GIOVANNI TROVATI
Az. agricola "Samperi" Sicilia

GIOVANNI TROVATI

Giovanni Trovati, classe 1977, è nato e cresciuto a Roma. Frequenta la facoltà di Economia e Commercio presso l'Università La Sapienza e assiste a corsi alla School of Business di Tampere (Finlandia). E' stato presidente dell'"Erasmus Student Network", l'associazione degli studenti assegnatari di borse di studio Erasmus. Durante questo periodo conosce la futura moglie, Svetlana, che gli darà due figli. Dopo la laurea e aver ottenuto un master in Business Administration presso il MIB di Trieste, entra nel mondo del lavoro lavorando per aziende quali l'Oreal Saipo Industriale (settore commerciale), Manetti e Roberts (come Assistant Product Manager di Borotalco) e Ely Lilly (come brand manager).

Grazie alla sua formazione e alle esperienze aziendali, Giovanni nel 2005 decide di avviare una propria attività sui terreni di famiglia a Leonforte, in Sicilia, creando l'azienda "Samperi": grazie alle sue conoscenze manageriali percepisce le potenzialità del territorio, in particolare della Pesca di Leonforte a cui inizia a dedicare tutto il suo tempo. Nel 2008 è premiato dall'OIGA (Osservatorio Imprenditorialità Giovanile in Agricoltura) per avere inserito importanti innovazioni nella pratiche della sua azienda.

L'Azienda Agricola Samperi coltiva la famosa "Pesca insacchettata" su una superfice di 11 ettari e per ottenere il massimo da questo frutto Giovanni investite importanti capitali per integrare verticalmente e perfettamente tutti i cicli produttivi ed avere il controllo totale sul prodotto.

La Pesca di Leonforte è un prodotto peculiare della regione siciliana che ha ricevuto molti riconoscimenti, tra cui quello europeo dell'Indicazione Geografica Protetta e il presidio Slow Food con il nome Pesca nel Sacchetto. Il nome deriva dalla tecnica utilizzata per proteggere questo frutto dagli attacchi della Mosca mediterranea: l'escamotage trovato era quello di ricoprire i rami con un grande sacchetto di carta che permette il passaggio della luce e dell'aria senza però far passare gli insetti. Sebbene fosse efficace nel tenere gli insetti lontani dai frutti, questo sistema risultava poco pratico al momento della raccolta a causa della maturazione scalare delle pesche. L'addetto doveva infatti sfilare il sacco, raccogliere le pesche pronte, e rimettere il sacco per proteggere i frutti non ancora mature: pratica che rallentava eccessivamente le operazioni. La svolta arrivò quando alcune aziende cominciarono a raccogliere le pesche una per una utilizzando sacchetti più piccoli. Grazie a questa tecnica e alla peculiare tardività, la pesca di Leonforte si è ritagliata una fetta di mercato regionale sempre più importante e solida. Già negli anni '90, con il crescere della produzione, si allargò il bacino produttivo ai comuni limitrofi dando vita alle prime cooperative di produttori. Nel 1996 venne fondato da Giuseppe Trovati il Consorzio di Tutela della Pesca di Leonforte, con l'obiettivo di ottenere l'Indicazione Geografica Protetta. 


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