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Data: 11/11/2009
Titolo: Crisi: s’allarga la protesta degli agricoltori. Nell’ambito delle iniziative territoriali della Cia promosse manifestazioni a Milano, Perugia e Napoli
Ora: 16:31
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L’agricoltura italiana vive una situazione sempre più drammatica. Costi in forte ascesa, prezzi sempre più bassi e redditi falcidiati. Servono subito interventi straordinari e concreti. Il presidente Giuseppe Politi rinnova l’invito al governo: proclamato lo stato di crisi per il settore.

 

E’ ormai mobilitazione in tutto il Paese. L’agricoltura, sempre più in emergenza, scende in piazza e manifesta tutto il suo profondo malessere. Costi produttivi, contributivi e burocratici opprimenti, prezzi sui campi in caduta libera, redditi in netto calo, investimenti tagliati, credito con il contagocce. Le imprese sono allo stremo, in grande affanno, a rischio chiusura. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, nel quadro di iniziative concordate con altre organizzazioni, da giorni sta dando vita a numerose azioni di protesta che culmineranno con manifestazioni interregionali a Milano (il 13 novembre), a Perugia (il 16 novembre), a Napoli (il 17 novembre).

“Siamo arrivati ad una situazione drammatica. Per questo motivo -afferma il presidente della Cia Giuseppe Politi- abbiamo chiesto al premier Silvio Berlusconi e al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia di proclamare lo stato di crisi del settore agricolo. Vanno sospesi tutti i pagamenti contributivi e fiscali, perché gli agricoltori sono impossibilitati a rispettare le scadenze”.

“Le aziende -aggiunge Politi- hanno necessità di interventi straordinari e concreti. Abbiamo promosso la mobilitazione per richiamare l’attenzione del governo, delle forze politiche, economiche e sociali sulla gravità del momento che sta attraversando l’agricoltura italiana. In quest’ultimo anno non abbiamo visto alcuna misura in grado di dare un reale sostegno alle imprese. Con la finanziaria 2010, ora in discussione al Senato, sono state, addirittura, sottratte risorse importanti (meno 550 milioni di euro) al settore. E così, di certo, non si può andare avanti”.

Davanti ad uno scenario difficile e a prospettive molte incerte per il futuro degli imprenditori agricoli, la Cia ha messo a punto una vera piattaforma rivendicativa con proposte mirate per ridare fiato alle aziende in profonda crisi.

In particolare, si chiede:

- Finanziamento adeguato del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali.

- Adottare interventi straordinari a favore delle imprese agricole per fronteggiare la crisi con particolare riferimento alla proroga della riduzione dei contributi previdenziali e assistenziali nelle zone svantaggiate e montane con l’allargamento delle agevolazioni ai settori in crisi.

- Introdurre agevolazioni contributive e tributarie per le imprese agricole colpite da crisi di mercato.

- Estendere a tutte le attività agricole e zootecniche dell’accisa zero per il gasolio e la riduzione al 4 per cento dell’aliquota Iva sui carburanti utilizzati nelle attività agricole a tutto il 2010.

- Estendere il credito d’imposta per nuovi investimenti produttivi in agricoltura a tutto il territorio nazionale,con priorità agli investimenti che mirano all’aggregazione dell’offerta ed alla stipula di accordi interprofessionali.

- Favorire l’accesso al credito e la ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole

- Convocare i Tavoli di filiera sia per interventi urgenti che di rilancio dei settori e delle imprese.

- Programmare al più presto la Conferenza nazionale sull’agricoltura per discutere e approvare una rinnovata politica agraria.

 

 

 

 

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Agenzia plurisettimanale della Confederazione italiana agricoltori - Anno XV n 483