FAO prezzi alimentari di agosto

30 settembre 2016

Anche il mese di agosto, così come accade ormai da inizio anno, è stato caratterizzato dalla ripresa delle quotazioni alimentari mondiali. Con una media di 165,6 punti (il valore più alto fatto registrare dal mese di maggio 2015), l'indice generale dei prezzi elaborato dalla FAO è aumentato di circa 2 punti percentuali. Ad eccezione delle quotazioni cerealicole e delle carni, tutte le altre produzioni (in modo particolare quelle lattiero casearie e saccarifere) hanno fatto segnare un incremento nell'ultimo mese mentre, in chiave annua, la ripresa generale dei listini è valsa il 7%.

Andamento dell'Indice mensile dei prezzi alimentari e variazione tendenziale (2002-2004=100)

Fonte: Ufficio Studi - Cia su dati FAO

 

A seguire, una breve analisi dei singoli comparti produttivi:

Cereali. Le quotazioni cerealicole hanno segnato il passo del 3% rispetto al mese di luglio e del 7,4% sul 2015. La fine della raccolta nell'emisfero settentrionale si è tradotta in una pressione al ribasso per il grano mentre, il prezzo mondiale del mais, è stato negativamente condizionato dalle ampie riserve di grano di bassa qualità e dalla loro concorrenza nel segmento dell'alimentazione animale. Al tempo stesso, la combinazione tra la domanda stagnante e le ampie prospettive di raccolta, hanno pesato sui prezzi internazionali del riso.   

Carni. Altro segmento, insieme a quello de cerali, che è stato caratterizzato da una riduzione annua dei prezzi. Infatti, nonostante il lieve recupero (+0,3%) dell'ultimo mese, rispetto al 2015 le quotazioni mondiali hanno ceduto mediamente il 5% del loro valore. La contrazione dell'offerta di carni suine e ovine sul mercato UE e in Oceania, ha sostenuto i prezzi di agosto mentre, a i listini della carne di pollame, sono stati influenzati dalla domanda internazionale, in particolare proveniente dai mercati asiatici. Di contro, la crescita della produzione di carne bovina negli Sati Uniti, ha ridotto la domanda di importazione ed ha contribuito alla flessione delle quotazioni internazionali.

Olio vegetale. Dopo tre mesi di ribasso, ad agosto i prezzi mondiali sono aumentati mediamente del 7% (+25% annuo). Il rimbalzo, è stato guidato dall'olio di palma per effetto di una produzione contenuta in Malesia rispetto alle attese e dell'aumento della domanda d'importazione verificatosi in Cina, India ed Unione Europea. Le prospettive di produzione sul mercato comunitario, hanno invece contribuito alla stabilizzazione dei prezzi dell'olio di colza.

Lattiero-caseario. L'indice FAO si è posizionato su una media di 154,6 punti nel mese di agosto ed ha fatto registrare una ripresa dell'8,6% a partire da luglio e di circa 14 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Gli incrementi sono stati diffusi all'interno del paniere produttivo che compone l'indice e, in particolare, per i formaggi, il latte intero e in polvere e il burro. Ad influire sugli aumenti, sono stati il contenimento della produzione sul mercato UE e in Oceania dove, in particolare, le prospettive di approvvigionamento per le esportazioni sono state riviste al ribasso rispetto alle previsioni.

Zucchero. I listini dello zucchero continuano a salire. L'indice FAO ha raggiunto ad agosto una media di 285,6 punti, ed ha fatto segnare una crescita del 2,5% in chiave congiunturale e di ben 75 punti percentuali rispetto al 2015 raggiungendo, così, il valore più elevato dal mese di ottobre 2012. L'aumento dell'ultimo mese, ha tratto origine principalmente dall'apprezzamento della valuta brasiliana (+2% nei confronti del dollaro). Al tempo stesso, ad influire sulle quotazioni mondiali, sono state le prospettive di riduzione delle scorte produttive asiatiche.

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