Commercio al dettaglio di marzo

12 maggio 2017

Nel mese di marzo il valore del commercio al dettaglio è stato caratterizzato da una sostanziale stabilità su base congiunturale, sia per quanto riguarda la componente non alimentare sia per i cibi e le bevande (-0,1%). Crescita modesta per i volumi, aumentati, nell'ultimo mese, dello 0,2% per effetto  della duplice spinta dei prodotti alimentari (+0,3%) e degli altri beni acquistati dagli italiani (+0,2%).

Se si guarda alla variazione tendenziale, il calo delle vendite totali è stato dello 0,4% in valore e dell'1,4% in volume. In tale contesto, il carrello della spesa alimentare è arretrato dell'1,8% su base valoriale, facendo registrare la contrazione più marcata nel corso degli ultimi dodici mesi. In forte discesa anche i volumi che hanno ceduto, sempre su base annua, il 4,5%. Le vendite di prodotti non alimentari, invece, sono aumentate dello 0,3% in valore e dello 0,6% in volume.

I dati dell'Istat del mese di marzo, consentono anche una lettura del trend trimestrale. In quest'ottica, nel periodo gennaio-marzo, l'Istituto nazionale di statistica ha rilevato una variazione mensile positiva per il valore delle vendite alimentari, aumentate di 1,4 punti percentuali, così come per gli altri prodotti (+0,7%). Per quel che riguarda le quantità, sul piano generale si è registrata una timida ripresa (+0,1%), quale risultato di un aumento dello 0,3% per i prodotti non alimentari e di una variazione nulla per quelli alimentari.

Valore delle vendite al dettaglio dei prodotti alimentari (2010=100): variazione tendenziale su anno precedente

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

Venendo alla lettura dei dati sulla forma distributiva, nell'ultimo anno le vendite alimentari trimestrali hanno fatto registrare una riduzione del loro valore in entrambe le tipologie commerciali, con le piccole superfici che hanno ceduto l'1,6% mentre, nella grande distribuzione, la contrazione è stata meno sostenuta (-0,2%). Se si considerano i dati Istat dell'ultimo mese, la differenza in termini di riduzione annua tra i due settori merceologici, è risultata essere meno marcata. Di pari passo, è opportuno segnalare che il calo tendenziale è stato più accentuato nella grande distribuzione (-1,8%) rispetto a quello dei piccoli esercizi commerciali (-1,6%).

Valore delle vendite al dettaglio dei prodotti alimentari per forma distributiva (2010=100; var. tendenziale)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

Con riferimento alla tipologia di esercizio della grande distribuzione, infine, tra quelli a prevalenza alimentare, il valore delle vendite è leggermente cresciuto (su base annua) in quelli specializzati (+0,4%), mentre è diminuito, dell'1,6%, all'interno di quelli non specializzati. In riferimento a quest'ultimo ambito, se gli acquisti dei prodotti a prezzo ridotto (discount) sono stati caratterizzati da una dinamica al rialzo (+1,2%), quelli negli ipermercati e nei supermercati hanno fatto registrare, rispettivamente, una perdita annua del 3,2% e dell'1,3% del loro valore.