MATTEO BARTOLINI
Agriturisimo "Ca' Solare" Umbria

MATTEO BARTOLINI

Matteo Bartolini, 37 anni, è un giovane imprenditore agricolo di Città di Castello e l'attuale Presidente del Ceja, (Consiglio Europeo dei Giovani Agricoltori;  30 organizzazioni in 24 paesi e due milioni di produttori in tutta Europa) il cui obiettivo è quello di promuovere un quadro normativo a sostegno del ricambio generazionale nel settore agricolo.

Tutta la famiglia di Matteo è appassionata di natura, anche se nessuno è in realtà un agricoltore di professione: il padre Carlo è artigiano, ha una carrozzeria ben avviata, mentre la mamma Maria Teresa è proprietaria di un bar. Tocca dunque a Matteo abbracciare fino in fondo i valori della terra: dopo gli studi in economia a Bologna e diversi lavori in Italia e all'estero per pagarsi le rette, prevale in lui l'attaccamento alla sua città natale, il fascino della vita in campagna, la bellezza delle camminate all'aperto. Insomma Matteo capisce che l'agricoltura è la sua vera vocazione. Nonostante il disappunto dei genitori, nel 2004 affitta 13 ettari di terreno, che coltiva con cereali e lino, un bosco, una tartufaia naturale e due casali per avviare una attività agrituristica. Matteo incontra le prime difficoltà: la posizione, la conformazione del territorio, le difficoltà di ottenere linee di credito dalle banche creano in lui qualche dubbio, ma non molla e decide di concentrare sforzi e risorse in quello che ritiene essere il vero business, la produzione di tartufi. E così, utilizzando uno dei bandi dell'OIGA, (Osservatorio per l'Imprenditorialità Giovanile in Agricoltura), avvia con l'Università di Perugia un progetto rigoroso e scientifico finalizzato alla coltivazione del tartufo in tutte le stagioni e ad accorciarne i tempi di raccolta.

Impianta 400 piante tartufigene micorizzate di 4 diverse tipologie in varie parti del suo terreno: tre di tartufo nero e una di bianchetto (il tartufo bianco pregiato non si può coltivare ex novo, si può solo espandere una coltivazione già esistente). Ad ogni pianta applica dei sensori che forniscono informazioni continue, 5 rilevazioni ogni ora, per capire il momento giusto per intervenire con l'irrigazione e concimazione, cose normalmente affidate all'esperienza e all'intuito dei singoli produttori. Gli strumenti utilizzati sono sofisticati, tecnologicamente avanzati e dal costo elevato. Nel 2007 Matteo ha un'altra intuizione: fonda la prima scuola italiana dedicata al tartufo ai cui corsi partecipano ospiti provenienti dagli Stati Uniti, dall'Australia e dalla Nuova Zelanda. Nei suoi corsi fa conoscere i vari tipi di tartufo presenti in natura, la loro stagionalità e le regole per una ricerca responsabile, nel rispetto della natura circostante. La giornata comincia con la parte teorica nell'agriturismo, prosegue con una parte pratica in tartufaia e si conclude in laboratorio, dove viene insegnato come pulire un tartufo senza rovinarlo, e come conservarlo al fine di mantenerne la consistenza e il profumo. Oggi Matteo è molto soddisfatto della scelta fatta dieci anni fa: è stato capace di creare un'azienda agricola multifunzionale in alta collina (650 mt. slm), terreno svantaggiato per l'agricoltura e coronare il suo sogno di vivere tutti i giorni all'aria aperta.


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