Costi di produzione in agricoltura: i dati del 2016

03 marzo 2017

Con un valore pari a 103,8 punti, rispetto al 2015, i costi di produzione del settore agricolo hanno fatto registrare, nel 2016, una contrazione annua del 2,1%. Secondo le rilevazioni dell'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA), come si desume dal grafico sotto stante, a guidare la flessione tendenziale sono stati i prezzi dei prodotti energetici che hanno ceduto 10 punti percentuali. A seguire, le voci relative fertilizzanti, mangimi e servizi agricoli il cui deprezzamento è stato, rispettivamente, del 2,7%; 2,5% e 1,6%. Le uniche tre voci di costo che, invece, sono state caratterizzate da un andamento inflattivo, sono state quelle per gli animali da allevamento, che dopo tre anni di flessione sono tornati a salire (+1,1%), i salari (+0,7%) e i prezzi di sementi e piantine (+0,6%).  

Se si guarda ai dati settoriali, sono stati i listini delle coltivazioni vegetali a far registrare la flessione media più marcata (-2,8%). In quest'ambito, i prezzi dei mezzi correnti per la coltivazione di semi oleosi e di prodotti cerealicoli, si sono ridotti nell'ultimo anno del 3,9% mentre, quelli dei vini, ortofrutta e olii vegetali, hanno ceduto poco più di due punti percentuali. In merito agli input zootecnici, a guidare la classifica tendenziale, è stato il calo dei prezzi di produzione delle uova fresche in guscio che ha sfiorato i 6,5 punti percentuali. I costi di produzione lattiero-caseario e del bestiame, hanno ceduto, rispettivamente, l'1,7% e l'1,1% annuo. 

Indice dei prezzi dei mezzi correnti di produzione per voce di spesa (2016; var. annua %)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Ismea

 

Indice dei prezzi dei mezzi correnti di produzione per settore (2016; var. annua %)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Ismea

La riduzione dei listini degli input produttivi osservata, non si è tradotta in un aumento di redditività per il sistema imprenditoriale agricolo italiano. Ciò si evince dalla lettura di due importanti indicatori. In primo luogo, la dinamica delle quotazioni all'origine del settore che, rispetto al 2015, hanno ceduto lo scorso anno oltre 5 punti percentuali, con cali particolarmente marcati nelle produzioni cerealicole (-12%) e negli olii vegetali (-18%). Accanto a ciò, il peggioramento della sostenibilità economica aziendale, è stato certificato dall'Eurostat e, in particolare, dall'indicatore che esprime il reddito reale per unita di lavoro. Secondo l'Istituto statistico europeo, l'Italia, nel 2016, ha registrato una flessione dell'8%, mentre, nell'Unione Europea, la contrazione media si è attestata sul 2%. Perdite reddituali superiori a quelle nazionali, si sono avute in Danimarca, Estonia, Francia, Belgio, Slovenia e Lituania. 

Reddito reale per unita di lavoro agricola (2016-2015: var%)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Eurostat

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