FEDERICO MARCHINI
Az. agricola "Castello di Vaccarile" Marche

FEDERICO MARCHINI

Federico Marchini è nato a Milano nel 1955, la sua famiglia di origine non ha radici nell'agricoltura, anche se sua madre è laureata in Agraria ed è stata docente di Microbiologia all'Università di Milano. Il padre, invece, era un ingegnere idraulico che costruiva dighe in giro per il mondo. Dopo le scuole, Federico, si iscrive alla facoltà di veterinaria e durante gli anni dell'Università, con alcuni amici, crea una piccola radio, "Studio 105", con la quale si diverte a fare le prime esperienze di giornalismo. Federico, infatti, si è sempre diviso tra l'amore per la natura e gli animali e il desiderio di scrivere.

Per svolgere il servizio civile, partecipa ad un progetto di sviluppo zootecnico in Rwanda sostenuto dalla onlus "Fratelli dell'Uomo", esperienza che cambierà profondamente la sua vita. Torna più volte in Africa per raccontare storie di uomini e donne in guerra e nel 1994 è l'unico giornalista italiano in Rwanda a raccontare il genocidio dei Tutsi da parte degli Hutu. Collabora come free lance per "La Voce" di Montanelli e per il "Corriere della Sera" di De Bortoli. Più volte rischia la vita per parlare della guerra, ma soprattutto mette a repentaglio se stesso quando salva una bambina, trovata in un campo profughi in Congo, per portarla in Rwanda e poi finalmente in Italia dove decide di adottarla. Oggi Ivon è una cittadina italiana, laureata, con un lavoro.

Federico è un anima libera, è curioso e appassionato, non accette le logiche del potere e dell'informazione, quando i giornali cominciano a disinteressarsi del conflitto africano decide di lasciare il giornalismo e di prendersi un periodo sabbatico che impegna con lunghi viaggi in barca a vela: è lo skipper per un amico che deve trasportare la sua barca in Indonesia. L'Africa è la chiave della sua vita: lo ha abituato alla sofferenza e ai drammi umani ma, al contempo, avvicinato alla terra e alle sue inestimabili ricchezze. A 55 anni, Federico decide di cambiare completamente vita: si sposa con Luisa, proprietaria di un'azienda agricola di famiglia e inizia un nuovo percorso.  Spinto, come sempre, da curiosità, ingegno e passione, ristruttura l'azienda "Castello di Vaccarile" e la converte completamente al biologico, un percorso che lo conduce anche alla presidenza nazionale di Anabio, l'Associazione degli agricoltori biologici della Cia.

L'azienda produce principalmente olio d'oliva e cereali e da qualche anno coltiva anche la Canapa.  L'idea di coltivare la canapa nasce da un'intuizione: creare un prodotto a 360 gradi, in grado di essere usato in molti modi. Per uso alimentare, perché ricca di amminoacidi è utile al rafforzamento del sistema immunitario; in ambito cosmetico in quanto contribuisce al nutrimento della pelle; in ambito meccanico è utile nell'industria idraulica e dell'automotive. Infine, come tessuto, per la lavorazione di scarpe, magliette e felpe.


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