Commercio estero I trimestre 2017

18 maggio 2017

 

 

Secondo le ultime rilevazioni dell'Istat, nel primo trimestre dell'anno, la bilancia commerciale agroalimentare italiana ha mostrato un disavanzo di 1,4 miliardi di euro. L'andamento delle vendite estere, cresciute in valore (+8%) ad una percentuale annua superiore rispetto alle merci in entrata (+6%), ha fatto si che il saldo commerciale negativo si riducesse del 5% rispetto ai primi tre mesi del 2016.

In tale contesto, i prodotti agricoli, hanno visto le esportazioni sfiorare il valore di 2 miliardi di euro con una crescita percentuale annua (+8%) in linea a quella dell'intero comparto agroalimentare. Le importazioni, invece, sono aumentate su base tendenziale del 5% ed hanno superato i 3,6 miliardi di euro.  

In virtù di quanto sopra osservato, il grado di copertura commerciale, misurato dal rapporto percentuale tra export ed import, si è posizionato sull'87% con un aumento, sul 2016, di 1 punto percentuale.

Bilancia agroalimentare italiana (gennaio-marzo: milioni di euro)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

In ordine alla distribuzione geografica degli scambi, 7,7 miliardi di euro importati dall'Italia, sono stati venduti dai Paesi dell'Unione Europea. In tale ambito, si deve registrare una novità rispetto alle passate analisi dell'Istituto nazionale di statistica. La Spagna, è stato il primo mercato di approvvigionamento italiano con 1,41 miliardi di euro ed ha superato, seppur di poco, la Francia e la Germania che, storicamente, si sono sempre divise le prime due piazze del podio nella classifica dei principali paesi fornitori. Gli acquisti provenienti dai territori dell'America latina (Mercosur) hanno pesato per il 4% sulla distribuzione degli arrivi mentre, i territori del Sud est asiatico e del resto dell'Europa, hanno venduto in Italia 1,1 miliardi di euro di prodotti, con un peso "pro-capite" del 5,2% sul totale delle importazioni agroalimentari nazionali.

Tra gli altri mercati, i prodotti agroalimentari Made in Usa, hanno rappresentato il 2,6% del totale con una crescita annua, +21%, particolarmente sostenuta sul fronte degli approvvigionamenti alimentari. In contrazione, infine, le importazioni di provenienza cinese, in particolar modo sul lato della componente agricola (-16,6%).

 

Provenienza delle importazioni agroalimentari italiane (gennaio-marzo; mld di euro)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

In merito ai principali mercati di sbocco, due terzi delle vendite estere nazionali (6,3 miliardi di euro), sono state realizzate sul mercato comunitario. Anche nei primi tre mesi del 2017, la Germania, con 1,7 miliardi di euro ed una crescita del 6% per l'alimentare e dell'8,7% per la componente agricola, si è confermata primo sbocco commerciale dell'Italia. A seguire, la Francia (1,1 miliardi di euro) che, in media tra agricoltura e alimentare, ha aumentato le sue importazioni tricolori del 7,1%. Le spedizioni "oltre manica", nonostante i timori per la "Brexit", sono valse oltre 700 milioni di euro e, soltanto nella voce agricoltura, hanno fatto registrare una timida contrazione annua (-0,6%),.

Sulle tavole dei consumatori USA, è giunto un decimo delle vendite estere italiane per un valore complessivo di 0,9 miliardi di euro ed una crescita del 6,8% per le spedizioni alimentari. In forte riduzione, invece, l'export agricolo (-30%).

Un quarto delle esportazioni è stato collocato sugli altri mercati, tra cui, si segnalano la Svizzera (0,4 miliardi di euro) e il Giappone, che ha continuato a crescere sia sul fronte dei prodotti agricoli (+20%) sia su quello alimentare dove, l'incremento rispetto al primo trimestre 2016, è valso oltre il 30%.

Destinazione delle esportazioni agroalimentari italiane (gennaio-marzo mld di euro)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat