Commercio estero gennaio-maggio 2017

31 luglio 2017

Secondo le ultime rilevazioni dell'Istat, nei primi cinque mesi dell'anno, la bilancia commerciale agroalimentare italiana ha mostrato un disavanzo di 2,4 miliardi di euro. L'andamento delle importazioni, cresciute in valore (+7%) ad una percentuale annua superiore rispetto alle vendite estere (+6%), ha concorso ad un aumento del saldo commerciale negativo che, in termini percentuali e rispetto allo stesso periodo di osservazione dello scorso anno, è valso un +24%.

In tale contesto, i prodotti agricoli, hanno visto le esportazioni superare il valore di 3,1 miliardi di euro con una crescita percentuale annua (+6%) in linea a quella dell'intero comparto agroalimentare. Le importazioni, invece, sono aumentate su base tendenziale del 7% ed hanno superato i 6,2 miliardi di euro. 

In virtù di quanto sopra osservato, il grado di copertura commerciale, misurato dal rapporto percentuale tra export ed import, si è posizionato sull'87% in calo dell'1% rispetto al 2016.

 

Bilancia agroalimentare italiana (gennaio-maggio: milioni di euro)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

In ordine alla distribuzione geografica degli scambi, 13 miliardi di euro importati dall'Italia, sono stati venduti dai Paesi dell'Unione Europea. In tale ambito, così come già accaduto nelle precedenti rilevazioni dell'Istat sul commercio estero, è stata la Spagna ha mostrare la crescita percentuale annua più importante sia sul lato delle importazioni alimentari (+29%) che su quello della voce agricoltura (+19%). Tale tendenza, ha determinato un allineamento della quota percentuale d'importazione proveniente dalla penisola iberica (12,3%) rispetto a quelli che, storicamente, sono sempre stati i primi due mercati di approvvigionamento italiani. Lungo tale ragionamento, si può osservare come Germania e Francia abbiano venduto in Italia, congiuntamente, 4,6 miliardi di euro tra prodotti agricoli, cibi e bevande. Gli acquisti provenienti dai territori dell'America latina (Mercosur) hanno pesato per il 4,4% sulla distribuzione degli arrivi mentre, i territori del Sud est asiatico e del resto dell'Europa, hanno venduto in Italia poco meno di 2 miliardi di euro, con un peso "pro-capite" del 5,1% sul totale delle importazioni agroalimentari nazionali.

Tra gli altri mercati, i prodotti agroalimentari Made in Usa, hanno rappresentato il 2,1% del totale con un andamento tendenziale di segno opposto tra le importazioni agricole, che hanno ceduto il 7,6% del loro valore e arrivi alimentari dove, l'Istat, ha registrato una crescita annua del 26%. Da uno sguardo, infine, all'approvvigionamento Made in Cina, è opportuno segnalare il calo del 14,3% verificatosi nelle esportazioni di prodotti agricoli verso l'Italia.   

 

Provenienza delle importazioni agroalimentari italiane (gennaio-maggio; mld di euro)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

In merito ai principali mercati di sbocco, il 65% delle vendite estere nazionali, per un valore di 10,6 miliardi di euro, sono state realizzate sul mercato comunitario. Anche nei primi cinque mesi del 2017 la Germania, con 2,8 miliardi di euro, si è confermata primo sbocco commerciale dell'Italia. In termini tendenziali, tuttavia, si deve registrare una dinamica piuttosto contenuta rispetto alle precedenti rilevazioni dell'Istituto nazionale di statistica. In tale ambito, le esportazioni agricole sono aumentate appena dell'1,5% mentre, quelle alimentari, dopo un lungo periodo di continua crescita, hanno fatto registrare una battuta d'arresto (-0,5%). Dopo la Germania, sul secondo gradino del podio, si è posizionata la Francia che, a fronte di un valore pari ad 1,8 miliardi di euro, ha rappresentato l'11% della distribuzione ed ha visto le vendite estere tricolori aumentare in media del 6,5%. A seguire, il mercato USA, dove è giunto un decimo delle vendite estere italiane per un valore complessivo di 1,6 miliardi di euro ed una crescita del 7% per le spedizioni alimentari. In forte riduzione, invece, l'export agricolo (-21%). Sulle tavole dei consumatori del Regno Unito, invece, nonostante i timori per la "Brexit", sono giunti prodotti agroalimentari Made in Italy per un valore di 1,3 miliardi di euro.  

Infine, un quarto delle esportazioni è stato collocato sugli altri mercati, tra cui, si segnalano la Svizzera (0,6 miliardi di euro) e il Giappone che, con 0,5 miliardi di euro, ha fatto registrare l'incremento percentuale più sostenuto in ambito alimentare (+36,6%).

Destinazione delle esportazioni agroalimentari italiane (gennaio-maggio mld di euro)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat