FAO prezzi alimentari di aprile

29 maggio 2017

Nel mese di aprile, i prezzi alimentari mondiali hanno ceduto l'1,8% su base congiunturale, continuando la fase di declino che ne ha caratterizzato l'andamento a partire da inizio anno. Se si escludono le quotazioni delle carni, la dinamica deflazionistica ha interessato tutte le altre categorie produttive del paniere di osservazione della FAO, con i prodotti saccariferi che hanno mostrato la flessione più accentuata (-9%).

Rispetto allo stesso periodo di osservazione dello scorso anno, invece, è continuata la ripresa dei listini (+10%).

Andamento dell'Indice mensile dei prezzi alimentari e variazione tendenziale (2002-2004=100)

Fonte: Ufficio Studi - Cia su dati FAO

A seguire, una breve analisi dei singoli comparti produttivi:

Carni. Nell'ultimo mese, a fronte di una media dell'indice FAO di 166,6 punti, le quotazioni mondiali delle carni sono cresciute dell'1,7%. Una dinamica al rialzo che ha caratterizzato i prezzi a partire dal mese di gennaio e che, in chiave tendenziale, è valsa 11 punti percentuali. Se si guarda alle singole voci produttive, l'inflazione generale è attribuibile alle carni ovine e suine. Le quotazioni di quest'ultime, in particolare, sono state sostenute da una forte domanda sul mercato comunitario e dalla crescita delle esportazioni mondiali verso la Cina e la Corea. A trainare il rialzo dei prezzi degli ovini, invece, è stata la stagionalità della domanda. Invariati, infine, i mercati del pollame e della carne bovina.   

Zucchero. Ad aprile, con una media dell'indice di 233,3 punti, i prezzi internazionali dello zucchero si sono ridotti su base congiunturale dell'11%, così da raggiungere il livello più basso dell'ultimo anno. Tale contrazione, ha attenuato anche l'inflazione annua della categoria produttiva che, per la prima volta dopo un lungo periodo, è scesa sotto le due cifre (+8%) L'aumento dell'offerta sul mercato brasiliano unita alla debolezza della domanda d'importazione, sono state le cause del crollo dei listini saccariferi. Sempre sul mercato brasiliano, inoltre, nell'ultimo mese si è registrato un rallentamento della domanda di zucchero destinato alla produzione di biocombustibili.     

Cereali. Meno 1,2% nell'ultimo mese e meno 2,5% su aprile 2016. Sono queste, in sintesi, le variazioni fatte registrare dall'indice FAO dei prodotti cerealicoli nel mese di aprile. A pesare sulle quotazioni internazionali di tutte le categorie produttive, in particolar modo sul quelle del frumento, sono state da un lato le aspettative di una produzione abbondante e, dall'altro, la forte concorrenza delle esportazioni. In controtendenza, i listini del riso, sostenuti da un mercato più dinamico sul fronte delle vendite.   

Olio vegetale. In calo per terzo mese consecutivo, l'indice FAO di aprile che analizza i listini dell'olio vegetale, ha perso il 3,9% congiunturale ed il 3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La debolezza delle importazioni mondiali, unita all'aumento dell'offerta nel sud-est asiatico, ha fatto scendere le quotazioni di olio di palma sui livelli più bassi dal mese di luglio 2016. In discesa, anche i listini dell'olio di soia.

Lattiero-caseario. Nell'ultimo mese, i prezzi dei prodotti lattiero-caseari sono diminuiti del 3,3% mentre, dal confronto con aprile 2016, hanno guadagnato il 44% facendo registrare la crescita tendenziale più marcata tra i segmenti produttivi analizzati dalla FAO. Il calo medio congiunturale, è il risultato delle ampie forniture di latte nell'emisfero settentrionale, dovute al picco produttivo stagionale, e alla conseguente maggiore offerta di latte in polvere e formaggio. La crescita della domanda europea e nord americana, invece, ha ridotto le disponibilità di esportazione del burro, facendo arretrare le sue quotazioni.