Commercio estero Maggio

17 luglio 2016

Nei primi cinque mesi dell'anno la bilancia commerciale agroalimentare italiana ha presentato un disavanzo circa pari a 2,1 miliardi di euro. L'effetto combinato della spinta delle esportazioni (15,3 miliardi di euro), aumentate rispetto allo stesso periodo del 2015 del 3%, e della contrazione delle importazioni (-1,4%), ha determinato una riduzione tendenziale del saldo negativo del 24%. Gli acquisti dall'estero di prodotti alimentari che, nonostante il calo richiamato, continuano ad essere superiori rispetto alle vendite estere, hanno invece superato in valore  i 17,4 miliardi di euro. 

Dal lato della componente agricola, l'aumento delle esportazioni è stato più contenuto rispetto al totale agroalimentare ed è valso l'1% tendenziale (+20 milioni di euro ). Stessa variazione percentuale per la crescita delle importazioni (+1%) seppure, in termini assoluti, l'incremento è stato più ampio (+71 milioni di euro) rispetto a quello delle spedizioni estere.

Alla luce di tale contesto, il grado di copertura commerciale, misurato dal rapporto percentuale tra export ed import, ha visto un aumento annuo di 4 punti percentuali e si è posizionato sull'88%.

Bilancia agroalimentare italiana (gennaio-maggio: milioni di euro)

Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Cia su dati Istat

In ordine alla distribuzione geografica degli scambi,  il 69% degli oltre 17 miliardi di euro di importazioni, sono giunti dai Paesi dell'Unione Europea; con Germania, Francia e Spagna che, complessivamente, hanno spedito verso l'Italia 6,2 miliardi di prodotti agroalimentari. Gli acquisti di prodotti agricoli, cibi e bevande provenienti dai territori dell'America latina (Mercosur) sono valsi 900 milioni di euro (5% del totale import) mentre, i Paesi del Sud est asiatico e del resto dell'Europa  hanno esportato verso il Belpaese ciascuno circa 800 milioni di euro, con un'incidenza pro-capite del 4,6% sul totale delle importazioni nazionali. 

Continuando, se i prodotti agroalimentari Made in Usa hanno rappresentato il 2,5% del totale, facendo tra l'altro segnare la contrazione annua più accentuata (-16,4%) tra i territori analizzati, tra gli altri Paesi si segnala la Cina le cui spedizioni in Italia hanno superato nel periodo gennaio-maggio i 300 milioni di euro, seppur si sono ridotte rispetto al 2015 del 3,5%.

                                  

Provenienza delle importazioni agroalimentari italiane (gennaio-maggio; mld di euro)

Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Cia su dati Istat

In merito ai principali mercati di sbocco, il 66% delle esportazioni agroalimentari Made in Italy sono state destinate ai Paesi dell'Unione europea con un valore pari a 10,2 miliardi di euro ed una crescita annua che ha sfiorato i cinque punti percentuali. In tale ambito, la Germania, con 2,8 miliardi di euro, si è confermata la prima destinazione delle vendite tricolori.  A seguire, la domanda Francese e del Regno Unito che, insieme, è valsa tra miliardi di euro.  Accanto a quello comunitario, è stato il mercato di sbocco Statunitense a far registrare una delle performance più significative (soprattutto in termini di incremento). Tra gennaio e maggio 2016, l'Italia ha venduto oltre oceano 1 miliardo e 500 milioni di euro di prodotti agroalimentari, arrivando a destinare negli USA un decimo delle proprie esportazioni con una crescita tendenziale del 5,2%. Circa un quarto delle vendite è stato collocato sugli altri mercati tra cui, si segnala la Svizzera con un valore di 600 milioni e una crescita tendenziale del 6% mentre, in Giappone, sono stati venduti prodotti agroalimentari italiani per 300 milioni di euro (+3% rispetto al 2015).

 

Destinazione delle esportazioni agroalimentari italiane (gennaio-maggio; mld di euro)[1]

Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Cia su dati Istat

A completamento dell'analisi, nel grafico sottostante si riportano le principali voci merceologiche esportate durante il primo trimestre 2016[1].

Esportazioni agroalimentari italiane: "top eight" (I trim. 2016; % su totale export)

Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Cia su dati Istat

 

 

[1] Nella categoria "ortofrutta fresca" è inclusa la categoria Istat AA0125-Altri alberi da frutta, frutti di bosco e in guscio

 

*Media tra le variazione dei settori agricolo e alimentare

il Territorio come Destino
Bandiera verde
La spesa in campagna
Turismo verde