il Territorio come Destino

28 ottobre 2015

Sicilia, Abruzzo, Emilia, Toscana, Liguria negli ultimi dieci anni la nostra terra è stata profondamente ferita da disastri ambientali che hanno prodotto oltre 40 miliardi di danni. Tra cementificazione, dissennate politiche di consumo del suolo e mutamenti climatici, l'agricoltore e le sue agricolture sostenibili, rimango l'ultimo presidio per il mantenimento dell'equilibrio idrogeologico  dei nostri territori. Infatti, proprio l'agricoltore oltre a produrre beni alimentari, contribuendo allo stesso tempo alla costruzione del paesaggio, è per la sua vocazione multifunzionale, una figura strategica intorno alla quale disegnare un futuro diverso per il nostro Paese. L'agricoltura e l'agroalimentare producono ogni hanno un fatturato di quasi 300 miliardi di euro. Sono oltre 20 mila gli agriturismi disseminati sul territorio e oltre 80 mila le aziende che sviluppano molteplici attività, dalla produzione di energie alla manutenzione delle aree verdi, anche urbane. Già oggi questo "movimento" multifunzionale produce più di 40 miliardi di euro, con la prospettiva di garantire al settore circa 200 mila posti di lavoro nei prossimi dieci anni.
Una politica che guarda ad un ambiente sostenibile e produttivo, quindi, non può prescindere dagli agricoltori e dall'agricoltura: i nostri giovani, per primi, sembrano esserne convinti: è record di iscrizioni di studenti nelle facoltà di agraria (più 29 per cento) e negli Istituti agrari (più 13 per cento).
Cresce, nell'immaginario collettivo ma anche nel mondo della politica una nuova sensibilità per "il green". L'agricoltura, l'agroalimentare e tutto ciò che orbita intorno ad esse, sembra finalmente essere stato sdoganato da quel ruolo marginale a cui era stata relegata nell'ultimo mezzo secolo.
Spesso gli annunci non trovano riscontri nella realtà, molto c'è da fare e subito: il ricambio generazione stenta a decollare così come gli investimenti gli necessari per fare il salto di qualità.
Noi siamo convinti! Questo Paese ha un futuro ma solo se tutti capiranno che abbiamo: "Il territorio come destino" .