Commercio estero Settembre

18 novembre 2016

Nei primi nove mesi dell'anno, la bilancia commerciale agroalimentare italiana ha mostrato un disavanzo di 3,6 miliardi di euro. Secondo gli ultimi dati dell'Istat sul commercio estero, la spinta delle esportazioni, che hanno sfiorato i 28 miliardi di euro, unita al calo (seppur modesto) delle importazioni (-0,9%), ha determinato una riduzione tendenziale del saldo negativo pari al 25%. Gli acquisti dall'estero di prodotti agroalimentari, nonostate la citata contrazione, continuano ad essere superiori rispetto alle vendite estere a fronte di un valore di oltre 31,5 miliardi di euro nei primi tre trimestri del 2016.

Considerando i dati sull'agricoltura, accanto all'aumento annuo delle esportazioni (+ 2%) si deve segnalare che, rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno, le importazioni di prodotti agricoli sono rimaste pressoché invariate. Una novità rispetto alle passate rilevazioni dell'Istat che, fino al mese di agosto, avevano messo sempre in evidenza una crescita degli arrivi.

In tale contesto, il grado di copertura commerciale, misurato dal rapporto percentuale tra export ed import, si è posizionato sull'89% con un aumento, sul 2015, di 4 punti percentuali.

 

Bilancia agroalimentare italiana (gennaio-settembre: milioni di euro)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

In ordine alla distribuzione geografica degli scambi, il 70% degli oltre 31,5 miliardi di euro di importazioni, è giunto dai Paesi dell'Unione Europea. La Germania, la Francia e la Spagna hanno esportato in Italia, congiuntamente, 11,5 miliardi di euro di prodotti agroalimentari (oltre un terzo del totale). Gli acquisti di prodotti agricoli, cibi e bevande provenienti dai territori dell'America latina (Mercosur) sono valsi 1,6 miliardi di euro con un peso relativo sul totale del 5%. Un altro dieci per cento delle importazioni nazionali, è giunto dai territori del Sud est asiatico e dal resto dei Paesi Europei mentre, i prodotti agroalimentari Made in Usa, hanno rappresentato poco più del 2% del totale ed hanno confermato il trend di contrazione (-24%) che ne ha caratterizzato la dinamica a partire da inizio anno. Tra gli altri mercati di approvvigionamento, si segnala la Cina che ha venduto in Italia mezzo miliardo di euro di prodotti agroalimentari (equamente divisi tra agricoltura e alimentare) ed ha fatto registrare, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (gennaio-settembre 2015), una crescita di 3,5 punti percentuali.

 

Provenienza delle importazioni agroalimentari italiane (gennaio-agosto; mrd di euro) [1]

Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Cia su dati Istat

Riguardo ai principali mercati di sbocco, due terzi delle esportazioni agroalimentari Made in Italy sono state destinate ai Paesi dell'Unione europea con un valore pari a 18,4 miliardi di euro e una crescita annua del 4,7%. "Berlino", che ha sfiorato i 5 miliardi di euro, si è confermata la prima destinazione delle vendite tricolori.  A seguire, la domanda Francese, con un peso sul totale dell'11% ad un valore superiore ai 3 miliardi di euro, e quella del Regno Unito che ha importato l'8% delle vendite italiane e, nonostante la Brexit, si è confermata la quarta destinazione del Made in Italy agroalimentare. Accanto a quello comunitario, il mercato di sbocco Statunitense continua ad essere strategico, facendo registrare una delle performance più significative in termini di incremento (+5,2%). Tra gennaio e settembre 2016, l'Italia ha venduto oltre oceano 2 miliardi e 800 milioni di euro di prodotti agroalimentari, arrivando a destinare negli USA un decimo delle proprie esportazioni. Circa un quarto delle vendite estere è stato collocato sugli altri mercati tra cui, si segnala la Svizzera con un valore superiore al miliardo di euro e il Giappone dove, nei primi nove mesi del 2016, le esportazioni italiane sono cresciute del 9,2%.

Destinazione delle esportazioni agroalimentari italiane (gennaio-settembre; mrd di euro)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

 

A completamento dell'analisi, nel grafico sottostante si riportano le principali voci merceologiche esportate durante il periodo gennaio-agosto 2016[1].

Valore delle esportazioni agroalimentari italiane: "top eight" (gennaio-agosto 2016; % su totale)

Fonte: Ufficio Studi Cia su dati Istat

 

[1] Nella categoria "ortofrutta fresca" è inclusa la categoria Istat AA0125-Altri alberi da frutta, frutti di bosco e in guscio

 

*Media tra la variazione dei settori agricolo e alimentare