Disegno di legge sul consumo di suolo agricolo

29 aprile 2016

La Camera dei deputati ha avviato la discussione generale sul disegno di legge recante il "Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato". Il provvedimento, che è stato approvato in sede referente presso le Commissioni riunite (ambiente e agricoltura) ed è il risultato di proposte di iniziativa parlamentare e di un disegno di legge governativo, si compone di undici articoli.

Di seguito si riporta una sintesi dei principali elementi della proposta normativa.

Le finalità e le definizioni trovano spazio all'interno dei primi due articoli. Nel dettaglio, con l'articolo 1 la legge detta i princìpi fondamentali per la valorizzazione e la tutela del suolo, con particolare riguardo alle superfici agricole e alle aree sottoposte a tutela paesaggistica, al fine di promuovere e tutelare l'attività agricola, il paesaggio e l'ambiente e di contenere il consumo di suolo. Lo stesso articolo prevede che il consumo di suolo sia consentito esclusivamente nei casi in cui non esistano alternative di riuso delle aree già urbanizzate e di rigenerazione delle stesse. Le definizioni necessarie all'applicazione delle finalità sopra citate, sono contemplate all'interno del secondo articolo. In tale ambito, sono definiti: il consumo di suolo, la superficie agricola, naturale e semi naturale, l'impermeabilizzazione, l'area urbanizzata, la rigenerazione urbana, la mitigazione e la compensazione ambientale.

La procedura per il contenimento del consumo di suolo a livello nazionale e regionale trova disciplina all'interno dell'articolo 3. Nel rispetto degli obiettivi dell'Unione Europea (consumo di suolo zero entro il 2050), si prevede che siano le Regioni (Conferenza unificata) i soggetti istituzionali deputati a individuare i criteri e le modalità per la definizione della riduzione in termini quantitativi di consumo del suolo. Successivamente, saranno le stesse Regioni a rendere disponibili i dati territoriali e a determinare i criteri e le modalità da rispettare nella pianificazione urbanistica comunale. La quantificazione della riduzione progressiva vincolante di consumo del suolo a livello nazionale è invece demandata ad un decreto ministeriale (Mipaaf). L'articolo 3, infine, disciplina in materia di monitoraggio.

Con l'articolo 4 il disegno di legge detta disposizioni finalizzate alla rigenerazione urbana, introducendo una procedura necessaria a individuare gli ambiti da sottoporre prioritariamente a interventi di ristrutturazione urbanistica e di rinnovo edilizio. In quest'ottica, si prevede che siano le autonomie regionali ad introdurre le disposizioni per far si che i comuni promuovano strategie ed individuino strumenti necessari alla rigenerazione urbana.

Per semplificare e razionalizzare le procedure per gli interventi di rigenerazione delle aree urbanizzate degradate, l'articolo 5 introduce una delega al Governo. Si prevede, entro nove mesi dall'entrata in vigore della legge, l'adozione di uno o più decreti legislativi nel rispetto delle norme sulla difesa del suolo e della riduzione del rischio idrogeologico.

L'articolo 6, dispone che i comuni e le regioni possano qualificare gli insediamenti rurali locali come compendi agricoli neo-rurali. Per il raggiungimento di tale obiettivo, si prevede la presentazione di un progetto di recupero e di riqualificazione che dovrà includere l'installazione, sia delle dotazioni urbanistiche ed ecologiche adeguate sia delle infrastrutture tecnologiche per la comunicazione e la trasmissione dei dati. Ferma restando la prevalente destinazione ad uso agricolo, all'interno del compendio agricolo è possibile prevedere ulteriori destinazioni, tra cui: i servizi ludico-ricreativi e turistico-ricettivi; i servizi dedicati all'istruzione; le attività di agricoltura sociale e di vendita diretta dei prodotti agricoli o ambientali locali. Si segnala, infine, l'obbligo d'indivisibilità, per almeno venti anni, della superficie del compendio  agricolo neo-rurale.

Per quel che concerne le superfici agricole destinatarie di titoli Pac (incluso lo sviluppo rurale), interviene l'articolo 7 disponendo che, per un periodo di cinque anni dall'ultima erogazione di contributi comunitari, tali superfici non possano essere destinate ad uso diverso da quello agricolo, né essere oggetto di interventi di trasformazione urbanistica. Sono esenti da tale limiti le superfici agricole che abbiano presentato un progetto di compendio agricolo neo-rurale ai sensi del precedente articolo 6. In caso di violazione del vincolo, sono previste sanzioni amministrative pecuniarie d'importo compreso tra 5.000 e 50.000 euro.

Gli articoli 8 e 9 disciplinano in materia di registri, prevedendo l'iscrizione dei comuni in regola con gli strumenti e le politiche urbanistiche necessarie al raggiungimento degli obiettivi di riduzione del consumo di suolo stabiliti dalle Regioni. Inoltre, ai comuni iscritti nei registri, è assegnata priorità nella concessione di finanziamenti per la rigenerazione urbana dei siti contaminati; gli interventi d'insediamento e/o di ripristino di attività agricola.

L'articolo 10, invece, interviene sulla destinazione dei proventi derivanti dai titoli abilitativi e dalle sanzioni in materia edilizia. A riguardo, si prevede che essi siano orientati in via esclusiva verso una serie d'interventi e iniziative, tra cui: interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) delle opere di urbanizzazione, di riuso, rigenerazione e di demolizione di costruzioni abusive; iniziative per l'acquisizione e la realizzazione di aree verdi destinate ad uso pubblico; progetti di riqualificazione ambientale-paesaggistica (prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e sismico); interventi volti a favorire l'insediamento di attività agricole.

All'interno dell'ultimo articolo della proposta di legge (articolo 11), sono inserite le disposizioni transitorie e finali.

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