Commercio estero Agosto 2016

18 ottobre 2016

La scorsa settimana, l'Istat ha diffuso i dati sul commercio estero relativi al mese di agosto dai quali si rileva che, nei primi otto mesi dell'anno, la bilancia commerciale agroalimentare italiana ha mostrato un disavanzo di 3,4 miliardi di euro. La spinta delle esportazioni (24,4 miliardi di euro), aumentate rispetto allo stesso periodo del 2015 del 3%, ha determinato una riduzione tendenziale del saldo negativo pari al 21%. Gli acquisti dall'estero di prodotti agroalimentari, seppur calati dello 0,5% nell'ultimo anno, continuano ad essere superiori rispetto alle vendite estere a fronte di un valore di 27,8 miliardi di euro.

Dal lato della componente agricola, mentre l'aumento delle esportazioni è stato più contenuto rispetto al totale agroalimentare (1% tendenziale e +62 milioni di euro ), le importazioni di prodotti agricoli sono cresciute ad un ritmo annuo superiore (+2%) e, in termini assoluti, hanno fatto registrare un incremento di 135 milioni di euro.

In tale contesto, il grado di copertura commerciale, misurato dal rapporto percentuale tra export ed import, si è posizionato sull'88% con un aumento, sul 2015, di 3 punti percentuali.

Bilancia agroalimentare italiana (gennaio-agosto: milioni di euro)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

In ordine alla distribuzione geografica degli scambi, il 70% degli oltre 27 miliardi di euro di importazioni, è giunto dai Paesi dell'Unione Europea, con Germania, Francia e Spagna che, complessivamente, hanno spedito verso l'Italia 10 miliardi di prodotti agroalimentari (oltre un terzo del totale). Gli acquisti di prodotti agricoli cibi e bevande provenienti dai territori dell'America latina (Mercosur) hanno totalizzato il 5% del totale e, in termini assoluti, hanno sfiorato il miliardo e mezzo di euro. Continuando nella lettura dei dati Istat, i Paesi del Sud est asiatico e del resto dell'Europa hanno venduto nel Belpaese, ciascuno, circa 1,4 miliardi di euro, con un peso "pro-capite" del 5% sul totale delle importazioni agroalimentari nazionali. Ancora, se i prodotti agroalimentari Made in Usa hanno rappresentato poco più del 2% del totale confermando, tra l'altro, il forte trend di contrazione (-20%) che ne ha caratterizzato la dinamica a partire da inizio anno, tra gli altri Paesi si segnala la Cina le cui spedizioni in Italia sono aumentate (+3% annuo, soprattutto grazie alle vendite di prodotti alimentari) a fronte di un valore totale che, nel periodo analizzato, ha sfiorato il mezzo miliardo di euro.

                                 

Provenienza delle importazioni agroalimentari italiane (gennaio-agosto; mld di euro) [1]

Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Cia su dati Istat

In merito ai principali mercati di sbocco, il 66% delle esportazioni agroalimentari Made in Italy sono state destinate ai Paesi dell'Unione europea con un valore pari a 16,2 miliardi di euro ed una crescita annua del 5%. In tale ambito, la Germania, con 4,4 miliardi di euro, si è confermata la prima destinazione delle vendite tricolori.  A seguire, la domanda Francese e del Regno Unito che, insieme, è valsa altri 4,7 miliardi di euro. Accanto a quello comunitario, il mercato di sbocco Statunitense continua ad essere strategico, facendo registrare una delle performance più significative (soprattutto in termini di incremento: +5,7%). Tra gennaio e agosto 2016, l'Italia ha venduto oltre oceano 2 miliardi e 400 milioni di euro di prodotti agroalimentari, arrivando a destinare negli USA un decimo delle proprie esportazioni. Circa un quarto delle vendite estere è stato collocato sugli altri mercati tra cui, si segnala la Svizzera con un valore di 900 milioni e una crescita tendenziale del 5%. Stesso incremento annuo per le esportazioni verso il Giappone dove, nei primi otto mesi del 2016, sono stati venduti prodotti agroalimentari italiani per 600 milioni di euro.

Destinazione delle esportazioni agroalimentari italiane (gennaio-agosto; mld di euro)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

A completamento dell'analisi, nel grafico sottostante si riportano le principali voci merceologiche esportate durante il periodo gennaio-luglio 2016[1].

Esportazioni agroalimentari italiane: "top eight" (gennaio-luglio 2016; % su totale)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

 

[1] Nella categoria "ortofrutta fresca" è inclusa la categoria Istat AA0125-Altri alberi da frutta, frutti di bosco e in guscio


*Media tra la variazione dei settori agricolo e alimentare