| Comunicati | |
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| Data: | 22/01/2010 |
| Titolo: | Consumi 2009: nel carrello alimentare meno pane, carne, vino e olio doliva. Crescono pasta, frutta, verdure e latte. La famiglia attenta alle promozioni e acquista sempre di più nei discount |
| Ora: | 13:36 |
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La Cia evidenzia, anche sulla base dei dati Ismea, una situazione di stabilità negli acquisti domestici degli alimentari: si dovrebbe avere una crescita dello 0,4 per cento in quantità, mentre un calo in valore (circa 1 per cento) a causa soprattutto del rallentamento dell’inflazione. Le vendite risultano in lieve aumento nel Nord-Est e nel Centro, in leggera flessione nel Nord-Ovest e stabili al Sud. Ogni nucleo familiare ha speso per imbandire le tavole, in media, 475 euro mensili, per complessivi 145 miliardi di euro. Cambia il carrello della spesa alimentare. Nel 2009 diminuiscono i consumi a tavola di pane, carne (in particolare bovina), vino e olio d’oliva, crescono, invece, quelli di pasta, frutta, verdure e latte. Gli acquisti domestici, comunque, non cedono e, nonostante la crisi economica faccia sentire ancora i suoi effetti, registrano, in quantità, una lieve ripresa (più 0,4 per cento rispetto al 2008), mentre vedono una diminuzione in valore (circa meno 1 per cento), favorita anche dal rallentamento dell’inflazione. Le famiglie italiane, tuttavia, sono molto attente alle “promozioni” e comprano sempre di più nei “discount”. Sono questi alcuni dei dati contenuti in un’indagine che Durante lo scorso anno -rileva Il consumatore -come si rileva anche nell’ultima indagine dell’Ismea sulle tendenze agroalimentari- appare ancora cauto e, sebbene non riduca i volumi acquistati, tuttavia fa più ricorso alle promozioni e agli acquisti effettuati presso i canali più convenienti, come i discount., che nello scorso hanno messo a segno una crescita del 9,3 per cento. Anche davanti a prezzi che non hanno subito rincari, sussiste un clima d’attesa e non s’intravede un riorientamento della composizione di spesa verso un carrello complessivo di maggior valore, anzi il fenomeno a cui si assiste da tempo è quello di un “impoverimento” della spesa. E’ così è continuata ad aumentare la percentuale di famiglie che acquistano generi alimentari (pane, pasta, carne, pesce, frutta) presso gli hard-discount (dall’8,6 del 2006, al 9,7 per cento del 2007, al 10,9 per cento del 2008, all’11 per cento nel 2009). Il supermercato resta il luogo di acquisto prevalente (68,1 per cento), soprattutto nel Centro-Nord (superiore al 70 per cento), immediatamente segue il negozio tradizionale (63,7 per cento), in particolare nel Mezzogiorno (76,2 per cento) e per l’acquisto di pane (59,4 per cento). Il 17,2 per cento delle famiglie acquista presso ipermercati, con punte del 22 per cento nel Nord, dove questa tipologia distributiva è più diffusa. Al mercato si reca circa il 22 per cento delle famiglie del Centro-Nord contro il 33,1 per cento del Mezzogiorno. Dall’indagine della Cia risulta che quattro famiglie su dieci hanno tagliato drasticamente la spesa alimentare. Il 60 per cento ha addirittura cambiato menù, mentre il 35 per cento è stato costretto ad optare per prodotti di qualità inferiore. Per mangiare, comunque, si continua a spendere di più al Centro e al Sud che al Nord. Nel contesto dei “tagli” alimentari, si riscontra che -segnala Per quanto riguarda il dettaglio per area geografica, i consumi domestici -rimarca La spesa domestica per generi alimentari e bevande -sottolinea al Cia- si è attestata, sempre nel | |
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agricoltori - Anno XVI n 27 |