Fao prezzi alimentari di maggio

06 giugno 2016

Secondo la FAO, a fronte di un indice medio di 155,8 punti, i prezzi mondiali agroalimentari nel mese di maggio sono aumentati del 2%. Una dinamica che ha consolidato il processo di crescita degli ultimi quattro mesi e che ha interessato i listini internazionali di tutti i comparti produttivi (ad eccezione degli oli vegetali). Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, invece, l'indice delle quotazioni non è riuscito ad invertire la rotta, ed ha ceduto il 7%.

Andamento dell'Indice mensile dei prezzi alimentari e variazione tendenziale (2002-2004=100)

Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi - Cia su dati FAO

 

A seguire, una breve analisi dei singoli comparti produttivi:

Cereali. L'indice dei prezzi cerealicoli si è posizionato nell'ultimo mese su un valore medio di 152,3 punti, facendo registrare un aumento dell'1,5% rispetto ad aprile ed una contrazione annua del 5,3%. Tra le singole produzioni, i listini del mais sono aumentati per il secondo mese consecutivo così come sono cresciuti i prezzi mondiali del riso, in particolare per la varietà indica. L'ampia disponibilità di offerta e le buone prospettive di produzione, hanno influenzato le dinamiche dei prezzi del grano, i cui rialzi mensili sono stati più modesti rispetto alle altre produzioni cerealicole.

Olio. Unica produzione, tra quelle analizzate dalla FAO, che ha visto una riduzione dei prezzi su base congiunturale (-1,8%) mentre, rispetto al mese di maggio dello scorso anno, l'indice è aumentato di circa sei punti percentuali.  Il calo mensile è stato influenzato principalmente dalla contrazione dell'olio di palma per effetto combinato della debolezza della domanda (soprattutto in Cina, India e sul mercato UE) e dell'aumento delle esportazioni da parte della Malesia.

Lattiero-caseari. Nonostante la leggera ripresa nell'ultimo mese (+0,4%), in chiave tendenziale, maggio ha confermato la caduta dei prezzi mondiali delle produzioni lattiero-casearie che, negli ultimi dodici mesi, hanno perso il 24% del loro valore. Il timido aumento congiunturale, è stato originato dal miglioramento dei prezzi sul mercato UE e dalla ripresa della domanda di latte intero in polvere, di burro e, in parte, dalle quotazioni di formaggio Made in Oceania. Di contro, i prezzi del latte scremato sono rimasti stabili e si sono collocati in prossimità dei valori d'intervento dell'UE.

Carni. Sono aumentate, nell'ultimo mese, le quotazioni delle carni (+2%) sotto la spinta dei suini, che hanno visto crescere i prezzi interni all'UE ed aumentare la domanda asiatica, e  degli ovini. Più contenuta, invece, la ripresa dei bovini (per effetto del contenimento dell'offerta dell'Oceania) e delle carni di pollo.

Zucchero. Con una media di 240,4 punti il mese di maggio è stato caratterizzato da un forte rimbalzo delle quotazioni saccarifere (+11,7% congiunturale) trainate da prospettive al ribasso della produzione indiana e dal calo dell'offerta cinese che ha determinato una crescita delle importazioni da parte di Pechino. Inoltre, a spingere ulteriormente verso l'altro le quotazioni, è stato il raccolto favorevole in Brasile (primo produttore mondiale) ed il successivo aumento dello stock di esportazione. 

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