| Comunicati | |
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| Data: | 02/11/2005 |
| Titolo: | Vino novello: sul mercato venti milioni di bottiglie di ottima qualità |
| Ora: | 15:13 |
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Da domenica prossima 6 novembre in vendita la produzione 2005. Secondo la Cia, sarà un vero e proprio boom per i vitigni autoctoni. Già sugli scaffali anche il primo olio nuovo. Da domenica prossima 6 novembre si potrà acquistare e degustare il vino novello edizione 2005. E’ un appuntamento fisso che, ormai dal 1987, anno del varo di una specifica normativa nazionale, appassiona e attrae i consumatori nazionali ed europei, mentre stenta ancora ad imporsi all’attenzione del resto del mondo. Quest’anno, per la prima volta -secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori- si produrranno più di 20 milioni di bottiglie quando erano state meno di 5 milioni nell’87 e quasi 18 milioni lo scorso anno. I prezzi, da 2 a 6 euro la bottiglia sono stabili o in lieve calo e la qualità è ottima. E’ vero e proprio boom per i vitigni autoctoni, dall’Aglianico per Basilicata e Campania dove trova valorizzazione anche il Piedirosso, al Barbera e Dolcetto per il Piemonte e ancora Cannonau per la Sardegna, Sangiovese per Toscana, Umbria e Marche, Cesanese per il Lazio, Montepulciano per Abruzzo e Molise, Corvina per il Veneto, Schioppettino per il Friuli Venezia Giulia, Teroldego e Marzemino per il Trentino Alto Adige, Primitivo, Negro amaro e Uva di Troia per la Puglia, Nero d’Avola per la Sicilia, Gaglioppo per la Calabria, Lambrusco per l’Emilia Romagna. Ancora molto utilizzati, un po’ in tutta Italia, restano i vitigni internazionali Merlot, Cabernet, Chardonnay, Gamay, Malbech, Pinot nero e Syrah, soprattutto per favorire il 50% circa delle bottiglie destinate a Germania, Austria, Svizzera, Francia e, via via agli altri paesi europei, mentre cominciano ad essere statisticamente visibili le bottiglie inviate negli Stati Uniti. A livello di bottiglie prodotte svetta il Veneto con 6,5 milioni di bottiglie, pari a quasi un terzo dell’intera produzione italiana, seguono con oltre 2 milioni di bottiglie la Toscana ed il Trentino Alto Adige, quindi con oltre un milione di bottiglie il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna, la Puglia, la Sicilia e la Sardegna, mentre l’incremento maggiore, rispetto allo scorso anno è detenuto dal Lazio che passa da poco più di 500 mila ad 800 mila bottiglie. In termini quantitativi e di valore generato -rileva la Cia- i vini novelli rappresentano una piccola nicchia rispetto al settore vitivinicolo (150 mila ettolitri per circa 90 milioni di euro), ma hanno il pregio di essere commercializzati tutti in bottiglia e di dare un primo saggio qualitativo della vendemmia che è sicuramente tra le migliori degli ultimi 10 anni, soprattutto nel centro-sud. In ogni caso, una anteprima del livello qualitativo sarà possibile percepirla già da sabato 5 novembre al salone nazionale dei vini novelli che si terrà presso la fiera di Vicenza e nelle numerosissime iniziative locali che si svolgeranno in tutta Italia. Sono invece già sugli scaffali di vendita -avverte la Cia- l bottiglie dell’olio nuovo che quest’anno diventa statisticamente visibile e, per la prima volta, supererà i 2 milioni di bottiglie per un valore complessivo di quasi 10 milioni di euro. In questo caso leader assoluta è la Toscana, seguita dalla Puglia e quindi dall’Umbria, dalla Sicilia e dalla Calabria. Non essendo ancora stata adottata una normativa specifica, le denominazioni commerciali per individuare un olio di fresca produzione vanno da termini come novello o primolio a quelli del tipo fresco di frantoio, nuovo raccolto e via dicendo. Anche per questo prodotto, cui il consumatore nazionale si avvicina con crescente interesse, pure per la garanzia della esclusiva origine italiana, si ha profumo erbaceo intenso e sapore gustoso di oliva appena raccolta.
dati Istituto italiano del vino novello stime Cia-Confederazione italiana agricoltori | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Agenzia plurisettimanale della Confederazione italiana
agricoltori - Anno XI n 335 |