L'economia agricola nel 2015

12 giugno 2016

L'Istituto nazionale di statistica ha reso noti i dati sull'andamento dell'economia agricola dello scorso anno. Di seguito, si riporta una sintesi dei principali elementi emersi all'interno dell'indagine.

A fronte di un valore aggiunto di circa 33,1 miliardi di euro, nel 2015, il settore dell'agricoltura, silvicoltura e pesca ha rappresentato il 2,3% dell'economia nazionale. Con l'aggiunta dell'industria alimentare (bevande e tabacco incluse), l'incidenza relativa dell'agroalimentare sale al 4%.

Se si guarda ai tassi di crescita tendenziale, tra le attività economiche, l'agricoltura Made in Italy è stata quella più performante. Rispetto al 2014, infatti, il settore ha registrato un incremento sostenuto sia del valore aggiunto (+3,8% in volume) sia dell'occupazione, con le unità di lavoro aumentate del 2,2%. La crescita annua dell'industria alimentare è stata dello 0,4% in volume, mentre le unità di lavoro sono aumentate dello 0,7%.

Nel complesso, rispetto al 2014 il valore aggiunto del settore agroalimentare è aumentato del 4,2% in valori correnti e del 2,3% in volume.

 

Andamento del valore aggiunto (volume) e delle unità lavoro nell'economia italiana (2015/2014; var%)

Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Cia su dati Istat

 

In termini di produzione (valore), ad aumentare sono state le coltivazioni legnose (+16%). A trainare la crescita percentuale, che ha portato ad oltre 13 miliardi di produzione, sono stati in primo luogo i prodotti dell'olivicoltura che, dopo una delle campagne produttive più drammatiche degli ultimi decenni, hanno incrementato di oltre tre quarti il loro valore rispetto al 2014 (+77%). Positive anche le performances annue delle altre coltivazioni legnose, con frutta e agrumi che hanno visto aumentare la loro produzione rispettivamente del 12% e del 15% (+8% il vino). Nonostante la zootecnia continui a rappresentare circa un terzo della produzione agricola italiana (16,2 miliardi di euro), lo scorso anno il comparto ha ceduto il 4% del proprio valore, con latte e carni che hanno perso, ciascuno, oltre 320 milioni di euro (latte -6%; carne -3%). Infine, a fronte di un passaggio dagli oltre 1,6 miliardi di euro del 2014 ai 1,3 del 2015, la produzione foraggera italiana, che rappresenta il 3% del totale agricoltura, ha fatto registrare una contrazione tendenziale del 18%

Le principali produzioni agricole: andamento tendenziale (2015/2014) e composizione %

Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Cia su dati Istat

A livello territoriale, il 2015, è stato un anno che, ad eccezione dell'area Nord-ovest del Paese, ha fatto segnare una ripresa generalizzata sia della produzione agricola sia del valore aggiunto. Nel dettaglio, sono state le regioni meridionali a mostrare la crescita più sostenuta, seguite dal Centro e dall'Italia insulare.  Variazione pressoché nulla, invece, nei territori del Nord-est.

Produzione e valore aggiunto per ripartizione geografica (2015/2014; var. %)

Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Cia su dati Istat

Ad integrazione dell'indagine diffusa dall'Istat lo scorso 6 giugno sull'economia agricola, può essere utile soffermarsi sulle principali dinamiche che hanno caratterizzato la bilancia commerciale agroalimentare nel 2015. Come già osservato in precedenti approfondimenti tematici, il disavanzo della bilancia commerciale agroalimentare italiana ha sfiorato i 6 miliardi di euro. In seguito alla forte spinta delle esportazioni, prossime ai 37 miliardi di euro e cresciute del 7% in un anno, il saldo negativo tra vendite estere e arrivi ha fatto segnare un significativo miglioramento tendenziale (-22% sul 2014). Con un valore totale che di circa 43 miliardi di euro, anche le importazioni agroalimentari sono aumentate, sia su base annua (2%) sia nell'ultimo biennio (5%). Dal lato della componente agricola, l'aumento delle esportazioni di circa 700 milioni di euro si è tradotto in una crescita relativa dell'11%. Più contenuto l'incremento percentuale annuo degli arrivi (6%) mentre, in termini assoluti, la ripresa si è uniformata a quella delle vendite estere (+700 milioni).

Infine, si segnala che in virtù dell'importante aumento delle spedizioni, il grado di copertura commerciale, misurato dal rapporto percentuale tra export ed import, ha visto un aumento annuo di 4 punti, arrivando a posizionarsi sull'86%.

 

Bilancia agroalimentare italiana (mld di euro)

Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Cia su dati Istat

 

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