| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 49 - n. 111 | 31 maggio 2007 |
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Il presidente della Cia Giuseppe Politi apprezza le linee indicate del ministro Lagarde: sono sulla stessa lunghezza d’onda della nostra proposta. Sono affermazioni significative che condividiamo perfettamente. Il settore agricolo deve essere protagonista del cambiamento. “Più volte abbiamo sostenuto che per un reale sviluppo l’agricoltura italiana deve relazionarsi con tutta la società. Per questo motivo abbiamo insistito sulla necessità di una politica ed un governo dell’economia e della società capaci di favorire queste relazioni e di creare condizioni più favorevoli nelle quali svolgere le attività produttive. Non possiamo, quindi, che esprimere la nostra soddisfazione per le recenti dichiarazioni del neo-ministro dell’Agricoltura francese Christine Lagarde la quale ha rilevato che il futuro del mondo agricolo transalpino passa per un nuovo patto con la società”. E’ quanto sostiene il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che evidenzia come in un momento di grandi trasformazioni e di una globalizzazione convulsa occorre che il settore primario, forte dei suoi valori, torni ad occupare un posto da protagonista nel contesto soci-economico, portando avanti un confronto costruttivo con tutti gli altri soggetti che compongono il mosaico della società. “E’ importante -aggiunge Politi- che il ministro Lagarde abbia lanciato una proposta del genere che condividiamo perfettamente e che sarà al centro degli Stati generali dell’agricoltura francese in programma nei prossimi mesi. D’altra parte, si tratta di un ‘Patto’ che non si riduce ad un restrittivo rapporto tra agricoltori e consumatori, ma spazia in vari campi: dalla qualità delle produzioni alla sicurezza alimentare, dall’etichettatura alla salvaguardia dell’ambiente, dall’innovazione alla ricerca, dalle agrienergie allo sviluppo rurale. Un ‘Patto’ che ricalca quello che ha presentato la Cia nello scorso anno e con il quale abbiamo inteso dare un fattivo e concreto contributo ad una crescita solida ed equilibrata”. “La nostra proposta di un ‘Nuovo Patto con la società’ -sostiene il presidente della Cia- si fonda sul rinnovato impegno degli agricoltori a produrre alimenti di qualità, su una società capace di riconoscere e dare risultati economici ai valori complessivi di cui l’agricoltura è portatrice e su una classe politica capace di garantire regole, diritti e condizioni più favorevoli per valorizzare le produzioni agricole sui mercati interni ed internazionali. Un ‘Patto’ con il quale porre la responsabilità etica e il riconoscimento del contributo di un’agricoltura, sempre più multifunzionale, al benessere sociale nella sua accezione più ampia: qualità della vita, sicurezza alimentare, biodiversità, ambiente, paesaggio”. Dunque, una “grande alleanza” che -rileva Politi- “non rafforza solo il rapporto città-campagna, ma consente agli agricoltori di continuare a fornire qualità, alimenti, ricchezza, cultura e ambiente. Un ‘Patto’ che garantisca prezzi equi dei prodotti agro-alimentari, acceleri lo sviluppo, assicurando la competitività delle imprese agricole e i redditi dei produttori. Ed è per tale ragione che guardiamo con attenzione a quello che accade nel mondo agricolo francese con il quale, d’altronde, siamo chiamati a confrontarci per portare avanti un impegno deciso a respingere tutte quelle proposte che in sede Wto rischiano di danneggiare gli agricoltori europei. E anche su questo particolare versante condividiamo le affermazioni del ministro Lagarde che si è detta favorevole ad una mobilitazione di tutti i partner Ue a favore della preferenza comunitaria, senza svendere l’agricoltura nei negoziati attualmente in corso”.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi commenta le “Considerazioni finali” del governatore. Servono politiche mirate per ridare slancio ai consumi delle famiglie e per le infrastrutture, indispensabili anche per l’agricoltura. “Una relazione chiara, concreta e convincente che ha colpito nel segno. C’è un preciso invito a rafforzare la crescita e rilanciare la competitività attraverso un’azione determinante tesa a rimuovere le debolezze strutturali dell'economia, a partire dal debito eccessivo e dai consumi in calo. Insomma, emerge la necessità di riforme valide per sfruttare al massimo l’abbrivio della congiuntura positiva. Un monito che va, quindi, raccolto e sviluppato al più presto con politiche economiche e sociali realmente mirate e con riforme coraggiose”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta le “Considerazioni finali” del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. “Condividiamo -aggiunge Politi- l’esigenza sottolineata dal governatore relativa all’abbattimento del debito che pesa su crescita e infrastrutture e riduce le risorse per la spesa sociale. Stessa condivisione per quello che concerne il carico fiscale che va ridotto, perché la sua pressione, la più alta della media Ue e prossima ai massimi degli ultimi decenni, scoraggia gli investimenti e ci rende meno competitivi. Sulla previdenza la nostra opinione è, invece, differente, anche se ci sono punti in comune”. “Siamo d’accordo -afferma il presidente della Cia- sull’opportunità di un consolidamento delle imprese, sull’importanza di rimuovere gli ostacoli posti alla trasformazione produttiva da un contesto istituzionale che rimane carente, sull’urgenza di ridurre il costo del lavoro e sull’esigenza da parte delle banche, dopo le aggregazioni, di garantire immediati benefici ad azionisti, famiglie e imprese. Esse possono svolgere un ruolo di reale sostegno al mondo imprenditoriale, aiutandolo nella crescita dimensionale e favorendo il riorientamento della capacità produttiva e l’innovazione”. Politi tiene, comunque, a sottolineare che “è vero che il sistema imprenditoriale italiano ha bisogno di innovazione e di investimenti in ricerca per accrescere la produttività e per recuperare il ritardo rispetto al contesto internazionale; è, però, altrettanto vero che in questi ultimi anni verso le imprese c’è stata poca attenzione e le politiche portate avanti sono state prive di reale consistenza. Il caso delle aziende agricole è emblematico. Di conseguenza, crediamo che la strada indicata da Draghi sia importante per riprendere a competere e a crescere”. “Trovo significativo -conclude il presidente della Cia- l’accento posto sul fatto che lo sviluppo del Paese passa anche attraverso valide infrastrutture. Un discorso che vale soprattutto per l’agricoltura che ha bisogno di efficaci reti di comunicazione e di trasporti e di un efficiente e razionale sistema idrico e irriguo”.
La manifestazione si svolgerà domenica prossima 3 giugno presso l’antica miniera di Blegny. Un grande stand della confederazione con tutte le migliori specialità agroalimentari regionali. Si parlerà anche dei cinquant’anni del Trattato di Roma. In Belgio sarà una festa di colori e di sapori. Una festa di cultura e di musica. Una festa di grande spettacolo. Questo il senso della “Giornata Italiana” che si svolgerà domenica prossima 3 giugno presso l’antica miniera di Blegny, a circa venti chilometri da Liegi. A promuoverla è stato il Consolato Generale d’Italia a Liegi e il Comitato degli Italiani all’estero di Liegi, in collaborazione con le associazioni italiane della Provincia di Liegi. Un evento che vedrà tra gli organizzatori anche la Cia-Confederazione italiana agricoltori (sarà presente il presidente nazionale Giuseppe Politi), la quale per l’occasione allestirà un grande stand con i prodotti agroalimentari tipici e di qualità di tutte le nostre regioni. La scelta di Liegi, e in particolare di Blegny Mine, non è affatto casuale. Qui vive e lavora una delle più grandi comunità italiane al di fuori dell’Italia. Un momento, quindi, per evocare i luoghi dove sessant’anni fa gli emigrati italiani, molti figli di agricoltori, furono veri protagonisti. E la Cia ha inteso partecipare proprio per esaltare questa significativa presenza, fatta da tanta gente che, lontana dalla loro terra d’origine, con sacrificio e lavoro, ha contribuito alla crescita economica e sociale. La “Giornata Italiana”, che coincide con Festa della Repubblica del 2 giugno, vuole essere anche l’occasione per celebrare i cinquant’anni del Trattato dio Roma. Si terrà, infatti, un momento di dibattito, animato da deputati italiani eletti all’estero e da parlamentari europei, italiani e belgi. Particolare attenzione verrà dedicata alla libertà di circolazione delle persone nell’Unione europea e all’evoluzione del concetto di cittadinanza europea. Quella di domenica prossima -sottolinea Nel corso dell’iniziativa, oltre alla degustazione delle migliori specialità agroalimentari regionali offerte dalla Cia, sarà possibile assistere a dimostrazioni sportive, spettacoli teatrali e musicali, proiezioni cinematografiche, mostre ed animazioni per bambini. Come lo scorso anno, la “Giornata Italiana” si chiuderà con un grande concerto. Sarà Al Bano Carrisi ad esibirsi a Blegny Mine, sempre nella giornata di domenica 3 giugno, alle ore 21.
La Confederazione italiana agricoltori di Castellaneta sta realizzando il progetto “Scuola in fattoria”, in collaborazione con le scuole primarie e dell’infanzia. Il progetto mira a far conoscere ai bambini il mondo agricolo e le sue produzioni. Nei giorni scorsi la Cia ha organizzato visite guidate presso un’azienda che alleva ed addestra cavalli. Le visite guidate sono state svolte in collaborazione con la dirigente scolastica professoressa Vita Surico, i docenti della Scuola primaria Pascoli e della Scuola dell’Infanzia Collodi di Castellaneta. I partecipanti alle visite erano accompagnati dai rappresentanti della Cia, Vito Rubino, Eleonora Bandello e Milena Paradiso. All’iniziativa hanno fatto da cornice tantissimi cappellini verdi con il logo dell’organizzazione agricola. In questa occasione i bambini hanno visitato le scuderie dell’allevamento “Latorre Quarter Horses”: hanno così potuto osservare da vicino stalloni, fattrici e puledri ed assistere anche ad alcune esibizioni. L’allevamento “Latorre Quarter Horses”, molto conosciuto a livello nazionale ed internazionale, è stato avviato oltre trenta anni fa. Situato presso l’azienda Tripoli Giuseppina ed ubicato sulla strada provinciale Castellaneta-Castellaneta Marina, si sviluppa in un’ampia valle, con la presenza di un bosco e di un laghetto. L’azienda visitata ha inteso in questo modo diversificare le attività prevalenti della zona, ove sono presenti le produzioni tipiche del territorio di Castellaneta legate alla viticoltura, alla olivicoltura, agli agrumi ed agli ortaggi. La Cia é impegnata da tempo a far conoscere alle giovani generazioni le realtà agricole presenti sul nostro territorio e la bontà delle nostre produzioni. Attraverso queste iniziative la Cia punta ad avvicinare le giovani generazioni al mondo agricolo, alla sua storia, alle sue tradizioni ed alla sua cultura, fondamentali per migliorare la qualità della vita e mantenere vivi i valori fondamentali della nostra comunità.
Mercoledì scorso 30 maggio presso
Sabato prossimo 2 giugno, con inizio alle ore 16.30, ad Ampezzo, presso il Palazzo Unfer, la Cia della provincia di Udine, in collaborazione con il comune di Ampezzo e
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