Piano lupo, allevatori Cia: uno "stop" che ricorda molto "Ponzio Pilato" e non tutela nessuno

03 febbraio 2017
Piano lupo, allevatori Cia: uno
 

Il rinvio deciso dalla Conferenza Stato-Regioni non piace a chi continua a subire danni e perdite: "Il problema della fauna selvatica non è marginale per l'economia e la sicurezza delle aziende. Servono risposte immediate e non procrastinabili. Non decidere nulla equivale a un'assunzione di responsabilità di quanto potrà accadere".

Gli allevatori non condividono la scelta della Conferenza Stato-Regioni di rinviare il varo del "Piano lupo". Il mancato governo del fenomeno reca enormi danni agli allevamenti ed è pericoloso. La situazione è fuori controllo nei boschi e nelle campagne con il proliferare, incontrollato, di fauna selvatica. Ogni giorno si registrano stragi di animali da reddito e bisogna intervenire. Così entrano nella questione gli allevatori della Cia-Agricoltori Italiani, che sottolineano come un piano ragionato e sostenibile non avrebbe condotto alla mattanza di un animale protetto, bensì alla tutela della specie nel rispetto degli equilibri ambientali ma anche degli allevatori che non possono essere esposti a danni e pericoli costanti.

Non si comprende la scelta delle istituzione di prendere tempo quando è proprio la tempestività delle misure da attuare che potrebbe risolvere o arginare il problema. C'è il timore che si profili una situazione che richiama "Ponzio Pilato". Abbiamo l'impressione -dicono gli allevatori della Cia- che non si comprenda appieno la portata dell'emergenza e ci sia parecchia disinformazione su finalità e modalità del Piano. Il nodo centrale è sulla gestione degli ibridi, ma nessuno lo dice.

Siamo stanchi -aggiungono- di pagare il conto di inadempienze e superficialità di chi è preposto ad avere precise responsabilità. Le aziende di allevamenti e gli animali da reddito devo essere tutelati al pari del lupo. Anche perché rimangono l'ultimo presidio di alcuni territori e contribuiscono in maniera decisiva alla tenuta del tessuto sociale di quelle aree.