Inflazione: i dati di maggio

19 giugno 2017

Nel mese di maggio l'indice nazionale dei prezzi al consumo ha ceduto, rispetto ad aprile, lo 0,2% mentre, se si considera la sua variazione annua, ha fatto registrare una crescita dell'1,4%. Questo, in sintesi, il risultato della lettura degli ultimi dati Istat relativi all'andamento dei prezzi al consumo.

A condizionare l'andamento congiunturale sono stati, in particolare, i listini di alcune tipologie di prodotto, a partire dai prezzi dei servizi relativi ai Trasporti che, per effetto di fattori di natura stagionale, hanno perso nell'ultimo mese l'1,4%.

Al lato opposto, sono stati gli stessi listini dei Trasporti a trainare la crescita annua dell'indice generale, a fronte di un aumento di 3,7 punti percentuali. Di contro, la contrazione tendenziale più importante, si è verificata nella divisione di spesa dell'Istruzione.

In tale contesto, il carrello della spesa alimentare, seppur in attenuazione rispetto ai valori di aprile, ha fatto registrare una ripresa annua dell'1,9%, collocandosi sul terzo gradino del podio tra gli aumenti (dopo la citata fiammata dei listini dei Trasporti e la successiva crescita delle spese per abitazione).

Tornando alla lettura dei dati complessivi, se si guarda alle variazioni mensili, l'Istituto nazionale di statistica ha messo in luce una dinamica dei prezzi al consumo caratterizzata da una diffusa stabilità tra le divisioni di spesa. Infatti, se si esclude il già citato calo dei Trasporti; la riduzione dello 0,6% delle spese per comunicazione e l'incremento dello 0,6% dei Servizi ricettivi e di ristorazione, i prezzi al consumo di tutte le atre categorie sono stati caratterizzati da una variazione nulla, o quasi nulla. Non si sono discostati da tale contesto i cibi e le bevande analcoliche i quali, rispetto al mese di aprile, hanno guadagnato appena lo 0,1%.   

 Indice dei prezzi al consumo per divisioni di spesa (var. %, base 2015=100)

Fonte: Istat

Entrando nel merito delle dati sui prezzi dei beni acquistati dagli italiani, il timido rialzo congiunturale della spesa alimentare è imputabile, quasi esclusivamente, alla crescita dei prezzi della frutta fresca (+4,9%) mentre, i listini degli ortaggi hanno ceduto nell'ultimo mese il 4,7%. Su base annua, sempre restando nell'ambito della lettura dei dati dei prodotti non lavorati, sia la frutta che i vegetali hanno fatto registrare una forte ripresa dei listini che, seppur attenuatasi leggermente rispetto alla rilevazione del mese di aprile, è valsa, rispettivamente, il 9,7% e il 7,7%.

La dinamica dei prezzi dei prodotti alimentari lavorati, invece, è stata caratterizzata da una sostanziale tenuta sia su base mensile, dove la variazione è stata nulla, sia su base tendenziale, dove la crescita è stata contenuta (+0,4%). 

Indice dei prezzi al consumo per tipologia di prodotto (beni esclusi servizi) (var. %, base 2010=100).

Fonte: Ufficio studi CIA su dati Istat

A completamento dell'analisi, appare opportuno riportare di seguito due grafici. Il primo, espressione del confronto tra le variazioni medie annue dei prezzi ortofrutticoli nelle fasi agricola (prezzi all'origine) e distributiva della filiera.

Nel secondo istogramma, invece, sono rappresentate le variazioni medie annue dei prezzi all'origine dei principali prodotti orticoli "di stagione".

Prezzi ortofrutticoli: variazione media annua dei principali prodotti (maggio 2017/maggio 2016)

Fonte: Ufficio studi Cia su dati Ismea e Istat

 

Ortaggi di stagione: variazione media annua dei prezzi pagati agli agricoltori (maggio 2017/maggio 2016)

Fonte: Ufficio studi Cia su dati Ismea 

 

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