Inflazione: i dati di aprile

28 aprile 2017

Secondo le stime provvisorie dell'Istituto nazionale di statistica, l'inflazione del mese di aprile ha confermato la crescita tendenziale dell'ultimo periodo, come dimostrato dall'indice nazionale dei prezzi al consumo che è aumentato dell'1,8% (+1,4% era stata la variazione tendenziale di marzo). Rispetto al mese di marzo, l'incremento è stato invece più contenuto (+0,3%).

L'accelerazione degli ultimi dodici mesi, seppur attribuibile ad entrambi gli aggregati osservati dall'Istat (beni e servizi), è stata influenzata maggiormente dai prezzi dei servizi con i Trasporti (+5,6%) a guidare la crescita, seguiti dalle spese per Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+3%).

In tale contesto, il carrello della spesa alimentare, seppur in attenuazione rispetto ai valori di marzo, ha fatto registrare una ripresa annua del 2,2%, collocandosi sul terzo gradino del podio tra gli aumenti (dopo le due divisioni di spesa sopra richiamate). Sempre su base tendenziale, se si escludono le quotazioni delle Comunicazioni (-1,6%) e quelle dell'Istruzione (-0,9%), tutte le altre divisioni di spesa all'interno del paniere dell'Istat hanno mostrato una dinamica al rialzo. Situazione più eterogenea se si guarda alle variazioni mensili. Sono state, infatti, cinque le divisioni di spesa in deflazione e, in tale ambito, il calo più marcato è stato quello dei cibi e delle bevande analcoliche che hanno ceduto lo 0,4% del loro valore. Tra le sette categorie col segno più, la variazione congiunturale più sostenuta (+1,9%) è stata quella dei Servizi ricettivi e di ristorazione.

 

 Indice dei prezzi al consumo per divisioni di spesa (var. %, base 2015=100)

Fonte: Istat

Entrando nel merito delle dati sui prezzi dei beni acquistati dagli italiani, la dinamica congiunturale della spesa alimentare è stata imputabile, principalmente, al ribasso dei Prodotti agricoli non lavorati e, in particolare, ai vegetali freschi le cui quotazioni al consumo hanno perso quasi sei punti percentuali (-5,9%). Tale andamento, ha contribuito ad attenuare la spinta inflazionistica tendenziale la quale, pur rimanendo pronunciata (+12,6%) anche a causa dell'ondata di mal tempo che ha colpito alcune tra le regioni italiane maggiormente vocate alla produzione ortofrutticola, ha ceduto rispetto al mese di marzo circa 10 punti percentuali.

Tra gli altri beni sono stati i listini degli Energetici a mostrare una variazione annua positiva, con i prezzi dei prodotti non regolamentati che hanno fatto registrare un'accelerazione del 9,1% seppur, così come accaduto per gli alimentari non lavorati, anche per tale categoria l'Istat ha rilevato un'attenuazione del rialzo tendenziale rispetto al mese di  marzo.   

Indice dei prezzi al consumo per tipologia di prodotto (beni esclusi servizi) (var. %, base 2010=100)

Fonte: Ufficio studi CIA su dati Istat

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