FAO prezzi alimentari di Agosto

08 settembre 2017

Durante il mese di agosto, i prezzi alimentari mondiali misurati dal Food price index della FAO, sono diminuiti dell'1,3% rispetto a luglio mentre, dal confronto con lo stesso mese del precedente anno, l'indice è aumentato di dieci punti facendo registrare una crescita relativa del 6%. Il calo congiunturale, ha tratto origine dalle contrazione che si è verificata nei listini della carne, dei prodotti saccariferi e cerealicoli la quale, ha più che compensato il rialzo mensile avutosi nelle altre voci produttive analizzate dalla FAO. 

Andamento dell'Indice mensile dei prezzi alimentari e variazione tendenziale (2002-2004=100)

Fonte: Ufficio Studi - Cia su dati FAO

A seguire, una breve analisi dei singoli comparti produttivi:

Cereali. Dopo un rialzo consecutivo che è durato per un periodo di tre mesi, l'indice medio dei prezzi internazionali cerealicoli ha ceduto, ad agosto e rispetto a luglio, il 5,4%. Su base annua, invece, il comparto ha guadagnato sette punti percentuali. Le prospettive di crescita produttiva nella regione del Mar nero, hanno influenzato negativamente i listini del grano così come le ampie forniture di esportazione nel Sud America sono state alla base della caduta dei prezzi mondiali maidicoli. Sul fronte del mercato risicolo, l'ultimo mese è stato invece caratterizzato da una sostanziale stabilità delle quotazioni per effetto di una domanda d'importazione che è riuscita a compensare la contrazione dell'offerta.    

Carne. Nel mese di agosto, i prezzi medi della carne hanno ceduto l'1,2% rispetto al valore fatto registrare a luglio mentre, in chiave annua, la ripresa si è attestata sui cinque punti percentuali. Tuttavia, rispetto al valore massimo verificatosi nell'agosto del 2014, l'indice della FAO ha perso il18,7%. In merito ai singoli comparti, i listini della specie bovina sono calati nell'ultimo mese sia in seguito alla crescita dell'offerta di esportazione sul mercato australiano sia in conseguenza di previsioni produttive al rialzo negli Stati Uniti. Al tempo stesso, nonostante la domanda sostenuta, l'adeguamento dell'offerta ha mantenuto pressoché stabili i prezzi internazionali delle carni ovine, suine e di pollame.

Zucchero. L'indice dei prezzi dello zucchero ha raggiunto in media 203,9 punti in agosto, ed ha fatto registrare una contrazione congiunturale dell'1,7%. Le quotazioni del comparto saccarifero sono state sotto pressione negli ultimi mesi tanto che, rispetto allo stesso periodo di osservazione del 2016, hanno ceduto il 29% del loro valore. Il calo di agosto, in particolare, ha tratto origine dalle favorevoli previsioni di raccolto verificatesi nei paesi produttivi leader (Brasile, Thailandia e India). A ciò, si sono aggiunte le tariffe imposte dalla Cina e dall'India che hanno determinato una contrazione della domanda e, di conseguenza, dei prezzi internazionali.   

Olio vegetale. I listini medi dell'olio vegetale sono aumentati, su base congiunturale, del 2,5% mentre, rispetto al mese di agosto dello scorso anno, hanno ceduto circa tre punti percentuali. La crescita mensile, avvenuta dopo il calo consecutivo del bimestre giugno-luglio, è stata diffusa tra tutte le categorie produttive a partire dall'olio di palma, le cui quotazioni sono cresciute in seguito alla debolezza dell'offerta (soprattutto nel Sud-est asiatico) e a una domanda piuttosto stabile. In crescita anche i listini dell'olio di soia anche se, in questo caso, le ragioni sono dell'aumento da ricercarsi sul fronte politico e, in particolare, nelle politiche protezionistiche adottate dagli Stati Uniti destinate a favorire la produzione nazionale a svantaggio delle importazioni.

Lattiero-caseario. Tra i comparti analizzati dalla FAO, quello lattiero caseario ha fatto registrare una delle migliori performance con una crescita media dell'indice che, in termini relativi, è valsa l'1,4% nell'ultimo mese e, addirittura, il 42%% rispetto al mese di agosto dello scorso anno. Tuttavia, come sottolineato dalla FAO, l'aumento è risultato essere inferiore del 20% se paragonato alla variazione massima raggiunta nel mese di febbraio dell'anno 2014. La ripresa della domanda europea e nord americana, ha condizionato (al rialzo) i prezzi del burro e del latte in polvere intero. Di contro, le quotazioni del latte in polvere scremato sono state spinte verso il basso dopo le prospettive di crescita degli stock di esportazione. Il mercato dei formaggi nel mese di agosto, è stato invece caratterizzato da stabilità.