Fao prezzi alimentari di giugno

07 luglio 2016

Prosegue il processo di crescita che ha caratterizzato l'andamento dei listini agroalimentari internazionali a partire dal primo mese dell'anno. In particolare, a giugno, secondo la FAO a fronte di un indice medio di 163,4 punti, i prezzi mondiali sono aumentati del 4,2%, facendo registrare l'incremento mensile più importante degli ultimi quattro anni. Una spinta al rialzo importante che è quasi riuscita ad invertire la rotta tendenziale tanto che, rispetto allo stesso periodo del 2015, la contrazione delle quotazioni è valsa appena l'1%.

Andamento dell'Indice mensile dei prezzi alimentari e variazione tendenziale (2002-2004=100)

Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi - Cia su dati FAO

 

A seguire, una breve analisi dei singoli comparti produttivi:

Carni. In crescita, per il terzo mese consecutivo, le quotazioni delle carni (+2,4%) sotto la spinta dei suini e delle carni ovine. I primi, sono aumentati in seguito alla crescita dei prezzi interni all'UE mentre, i listini degli ovini (ma anche quelli dei bovini), sono stati trainati verso l'alto dalla scarsa disponibilità di prodotto  per le esportazioni dell'Oceania. Aumento moderato, invece, per i prezzi della carne di pollame. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, infine, non si è arrestata la tendenza al ribasso delle quotazioni mondiali delle carni che, in media,, continuano a perdere il 7%.  

Lattiero-caseari. In netta ripresa, rispetto al mese di maggio, i prezzi dei prodotti lattiero-caseari con un indice medio che ha sfiorato i 140 punti e che si è tradotto in un incremento percentuale del 7,8%. A determinare tale dinamica, che ha riguardato tutti i comparti produttivi, sono stati i rallentamenti dell'offerta verificatisi sia sul mercato UE sia in Oceania. Ciononostante, la crescita di giugno ha rappresentato un recupero delle quotazioni soltanto  rispetto al trimestre passato mentre, in chiave tendenziale, non si è arrestato il processo di rallentamento (-14% rispetto a giungo 2015).   

Cereali. L'indice dei prezzi cerealicoli si è posizionato su un valore medio molto vicino ai 157 punti, facendo registrare una crescita del 2,9% rispetto a maggio e una contrazione annua del 4%. L'aumento mensile ha tratto origine principalmente dal rafforzamento delle quotazioni maidicole (soprattutto per effetto della riduzione delle esportazioni brasiliane) mentre, il prezzo medio del frumento ha mostrato un andamento altalenante: in crescita nella prima parte di giugno e in contrazione nelle ultime due settimane. Stabili, invece, i listini del riso.

Olio. Unica produzione, ad essere caratterizzata da una contrazione mensile dei prezzi (-0,8%) mentre, rispetto al mese di giugno dello scorso anno, l'indice è aumentato di circa quattro punti percentuali. Il calo mensile è stato influenzato principalmente dalla contrazione dei prezzi dell'olio di palma per effetto combinato della debolezza della domanda d'importazione globale e dell'aumento dell'offerta produttiva in Indonesia e Malesia. Di contro, sono aumentate le quotazione dell'olio di soia, sotto la spinta della scarsa disponibilità di prodotto per le esportazioni sud americane.

Zucchero. Con una media di 276 punti, il mese di giugno è stato caratterizzato da un forte rialzo delle quotazioni saccarifere (+14,8% congiunturale), trainate da prospettive al ribasso della produzione in Brasile (primo produttore ed esportatore mondiale). Inoltre, a sostenere i prezzi, è stato anche l'aumento dei volumi produttivi di canna da zucchero ed il successivo spostamento produttivo a favore dell'etanolo. Rispetto al 2015, le quotazioni internazionali sono aumentate del 56%. 

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