Sisma Appennino: sosteniamo legittime istanze dei Comuni, servono norme "speciali"

26 gennaio 2017
Sisma Appennino: sosteniamo legittime istanze dei Comuni, servono norme
 

La Cia si dichiara al fianco degli amministratori delle aree colpite dal terremoto nelle loro richieste stringenti, plaude ai superpoteri alla Protezione Civile ma chiede altre misure straordinarie immediate e un taglio netto alla burocrazia. Il presidente Scanavino: "Stalle provvisorie non realizzate per rispettare adempimenti e riempire scartoffie. Grave e anacronistico".

La Cia-Agricoltori Italiani ritiene non più rinviabile un'azione di rilancio delle zone della dorsale appenninica, duramente colpite dal sisma. E' quanto ha deliberato la Giunta nazionale dell'organizzazione agricola riunitasi a Roma. L'organo confederale, in un documento, ribadisce il sostegno ai Comuni e alla popolazione interessati dal terremoto, condividendone le ragioni che li ha spinti, in questi giorni, a manifestare in piazza nella capitale.

La Cia chiede alle Istituzioni il varo urgente di un pacchetto di "norme speciali'' per sciogliere i vincoli burocratici che ancora impediscono, ad esempio, la costruzione di nuove stalle, anche provvisorie, per il ricovero degli animali in balia di neve e gelo. Un impianto normativo che permetta di affrontare la crisi, aggravata dal maltempo, e riconosca negli interlocutori pubblici locali un reale governo del territorio, con azioni mirate e non più procrastinabili.

La Giunta della Cia -per voce del presidente nazionale Dino Scanavino- accoglie con favore la decisione del Governo di attribuire i superpoteri alla Protezione Civile. Ma è solo un primo passo, ora bisogna fare presto, in particolare per le realtà agricole coinvolte, ampliando il ventaglio delle misure straordinarie da mettere in campo, come il coinvolgimento più attivo delle Regioni attraverso deleghe conferite agli assessori. Lo stesso Scanavino plaude all'impegno della propria organizzazione circa le azioni di solidarietà intraprese, dalla fornitura di casette mobili agli agricoltori che hanno perso l'abitazione, alla raccolta e distribuzione volontaria di fieno per foraggiare gli animali isolati in montagna.

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