Inflazione: freddo e gelo hanno "gonfiato" i prezzi al supermercato, vegetali +20% a gennaio

03 febbraio 2017
Inflazione: freddo e gelo hanno
 

Dall'Istat arriva la conferma degli effetti del maltempo sui listini al consumo, con il carrello della spesa spinto in alto soprattutto dagli alimentari freschi. Per la Cia bene l'introduzione nel paniere della birra artigianale, spesso prodotta dalle stesse aziende agricole, che vale già il 3% del mercato italiano.   

Anche l'Istat certifica gli effetti al supermercato del "mix" drammatico di maltempo e terremoto, che a gennaio si è abbattuto sull'Italia provocando danni per 700 milioni di euro circa all'agricoltura tra coltivazioni distrutte, strutture aziendali crollate e soprattutto mancata commercializzazione. L'inflazione ha rialzato la testa spinta in alto proprio dai prezzi degli alimentari freschi, in primis degli ortaggi, che sono cresciuti del 14,3% rispetto a dicembre e addirittura del 20,1% su gennaio 2016. Così l'Ufficio Studi della Cia-Agricoltori Italiani sui dati diffusi oggi dall'Istituto nazionale di statistica.

La gelata drammatica di inizio anno, dunque, ha penalizzato non soltanto gli agricoltori ma anche i consumatori. Freddo e neve hanno messo in ginocchio migliaia di imprese agricole soprattutto al Sud, dove si produce appunto il 61% degli ortaggi italiani e il 97% degli agrumi nazionali -spiega la Cia-. Produzioni intere falcidiate dalle gelate o bloccate nei magazzini aziendali per le cattive condizioni stradali, che hanno rallentato fortemente la circolazione dei tir e quindi le consegne di prodotti freschi lungo la filiera. Con conseguenze immediate sul rialzo dei prezzi al consumo.

Quanto all'ingresso nel nuovo paniere Istat dei prodotti "Veg" -aggiunge la Cia- si tratta di una scelta obbligata, visto che il numero di vegetariani e vegani in Italia è in sensibile crescita (sono arrivati a oltre 4 milioni). Molto bene l'entrata nel paniere della "birra artigianale", molto spesso prodotta dalle stesse aziende agricole. Oggi nel nostro Paese si contano quasi mille microbirrifici artigianali, di cui il 20% circa "bio", che valgono il 3% del mercato nazionale, producendo in media 500 ettolitri l'anno e fatturando oltre 200 mila euro.