Xylella: positiva apertura Ue a reimpianto nuovi ulivi, continuare monitoraggio focolai

25 gennaio 2017
Xylella: positiva apertura Ue a reimpianto nuovi ulivi, continuare monitoraggio focolai
 

La Cia plaude alle dichiarazioni del commissario europeo alla Salute Andriukaitis nell'incontro con il ministro Martina: "Speriamo che la rimozione del divieto diventi presto operativa". Il problema ancora non è risolto e sono passati oltre tre anni dalla comparsa del batterio.

L'apertura dell'Europa alla possibilità di reimpianto di nuovi uliveti nell'area investita da Xylella fastidiosa in Puglia è una prima risposta positiva agli olivicoltori che ormai da più di tre anni convivono con una produzione compromessa che ha forti ripercussioni sui redditi aziendali. Così la Cia-Agricoltori Italiani in relazione all'incontro Andriukaitis-Martina a Bruxelles.

Un segnale che auspichiamo possa diventare presto operativo -spiega la Cia- e tradursi nell'abrogazione del divieto di reimpianto nelle zone infette delle province di Lecce e parte del territorio di Brindisi e Taranto, che fu stabilito dall'articolo 5 della decisione di esecuzione di Bruxelles n.789 del 2015. Allo stesso modo, chiediamo di rimuovere l'obbligo della termoterapia sulle barbatelle di vite, considerati primi risultati scientifici pervenuti.

Questo nuovo approccio dell'Ue rappresenta una speranza di ripresa economica e produttiva proprio dove la patologia ha falcidiato un intero patrimonio olivicolo, ma la volontà di impiantare nuovi uliveti -continua la Cia- è anche sinonimo di una voglia di riscatto e di recuperare un giusto rapporto con l'ambiente e il territorio da parte degli agricoltori.

Intanto sosteniamo con forza che la ricerca continui a lavorare intensamente sull'individuazione di varietà più tolleranti al batterio, tanto più che il problema Xylella in campo è tutt'altro che risolto -avverte la Cia- come dimostrano i nuovi focolai che si segnalano sul territorio. Le istituzioni non devono e non possono dimenticarsi degli agricoltori, quindi è necessaria la più stretta collaborazione possibile fra i livelli territoriali, nazionali e comunitari per salvaguardare un comparto fondamentale per la Puglia e l'Italia come quello olivicolo.

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