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     Attualità
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Data: 12/12/2003
Titolo: L’agricoltura “produce” nuovi servizi: per i giovani più occupazione e redditi maggiori
Ora: 12:02
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Passione e partecipazione sono state le caratteristiche distintive della terza Assemblea nazionale dell’Agia, l’associazione giovanile della Cia-Confederazione italiana agricoltori conclusasi lo scorso il 12 dicembre a Roma con la partecipazione del ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno. Ampia la discussione svoltasi sui temi della multifunzionalità dell’impresa agricola, delle nuove frontiere del mercato e sui problemi e sulle specificità che caratterizzano l’attività dei giovani imprenditori.

Particolarmente vivo è stato il confronto fra il presidente dell’Agia Gianluca Cristoni ed i presidenti delle altre due organizzazioni giovanili agricole da cui sono emersi gli elementi distintivi, ma anche e soprattutto la volontà di perseguire con convinzione un’azione comune su temi di interesse generale e su iniziative condivise legate dai comuni interessi dei giovani imprenditori agricoli.

Molti gli ospiti e particolarmente apprezzate le presenze del presidente Massimo Pacetti e dei molti dirigenti della Cia, nonché del presidente del Ceja Hans Benno Wichert.

Nell’ambito dei lavori, uno spazio è stato riservato alla consegna dei diplomi rilasciati ai partecipanti dei corsi di informatizzazione promossi dall’Osservatorio sull’Imprenditoria giovanile agricola e realizzati dal CIPAT-Centro di Istruzione Professionale e Assistenza Tecnica della Cia su tutto il territorio nazionale.

I lavori della giornata conclusiva hanno visto la relazione di Matteo Ansanelli, segretario generale Agia, sull'attività annuale dell'associazione, l'intervento del vicepresidente vicario nazionale della Cia Giuseppe Politi, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa e del ruolo che svolgono i giovani per lo sviluppo dell’agricoltura, e la relazioni delle commissioni assembleari e con l’intervento del ministro Gianni Alemanno.

Il ministro, nell’apprezzare il lavoro svolto dall’Agia, ha sostenuto l’importanza e la centralità del settore agricolo ed il ruolo che i giovani agricoltori hanno per il futura dell’economia e della società italiana.

Alemanno ha evidenziato che per rafforzare gli interventi sulle filiere agroalimentari è ipotizzabile la creazione di un ministero “ad hoc” e ha annunciato agevolazioni fiscali per alcuni prodotti agricoli in finanziaria e ad interventi sul credito e sulle assicurazioni per favorire l’imprenditoria giovanile.

 

 

 

 

 

Terza Assemblea dell’Associazione dei giovani imprenditori agricoli (Agia) della Cia. Interventi del presidente della Cia Massimo Pacetti e del presidente dell’Agia Gianluca Cristoni.

 

 

Più di 50 mila nuovi giovani agricoltori nei prossimi cinque anni e un giro di affari che supera abbondantemente il miliardo e mezzo di euro. Per l’agricoltura italiana, ma soprattutto per le nuove generazioni, si aprono prospettive di grande interesse nel campo dei servizi al territorio, all’ambiente naturale. Quindi, non solo produzione di derrate alimentari, ma anche nuove funzioni e attività che “producono” beni paesaggistici, ambientali e di tutela dell’habitat. E’ quanto emerso dalla prima giornata della terza Assemblea dell’Associazione giovani imprenditori agricoli (Agia) della Cia-Confederazione italiana agricoltori che si è aperta ieri a Roma e che ha per tema proprio “Le nuove opportunità in agricoltura per l’impresa che cambia”. Ai lavori, introdotti dal presidente dell’Agia Gianluca Cristoni, sono intervenuti il presidente della Cia Massimo Pacetti e i rappresentanti delle organizzazioni dei giovani agricoltori europee e nazionali.

“La legge di orientamento -ha sottolineato Cristoni- ci offre oggi una grande opportunità: apre scenari nuovi e anche inesplorati ai giovani che hanno scelto di fare impresa agricola. Tra questi, quello dei servizi è in grado di dare prospettive realmente concrete. La legge, infatti, prevede la stipula di convenzioni tra pubbliche amministrazioni (comuni, province, regioni) e giovani imprenditori per favorire lo svolgimento di attività funzionali alla sistemazione e alla manutenzione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura e al mantenimento dell’assetto idrogeologico”.

“I giovani -ha aggiunto il presidente dell’Agia- possono così incrementare il loro reddito attraverso queste opere di pubblica utilità, ma allo stesso tempo tale opportunità può favorire l’inserimento nell’attività agricola di nuove leve che possono, così, trovare un’occupazione che diventa anche servizio per la comunità. Insomma, nel giro di pochi anni, i giovani che già operano in un’impresa agricola hanno la possibilità di veder aumentare i loro guadagni e, in un momento di grandi difficoltà occupazionali, si possono creare anche migliaia di nuove occasioni di lavoro”. 

“L’agricoltura -ha evidenziato ancora Cristoni- può accrescere notevolmente il suo ruolo  e offrire ai giovani opportunità di occupazione. L’impresa agricola, con la sua nuova multifunzionalità, diviene un elemento cardine nel territorio. E il fatto che la legge,  nella parte della normativa sui pubblici appalti, dà la possibilità di affidare a soggetti del luogo la realizzazione di talune opere è di straordinaria importanza per le aziende agricole e per il loro rapporto con il territorio. Discorso che vale soprattutto per gli oltre ottomila comuni italiani. Basti pensare che ogni convenzione ha un limite fissato in 25 mila euro per comprendere quali dimensioni economiche può assumere un provvedimento del genere”.

“La richiesta di giovani intenzionati a divenire imprenditori agricoli -ha affermato il presidente della Cia Pacetti-  è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni. Oltretutto, è necessario garantire la continuità dell’ impresa agricola, che oggi con il suo modello multifunzionale europeo offre interessanti opportunità. E ciò diventa ancora più importante se si pensa che, secondo gli ultimi dati forniti dall’Istat, il 94 per cento delle aziende non ha un successore. L’opportunità offerta diventa, pertanto, di enorme attualità”.

“Dunque -ha aggiunto Pacetti- l’agricoltura può divenire un importante trampolino di lancio per i giovani che non si devono sentire più dei sacrificati, ma veri imprenditori che modellano le loro aziende alle prospettive che attualmente offrono i nuovi orizzonti nazionali ed europei. Non solo. Il settore può aprire le sue porte anche a chi intende scegliere “ex-novo” l’attività agricola. Una scelta mirata che è in grado di favorire lavoro sia sul fronte produttivo tradizionale che su quello dei servizi, che appare come la grande opportunità di questo inizio di Millennio. Ed è per questo motivo che come Cia vogliamo supportare l’azione avviata dall’Agia”.

Un’iniziativa che i giovani agricoltori della Cia vogliono rendere sempre più qualificata. Ed è per tale ragione che è stata creata l’”Agiacard”, una carta dei servizi che proietta il giovane nel mondo dell’agricoltura e di tutte quelle opportunità che si presentano all’impresa. Insomma, una sorta di viatico che consente al giovane imprenditore di sfruttare al meglio le sue potenzialità e di  accedere a quei lavori che il nuovo mercato dei servizi in agricoltura offre.

I lavori della prima giornata sono stati moderati da Beatrice Toni, di Terra e Vita. Dopo gli interventi di Pacetti e Cristoni, si è svolta la discussione sui temi i servizi di gestione e manutenzione del territorio; su una nuova opportunità per l’impresa agricola?; sulle nuove frontiere del mercato; sugli strumenti finanziari per le imprese agricole. Sono intervenuti Camillo Gardini, presidente AGRI 2000, responsabile CDO agroalimentare; Nicola Florimonte, esperto settore creditizio; Hans Benno Wichert,  presidente CEJA (Conseil Européen des Jeunes Agriculters ).Alcuni giovani imprenditori hanno presentato esperienze applicative di multifunzionalità.

Dopo si è svolta la cerimonia di consegna degli attestati ai giovani imprenditori agricoli che hanno partecipato ai corsi di formazione promossi dall’OIGA.

Nel pomeriggio si è tenuta una tavola rotonda, moderata da Beatrice Toni, sul tema “La rappresentanza dei giovani imprenditori agricoli: quale modello per l’impresa che cambia?”, hanno partecipato Gianluca Cristoni; Giandomenico Consalvo, presidente ANGA, Giacomo Ballari, delegato nazionale MGCD; Gilberto Bucci, presidente OIGA.

I lavori sono stati aperti da Giuseppe Politi, vicepresidente vicario nazionale della Cia; a seguire la relazione di Matteo Ansanelli, segretario generale dell’Agia, sulle attività dell’associazione.

Dopo le relazioni delle commissioni dei delegati sullo statuto, politica e elettorale c'è stato un dibattito per l’approvazione dei documenti e le elezioni degli organi.

I lavori sono stati conclusi dal presiedente nazionale Agia Cristoni.

 

 

 

 

Impresa, cultura, Internet e sport:

ecco l’identikit del giovane imprenditore agricolo

 

 

Più impresa, più cultura, Internet, new-economy e passioni sportive. Questo l’identikit del giovane agricoltore che emerge da un’indagine curata dall’Associazione giovani imprenditori agricoli (Agia) della Cia-Confederazione italiana agricoltori che è stata presentata ieri a Roma durante la terza Assemblea nazionale.

L’indagine, condotta su un campione che copre l’intero territorio nazionale, evidenzia che oltre il 70 per cento dei giovani imprenditori agricoli è diplomato (in particolare Istituti agrari, sono in crescita anche quelli che escono da licei scientifici e classici), mentre il 35 per cento è laureato (agraria, ma anche indirizzi economici e informatici). Il 65 per cento dei giovani utilizza Internet ed è crescente l’interesse per le moderne tecnologie, per i mercati telematici. Sta di fatto che la “new-economy” attrae sempre di più e che moltissimi giovani agricoltori sono pronti ad investire nell’innovazione e nell’informatica.

Hanno aziende agricole di media dimensione (10-30 ettari) che conducono direttamente o da coadiuvanti. Conoscono almeno una lingua straniera, in particolare francese e inglese. Amano la musica, la lettura, il cinema, l’arte. Trascorrono volentieri le ore di svago nei pub e in discoteca. Lo sport preferito è il calcio, ma non sono da meno il ciclismo, il basket e il nuoto.

Gran parte dei giovani imprenditori agricoli è impegnato socialmente, dedicandosi al volontariato. Frequentano corsi formativi, specie sulla gestione dell’impresa, fiere e convegni.

I giovani agricoltori guardano con attenzione all’Europa e ai nuovi scenari internazionali; chiedono, però, le condizioni necessarie per poter operare con efficacia e competitività in un’economia sempre più complessa. Sollecitano politiche che permettano un facile insediamento giovanile nell’attività imprenditoriale agricola e che consentano alle imprese di sviluppare le loro grandi potenzialità e di superare il pressante problema fondiario. Puntano sulla sanità e la qualità dei prodotti, di cui difendono la tipicità legata al territorio. Molti integrano il reddito aziendale attraverso lo sviluppo di attività agrituristiche e di valorizzazione dell’ambiente.

 

 

 

I giovani e l’agricoltura

 

Sono circa 95 mila le aziende condotte da giovani sotto i 35 anni e rappresentano il 4,1 per cento del totale in agricoltura (più di 2 milioni di aziende). Un quarto dei titolari sono donne. Le imprese agricole gestite dai giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media: 9,4 ettari contro la  media nazionale  che è di 6,1 ettari. Hanno un fatturato più elevato del 75 per cento della media: 18.720 euro all’anno rispetto alla media nazionale che è pari a  10.680 euro e hanno il 52 per cento di occupati per azienda in più: 0,9 unità rispetto alla media nazionale di 0,6. Le nuove generazioni dell’agricoltura italiana fanno, inoltre,  riscontrare una maggiore attenzione  verso i problemi finanziari ed economici legati all’impresa e al mercato, le produzioni di qualità e tipiche, la coltivazione  biologica (3,9 per cento delle aziende rispetto alla media nazionale di 2,2 per cento).

 

 

 

Le nuove imprese agricole nate in Italia

 

2000

37.068

2001

39.685

2002

38.353

 

 

 

Numero di aziende per classe di età del conduttore e orientamento produttivo

 

 

 

Classe di età del conduttore

15-34

35-54

55-59

60-64

65 ed oltre

Totale

Seminativi

21.700

167.081

71.816

85.459

247.605

594.381

Ortofloricoltura

5.621

17.848

6.247

5.213

9.933

44.862

Coltivazioni permanenti

34.081

288.011

136.855

147.901

449.602

1.056.450

Erbivori

16.440

63.888

27.143

32.334

67.552

207.357

Granivori

568

3.736

899

566

2.908

8.677

Policoltura

8.918

66.336

26.891

36.974

104.257

243.376

Poliallevamento

1.107

7.843

3.968

3.577

10.006

26.501

Coltivazioni-allevamenti

6.096

27.940

10.822

14.335

29.650

88.843

Totale

94.531

642.683

284.641

326.359

921.513

2.270.447

 

 

Aziende per classe di età del conduttore

 

 

 

Classe di età del conduttore

15-34

35-54

55-59

60-64

65 ed oltre

Totale

Italia

94.885

647.622

287.101

329.171

932.318

2.291.097

Nord

37.993

190.255

85.794

91.537

246.194

651.773

Centro

11.469

104.380

46.486

56.534

164.370

383.239

Sud e Isole

45.423

352.987

154.821

181.100

521.754

1.256.085

 

 

 

 

Politi conclude la seconda giornata di lavori dell’Assemblea nazionale dell’Agia

 

 

Il vicepresidente vicario della Cia, Giuseppe Politi è intervenuto alla seconda giornata dei lavori dell’Assemblea nazionale dell’Agia (Associazione giovani imprenditori agricoli) svoltasi a Roma il 12 dicembre scorso. Era presente, tra gli altri, il ministro dell’Agricoltura Giovanni Alemanno.

Nelle sue conclusioni, Politi ha avuto parole di apprezzamento per l’impegno dell’Agia in direzione della multifunzionalità dell’impresa, delle nuove frontiere del mercato e delle specificità che caratterizzano l’attività dei giovani imprenditori.

“Occorre però –ha detto- correggere gli squilibri ancora esistenti sul piano economico e sociale tra agricoltura ed altri settori produttivi, tra la città e la campagna, tra le aree sviluppate del nord e quelle emarginate e depresse del sud d’Italia”.

Il vicepresidente vicario ha poi analizzato l’evoluzione dell’agricoltura italiana sostenendo che in passato al centro del problema agricolo c’era il rapporto agricoltura-terra, ossia il rapporto fondiario, mentre oggi il rapporto si è spostato verso altri settori produttivi.

“Ciò significa –ha continuato Politi- che l’evoluzione e la modernità dell’impresa non sono più legate a fattori tecnicistici e produttivi, ma aperti ad una visione più ampia di relazioni sul piano economico e politico-istituzionale”.

Dopo avere affermato il valore della scelta della qualità, della diversificazione e della specializzazione produttiva come mezzo decisivo per stare sul mercato e garantire redditi adeguati ai produttori, Politi ha così proseguito: ”Per dare una spinta propulsiva a queste scelte, occorre però lavorare per collocare l’agricoltura italiana in un ruolo centrale e preminente, mettendo in campo una politica di unità con le altre organizzazioni professionali ed agevolando il ricambio generazionale nelle campagne. C’è la necessità, insomma, che i giovani entrino a pieno titolo non solo negli ingranaggi produttivi, con il fervore di nuove idee e progettualità, ma anche nel tessuto istituzionale della nostra Confederazione.

“Un agricoltore che svolge attività agricola senza rapportarsi alla vita politica della sua organizzazione –ha concluso Politi- è senza dubbio un agricoltore debole sul piano contrattuale e della rappresentanza politica. Oggi, invece, l’agricoltura ha bisogno di agricoltori protagonisti in grado di fornire un valido contributo alla crescita complessiva del settore e incanalare il loro destino verso la giusta direzione”.

A svolgere la relazione introduttiva è stato il segretario generale dell’Associazione, Matteo Ansanelli, il quale ha passato in rassegna un anno di intensa attività dell’Agia ed ha tracciato il percorso ancora da compiere per realizzare gli obiettivi programmati.

“Nei giorni scorsi –ha detto Ansanelli- è stata convocata una nostra Direzione per discutere un unico ordine del giorno: Il progetto per i giovani della Cia. In quella sede ci fu un confronto dal quale emerse che la Cia ha a cuore l’esistenza dell’Agia e vuole che i giovani possano raccogliersi attorno ad una associazione autonoma che consenta di fare emergere con più forza le loro aspirazioni e il loro desiderio di partecipazione.

“E’ chiaro –ha continuato il segretario dell’Agia- che autonomia non è sinonimo di separazione. I giovani non sono portatori di valori di separazione, ma di stimolo al cambiamento e di progettualità.

In tal senso stiamo lavorando, in campo nazionale ed europeo, sia per realizzare il nostro progetto denominato “Leonardo da Vinci”, sia per raggiungere una convenzione con l’Università di Varsavia  per svolgere attività di stage per neolaureati in agraria delle facoltà polacche.

“Credo –ha concluso Ansanelli- che la nostra capacità debba essere quella di fare sistema. Immaginando un più complesso sistema di relazioni tra la struttura centrale e le realtà periferiche in modo tale da elevare le energie isolate dei singoli ad un’unica forza”.

Il ministro Alemanno, nell’apprezzare il lavoro svolto dall’Agia, ha sostenuto l’importanza e la centralità del settore agricolo ed il ruolo che i giovani agricoltori hanno per il futuro dell’economia e della società italiana. Alemanno ha altresì evidenziato che per rafforzare gli interventi sulle filiere agroalimentari è ipotizzabile la creazione di un ministero specifico ed ha annunciato agevolazioni fiscali per alcuni prodotti agricoli in finanziaria ed interventi sul credito e sulle assicurazioni per favorire l’imprenditoria giovanile.

 

 

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