità di accesso alle risorse agricole (terra, acqua, sementi, bestiame, macchinari), tecnologiche (agricole e digitali) e finanziarie degli uomini, si avrebbe un incremento di produzione del 20-30 per cento. In grado di sfamare 150 milioni di persone, equivalenti alla popolazione di Francia e Gran Bretagna messe insieme, o anche di Cile, Kenya, Turchia e Malesia insieme (stime Fao). Nei paesi in via di sviluppo le donne rappresentano il 43 per cento della forza lavoro in occupazioni con basse retribuzioni, lavoro part-time e stagionale. Nonostante la loro affidabilità, il gender gap resta ancora alto nel settore agricolo, e non solo nei paesi emergenti. Anche nei Paesi come l'Europa, con un trend crescente nell'ultimo ventennio (recuperando il gap rispetto agli uomini, soprattutto nell'istruzione terziaria), ci sono alcune similarità con i paesi più disagiati.

E' uno dei temi che hanno accompagnato la presentazione di un docufilm dal titolo "La terra è rosa, storie di donne e agricoltura", un'iniziativa di Anp, Agia e Donne in Campo (le associazioni della Cia che si occupano rispettivamente di pensionati, giovani e donne che lavorano in agricoltura), promossa l'8 marzo a Bologna in occasione della Giornata internazionale della donna. Hanno partecipato Franca Gordini, coordinatrice donne Anp Emilia Romagna, Valter Manfredi vice presidente nazionale Anp, Fabio Girometta, presidente regionale di giovani agricoltori, Sofia Trentini, presidente di Donne in Campo Emilia Romagna, l'assessore alle Politiche agricole della Regione Emilia Romagna, Simona Caselli, e il vice presidente nazionale vicario della Cia Cinzia Pagni.

In Emilia Romagna le aziende condotte da donne son più di 13.000, una su cinque delle imprese agricole attive in Regione. Inoltre su 1319 agriturismi, 631 sono condotte da donne, come anche la metà delle fattorie didattiche.

"In Italia prevalgono lavori stagionali e part-time di carattere operativo, oltre a essere molto meno in termini di occupazione. I dati Eurostat sul decennio 2005-2014 -ha detto Franca Gordini- riportano una contrazione delle donne occupate in agricoltura dal 3 per cento al 2,4 per cento in Italia, mentre gli uomini restano stabili al 4,7 per cento. Piuttosto, la crescita si è verificata nei servizi (+4,3 per cento con l'86 per cento dell'occupazione), ma anche in questo caso per lavori poco remunerati, come l'assistenza e la cura degli anziani. Inoltre -ha aggiunto la Gordini- tenuto conto che l'agricoltura pesa pochissimo in Italia, l'1,2 per cento del Pil, in generale l'imprenditorialità femminile ha avuto una contrazione dell'1,4 per cento (19 per cento), mentre gli uomini che erano già al 30 per cento (contro il 20 per cento femminile), hanno avuto una contrazione dello 0,4 per cento".

I Paesi europei dove le donne sono più presenti nel settore agricolo sono Romania (30 per cento), Bulgaria (13,2 per cento), Polonia (10 per cento) e Portogallo (8,5 per cento). In Italia le imprese agricole condotte da donne rappresentano circa il 23 per cento.

"La presenza delle donne in agricoltura è sempre più qualificata –ha sottolineato l'assessore regionale all'Agricoltura Simona Caselli- le statistiche ci dicono che le aziende agricole al femminile sono quelle che puntano di più sulla diversificazione, saldando ad esempio l'attività sui campi con l'enogastronomia e il turismo. Le storie di oggi rendono bene la differenza tra un passato in cui il ruolo delle donne era, seppur fondamentale, oscuro e non riconosciuto, e un presente in cui invece la presenza femminile in agricoltura non solo è frutto di una scelta consapevole e fortemente identitaria, ma è capace di fare la differenza anche per quanto riguarda la capacità di investire e innovare".

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