Pesticidi nelle acque-Rapporto ISPRA 2016: lettura dei principali risultati

26 maggio 2016

L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), ha recentemente diffuso i risultati del Rapporto nazionale pesticidi nelle acque (dati 2013-2014) che, così come previsto dal Decreto interministeriale del 22 gennaio 2014 (Adozione del Piano d'azione nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari), ha l'obiettivo di rilevare eventuali effetti derivanti dall'uso dei prodotti fitosanitari all'interno delle acque interne (superficiali e sotterranee).

Prima di procedere alla lettura dei risultati, è opportuno fare due considerazioni di carattere generale.

La prima, riguarda il campione analizzato e, in particolare, l'incompletezza della copertura del territorio nazionale (cfr. Fig. 1 e Fig.2). Un'informazione non trascurabile, soprattutto se si guarda ai risultati delle regioni meridionali. Nel mezzogiorno, infatti, tre regioni (Calabria, Campania e Molise) non hanno inviato alcun dato e, nel caso specifico dell'indagine sulla contaminazione delle acque sotterranee, la copertura territoriale del campione è apparsa ancora più limitata e disomogenea (sono state cinque le Regioni che non hanno fornito dati).

Accanto a ciò, non si può non considerare che i livelli di contaminazione individuati nel Rapporto sono imputabili esclusivamente alle stazioni di monitoraggio e non, ai corpi idrici.

In questo contesto, nel 2014, l'ISPRA ha controllato 3.747 stazioni di monitoraggio dislocate sul territorio nazionale, per analizzare 14.718 campioni ed effettuare oltre 732 mila determinazioni analitiche. L'indagine si è focalizzata intorno alla ricerca complessiva di 365 sostanze.

Nelle acque superficiali, ne sono state ricercate 354 mentre, in quelle sotterranee, 331.

In termini di ritrovamento, il risultato complessivo, è stato di 224 sostanze, di cui 205 nelle acque superficiali e 171 in quelle sotterranee.

Monitoraggio nazionale delle acque interne (2014; unità)

Fonte: ISPRA

Gli erbicidi, hanno rappresentato la categoria più presente arrivando, nel caso delle acque di superficie, a incidere per oltre il 55% sul totale monitorato (45% nelle acque sotterranee). Per quel che concerne i fungicidi, il peso relativo maggiore (circa 33%) è stato riscontrato nelle acque sotterranee (27% acque superficiali). Infine gli insetticidi, il cui ritrovamento è valso il 20% delle sostanze nel caso delle acque sotterranee (circa il 16% in superficie). 

In merito alla diffusione delle singole sostanze, nel 2014 il glifosate e il suo metabolita AMPA, è stata la più rinvenuta nelle acque superficiali, mentre, in quelle sotterranee il prodotto più presente è stato l'erbicida metalaclor-esa. 

Distribuzione delle categorie fitosanitarie (2014;val.%)

Fonte: Ufficio-Studi Cia su dati ISPRA

Quanto sin qui descritto, ha rappresentato il contesto all'interno del quale l'ISPRA ha tentato di valutare le eventuali ripercussioni sull'ambiente dovute alla presenza di pesticidi nelle acque. In particolare, nel confrontare la misurazione delle concentrazioni di sostanze ritrovate con i limiti di legge, l'Istituto si è avvalso del riferimento stabilito dalla normativa per le acque potabili. Un limite unico, assunto come parametro di riferimento dall'Unione Europea sin dagli anni '80, e indicato nel Rapporto con l'acronimo SQA (standard di qualità ambientale )[1].

Alla luce di tale metodologia (che include anche il confronto degli SQA con i criteri minimi di efficienza previsti nella direttiva 2009/90 CE), su 1.284 punti di monitoraggio delle acque superficiali, il 21% ha evidenziato livelli di concentrazione superiore ai limiti stabiliti dalla normativa. Il restante 79% (pari a 1.010 sostanze rinvenute) è rientrato entro i limiti di legge, ovvero, ha prodotto un risultato non quantificabile (quantità rinvenute inferiori ai limiti necessari per quantificarle).  

Nelle acque sotterranee, le sostanze rintracciate superiori ai limiti, sono state 170 (su un totale rinvenute di 2463), pari al 6,9% della contaminazione totale. Un quarto (25%) dei pesticidi ha fatto registrare un livello di inquinamento in regola con i parametri ambientali e, il restante 70%, una contaminazione inferiore al limite di quantificazione.

Concentrando l'analisi sulla frequenza dei rinvenimenti delle singole sostanze sopra i limiti di legge, nelle acque di superficie il maggior numero è stato imputato al glifosate mentre, nelle acque sotterranee, il numero più elevato di casi di non conformità è stato rinvenuto nella sostanza benzatone.

Livelli di contaminazione nei punti di monitoraggio (valore %)

Fonte: ISPRA

Nelle successive figure, è riportata la rappresentazione grafica della contaminazione sul territorio nazionale.

Fig.1: livelli di contaminazione nelle acque superficiali (2014)

Fonte: ISPRA

Fig.2: livelli di contaminazione nelle acque sotterranee (2014)

Fonte: ISPRA

A integrazione dei risultati dell'ISPRA e a completamento dell'analisi, può essere utile soffermarsi sui dati diffusi dall'Istat nell'ambito dell'indagine annuale sulla distribuzione per uso agricolo dei fertilizzanti e dei fitosanitari. La rilevazione viene svolta presso tutte le imprese che distribuiscono per uso agricolo i prodotti fitosanitari (fungicidi, insetticidi e acaricidi, erbicidi, vari, biologici e trappole), con il proprio marchio o con marchi esteri.

In quest'ottica, se si guarda alla dinamica delle vendite nel decennio 2003-2013, la quantità di prodotti fitosanitari distribuiti per uso agricolo si è ridotta complessivamente di oltre 39 mila tonnellate. Una perdita che, in termini percentuali, è valsa oltre un quarto ed è stata particolarmente accentuata nelle categorie dei fungicidi e degli insetticidi-acaricidi che hanno ceduto, entrambe, il 32% delle loro vendite (-23% erbicidi).    

Ancora più accentuata, la contrazione percentuale della distribuzione dei principi attivi (-35%), passati dalle 86 mila tonnellate del 2003 alle 55 mila del 2013. Anche in questo caso, a diminuire maggiormente sono state le sostanze attive insetticide e acaricide che, nell'intervallo temporale considerato, hanno visto dimezzarsi gli acquisti (-53%). A seguire la contrazione dei principi fungicidi (circa -40%) e quella degli erbicidi (-33%).

Andamento delle vendite italiane di prodotti fitosanitari (000 ton; var. tendenziale)

Fonte: Ufficio-Studi Cia su dati Istat


[1] Per SQA s'intende "la concentrazione di un particolare inquinante o gruppo di inquinanti nelle acque, nei sedimenti e nel biota che non deve essere superata, per tutelare la salute umana e l'ambiente"