Commercio estero 2016

16 febbraio 2017

Secondo gli ultimi dati dell'Istat, lo scorso anno, la bilancia commerciale agroalimentare italiana ha mostrato un disavanzo di 4,5 miliardi di euro. La spinta delle esportazioni, che hanno raggiunto il valore record di 38,4 miliardi di euro e sono cresciute del 4%, ha fatto si che il saldo commerciale negativo si riducesse di un quarto rispetto al 2015. Gli acquisti dall'estero di prodotti agroalimentari, seppur stabili nell'ultimo anno (-0,1%), a fronte di un valore di 42,9 miliardi di euro, continuano ad essere superiori rispetto alle vendite. Dal lato della componente agricola, mentre le importazioni hanno confermato il valore del precedente anno, le esportazioni sono aumentate del 3% arrivando, in termini assoluti, a totalizzare un valore superiore ai 6,8 miliardi di euro. In tale contesto, il grado di copertura commerciale, misurato dal rapporto percentuale tra export ed import, si è posizionato sull'89% con un aumento, sul 2015, di 3 punti percentuali.

 

Bilancia agroalimentare italiana (gennaio-dicembre: milioni di euro)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

In ordine alla distribuzione geografica degli scambi, sui circa 42,9 miliardi di euro importati dall'Italia, oltre 30, sono stati venduti dai Paesi dell'Unione Europea. In tale ambito, la meta degli arrivi (15,5 miliardi di euro) è giunta dalla Germania, dalla Francia e dalla Spagna. Gli acquisti provenienti dai territori dell'America latina (Mercosur) hanno totalizzato il 4,9% del totale con un valore che ha superato i 2miliardi di euro. I Paesi del Sud est asiatico e del resto dell'Europa, hanno invece venduto nel Belpaese poco meno di 4 miliardi di euro, con un peso "pro-capite" del 4,7% sul totale delle importazioni agroalimentari nazionali. Tra gli altri mercati di approvvigionamento, i prodotti agroalimentari Made in Usa, hanno rappresentato il 2,3% della distribuzione delle importazioni confermando, tra l'altro, il forte trend di contrazione (-16,8%) che ne ha caratterizzato la dinamica a partire da inizio anno. Tra gli altri Paesi, si segnala la Cina le cui spedizioni in Italia sono valse 600 milioni di euro ed hanno fatto registrare una dinamica opposta tra prodotti alimentari (aumentati del 5,5%) e agricoli (-6,8%).  

                            Provenienza delle importazioni agroalimentari italiane (gennaio-dicedmbre; mld di euro) [1]

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

In merito ai principali mercati di sbocco, due terzi delle vendite estere (25,1 miliardi di euro), sono state realizzate sul mercato comunitario. Anche nel 2016, la Germania, con 6,7 miliardi di euro ed una crescita media del 4%, si è confermata primo sbocco commerciale, seguita dalla Francia (4,2 miliardi di euro) che, in media tra agricoltura e alimentare, ha aumentato le sue importazioni dal Bel Paese del 5,5%. Le esportazioni "oltre manica", nonostante i timori e gli allarmismi per la "Brexit", sono valse oltre 3,2 miliardi di euro (+0,4% in media) ed hanno collocato, anche lo scorso anno, il Regno Unito sul terzo gradino del podio tra i mercati di sbocco del Made in Italy. Accanto a quello comunitario, il mercato Statunitense continua ad essere strategico. Sulle tavole dei consumatori USA, è giunto infatti un decimo delle vendite estere italiane per un valore complessivo che ha superato i 3,8 miliardi di euro e che, per le produzioni alimentari, è aumentato nell'ultimo anno del 6%. Circa un quarto delle esportazioni è stato collocato sugli altri mercati, tra cui, si segnala la Svizzera con un valore di 1,5 miliardi e il Giappone che, dopo un periodo di contrazione, nell'ultimo anno ha aumentato le importazioni provenienti dall'Italia del 16% facendo registrare, tra i mercati esaminati, la crescita relativa più marcata.

Destinazione delle esportazioni agroalimentari italiane (gennaio-dicembre; mld di euro)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

A completamento dell'analisi, nel grafico sottostante si riportano le principali voci merceologiche esportate durante il periodo gennaio-novembre 2016[1], comprensive delle variazioni percentuali annue

 

Valore delle esportazioni agroalimentari italiane: "top eight" (gennaio-novembre 2016; % su totale e var. 2016/2015)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

 

[1] Nella categoria "ortofrutta fresca" è inclusa la categoria Istat AA0125-Altri alberi da frutta, frutti di bosco e in guscio

 

*Media tra la variazione dei settori agricolo e alimentare

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