DEBORA GARINO E SANDRA ARNEODO
Az. Agricola "La Fattoria dell'Aglio" Piemonte

DEBORA GARINO E SANDRA ARNEODO

Debora Garino e Sandra Arneodo sono agricoltrici, imprenditrici, donne che riescono a conciliare la conduzione della loro azienda "La Fattoria dell'Aglio" a Caraglio -piccolo paesino della valle Grana-  con il ruolo dirigente nella Cia cuneese, responsabili rispettivamente di "Turismo Verde" e di "Donne in campo".

Una storia, la loro, che prende il via nel 2003 quando Debora, fioraia, e Sandra, coadiuvante nell'azienda agricola del marito, si appassionano alla curiosa ricerca storico-scientifica che un loro amico, ispettore veterinario, sta svolgendo sull'origine della filastrocca, molto diffusa in provincia di Cuneo "A Caraj l'an piantà j aj, jan nen bagnaj, j aj sun seccaj (A Caraglio han piantato l'aglio, non l'hanno bagnato e l'aglio è seccato). Apprendono così notizie sulle particolari doti di delicatezza, aromaticità e dolcezza dell'aglio un tempo coltivato a Caraglio, tutte caratteristiche che, all'inizio del secolo scorso, quando il consumatore prediligeva sapori particolarmente intensi, erano considerati un difetto, al punto da farne abbandonare del tutto la coltivazione. In seguito alle analisi sulle peculiarità dei terreni di Caraglio si giunge alla conclusione che, la presenza di componenti calcaree, dolomitiche ed argillose, di micascisti cristallini e quarziti tipici, in un clima temperato favorevole, sono condizioni ottimali per ottenere un aglio delicato nel sapore, dall'odore meno persistente nel tempo e, soprattutto, con il pregio di una buonissima digeribilità.

Debora e Sandra, con i rispettivi mariti Aurelio ed Oscar, decidono, quindi, di avviare la coltivazione dell'aglio a titolo sperimentale per 4 anni e, nel contempo, costituiscono il "Consorzio per la valorizzazione, promozione e tutela dell'Aj ‘d Caraj". Il severo disciplinare obbliga la rotazione quadriennale, proibisce il diserbo chimico e prevede solo quello fisico (zappa per i piccoli appezzamenti e motozappa per quelli di maggiori dimensioni), vieta la concimazione chimica o con liquami ed ammette solo quella organica (meglio se il letame è bovino ed è di eccellenza provenendo dagli allevamenti di Castelmagno), consente l'impiego della cenere di legna in quantità ridotte mentre i trattamenti fitosanitari prevedono l'uso del Bacillus thuringiensis e, in caso di malattie fungine, l'ossicloruro di rame.

L'attività vera e propria comincia nel 2007: il prodotto è bello, sano ed abbondante e, nel giro di poco tempo, va letteralmente a ruba. Crescono anche i soci del Consorzio, una ventina, tutti rispettosi delle disposizioni statutarie, a cominciare dall'areale di coltivazione, il comune di Caraglio e non più di 100 metri dal confine per i comuni limitrofi di Bernezzo, Cervasca, Valgrana, Cuneo, Busca, Dronero e Montemale. L' "Aj a Caraj" diventa sempre più il simbolo agricolo della città, ne è la dimostrazione la sagra "Aj a Caraj -la festa che sa di aglio", istituita dall'associazione "Insieme per Caraglio", che rileva un notevole successo di pubblico, proveniente da ogni parte della regione, e non solo, per acquistare l'aglio caragliese.

Ma coltivare la terra, anche per un prodotto di piccole dimensioni come l'aglio, è un lavoro impegnativo che dura diversi mesi all'anno, dalla preparazione del terreno a fine estate alla piantagione dei bulbilli fra ottobre e novembre.

La fase più impegnativa del ciclo produttivo è la raccolta, totalmente manuale, che avviene a giugno a cui seguono la pulitura, la selezione, la lavorazione nelle tipiche trecce da 3 o 5 teste e l'apposizione dei mazzi in "pendeis" (pannelli) o altro, in un posto ventilato, asciutto, luminoso ma non al sole diretto.

Dopo aver ottenuto la certificazione di azienda biologica, nel 2009, Debora e Sandra decidono di   realizzare un laboratorio di trasformazione con la linea denominata "Aj Love you", una ricca gamma di prodotti: dalla delicata "Crema di Caraglio", che si presta per accompagnare carne, pesce, verdure e formaggi, al "CaragliHot" ( aglio con olio extravergine di oliva, peperoncino e rosmarino) ideale per condire gli spaghetti, fino al "Profumo di Caraglio ( aglio disidratato e sale) per  insaporire carpacci, insalate, grigliate ed ai "Cioccolatini all'aglio".

L'intraprendenza di Debora e Sandra non si esaurisce, però, nella sola coltivazione dell'aglio, il cui ciclo di produzione e di trasformazione copre solo alcuni mesi dell'anno, ma le indirizza a dedicare parte dell'azienda al recupero di antiche coltivazioni tradizionali, un tempo presenti nell'areale caragliese. Nel Consorzio, allora, si va alla riscoperta delle antiche patate piatlina e ciarda, delle lenticchie, del "barbarià". Quest'ultimo è il risultato di un'antica tecnica che prevede la semina autunnale di una miscela composta da semi di grano e segale. Si ottiene un prodotto dal sapore assai diverso dalla semplice mistura delle due farine, ne scaturisce così una farina integrale dolce, adatta per ottimi biscotti, torte, per realizzare gustose pizze ma anche per il pane e la pasta.

Nel 2011 il Consorzio dell'Aj ‘d Caraj è stato riconosciuto "Comunità del Cibo" di Terra Madre con la designazione di un suo rappresentante nel Comitato di Condotta di Slow Food Cuneo.

Intraprendenza, voglia di fare, motivazione sono solo alcune delle parole che potrebbero essere utilizzate per descrivere le due imprenditrici cuneesi: dal cimentarsi in nuove produzioni ed iniziative alla partecipazione a tante manifestazioni mercatali, di vendita diretta, di kermesse (con premi e riconoscimenti), in ambito nazionale al fine di valorizzare l'imprenditoria femminile e sottolineare la valenza di un ruolo che sa esprimere creatività, tradizione, innovazione e competenza.

Un connubio senz'altro impegnativo e una sfida avvincente quella che Debora e Sandra vivono quotidianamente, tra la rappresentanza di tante aziende in provincia, la gestione della loro impresa e loro vita personale, il tutto "condito" sempre da molto entusiasmo e passione.