| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
|
Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it |
| Anno 48 - n. 211 | 31 ottobre 2006 |
|
||||||||
|
La scorsa settimana il presidente dell’ Inac Carla Donnini ed il direttore Corrado Franci si sono recati a Providence (Rhode Island), negli Usa, per formalizzare l’apertura della nuova sede del Patronato, denominata Inac- North America. E’ stata l’occasione per incontrare anche il nuovo Console di Boston Liborio Stellino, con il quale si è instaurato un rapporto cordiale finalizzato ad una collaborazione futura riguardo le problematiche degli italiani all’estero, nonchè la promozione dei prodotti agricoli italiani. La sede Inac del North America è la seconda sede estera dopo quella di Lugano.
Saranno poco più di 20 milioni le bottiglie e le confezioni che saranno immesse sul mercato nazionale ed internazionale fino al prossimo maggio per garantire le tipiche qualità organolettiche di questi vini fragranti, rotondi, gustosi, fruttati che sanno d’uva e che genereranno un volume di affari intorno agli 80 milioni di euro. Sono questi i dati del novello elaborati dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori. Come ogni anno, dal prossimo 6 novembre, sarà, infatti, possibile acquistare il primo vino frutto della vendemmia appena conclusa e già si potrà percepire l’ottima qualità degli altri vini che saranno commercializzati a maturazione completata. L’anteprima è, comunque, fissata per domenica 5 novembre, quando -afferma Molto rari sono i novelli bianchi, pur molto particolari e gustosi, mentre -dice Per la prima volta -rimarca Il Veneto, con oltre 6 milioni di bottiglie, rappresenta da solo circa il 30 per cento di tutto il novello italiano, mentre a buona distanza seguono, nell’ordine, Toscana e Trentino Alto Adige con più di 2 milioni di bottiglie ciascuna e, quindi, Sicilia Emilia Romagna, Puglia e Friuli Venezia Giulia con cifre sopra il milione di bottiglie e man mano le altre regioni. I prezzi -avverte Quella dei vini novelli -aggiunge
1) Dati Istituto del vino novello 2) Dati definitivi Cia 3) Stime Cia
La Cia commenta i dati Istat ed evidenzia il ruolo calmieratore dell’agricoltura che ha contribuito al contenimento del “caro-vita”. Un analogo comportamento non si è avuto, però, nella filiera agroalimentare, dove si sono registrati aumenti anche consistenti come nel settore dell’ortofrutta. L’agricoltura contribuisce alla discesa dell’inflazione con prezzi praticati su campi in netta discesa (0,6 per cento ad ottobre rispetto all’analogo mese del 2005). Contributo che sarebbe stato maggiore se tutta la filiera agroalimentare avesse mantenuto lo stesso trend decrescente. Cosa che, però, non si è verificata, visto che i prodotti alimentari, pur non registrando le impennate del 2005, hanno avuto una crescita del 2,7 per cento. A segnalarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati resi noti oggi dall’Istat sui prezzi al consumo in ottobre. La Cia sottolinea che gli incrementi maggiori dei prezzi al dettaglio nel settore agroalimentare si sono avuti per la frutta (più 6,8 per cento rispetto all’ottobre dell’anno scorso), per gli ortaggi (più 5,3 per cento), per la carne bovina (più 5,2 per cento), per l’olio d’oliva (più 2,6 per cento), per il latte e i suoi derivati (più 1,3 per cento). Mentre diminuzioni si sono registrate per il vino (meno 5,3 per cento), per il pane e i prodotti di panetteria (meno 1,2 per cento), per la carne avicola (meno 1,1 per cento). Calo record è stato messo a segno dalla margarina (meno 20,3 per cento). Questi aumenti -avverte Diametralmente opposto l’andamento dei prezzi agricoli alla produzione. La Cia fa notare che nel 2005 il calo era stato del 3,5 per cento. Trend che è proseguito anche nel corso di quest’anno, anche se con diminuzioni meno accentuate che, tuttavia, confermano il contributo deflattivo da parte degli agricoltori, nonostante vivano un momento di grande difficoltà alle prese con una persistente crisi strutturale. L’apporto calmieratore dell’agricoltura è, quindi, una costante che ormai si riscontra in maniera evidente negli ultimi quattro anni. E’ tornata, purtroppo, ad allargarsi -conclude
Ora sarà possibile presentare a Bruxelles il nuovo testo di Piano strategico nazionale. Occorre garantire ammodernamento e competitività dell’agricoltura.
Finalmente raggiunto l’accordo tra le Regioni per la ripartizione degli 8 miliardi di euro del Feasr (Fondo europeo agricolo sviluppo rurale) per i programmi di sviluppo rurale del periodo 2007/2013. Una notizia che Questo quadro delicato e complesso -sottolinea La programmazione dei fondi europei e la definizione dei programmi operativi regionali -aggiunge Gli obiettivi da raggiungere con i fondi per lo sviluppo rurale -ribadisce
La comune volontà di collaborare per attuare iniziative di promozione e sviluppo nel settore delle biomasse legnose a scopo enegetico espressa dalla Provincia di Viterbo, da Aiel-Associazione italiana energie agroforestali e da Aelc-Associazione energia legno dei Cimini, ha trovato una prima concreta espressione nella approvazione di un protocollo d’intesa raggiunto, grazie anche all’impegno della Confederazione italiana agricoltori di Viterbo. L’accordo mette in primo piano la necessità di far partecipare le imprese agricole e boschive della provincia di Viterbo ai vantaggi ambientali sociali ed economici derivanti dalle filiere agrienergetiche. Tra le azioni che verranno attivate dall’accordo vi sono: - l’assistenza e la consulenza per l’attivazione di filiere nel settore legno-energia; - la realizzazione di progetti pilota per la definizione di sistemi organizzativi della raccolta del legno e dell’energia da esso ricavabile con caratteristiche di replicabilità, e per la realizzazione di impianti per la produzione di energia termica da biomasse agroforestali; - visite guidate ad impianti termici, comprese le reti di teleriscaldamento e cantieri di lavoro forestali dedicati. Le forti potenzialità del rilevante patrimonio forestale della provincia di Viterbo , unitamente alle biomasse prodotte dalla gestione e dalle potature delle colture arboree quali castagneti, noccioleti e vigneti, possono consentire un vantaggioso e sostenibile sviluppo delle filiera legno-energia. Con questo protocollo d’intesa, si apre un nuovo capitolo per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili nella provincia di Viterbo, che potrà in tempi brevi vedere la realizzazione di un primo impianto di teleriscaldamento a cippato di legno al servizio di edifici pubblici.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||