| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 52 - n. 233 | 30 novembre 2010 |
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La Cia interviene sul decreto legislativo sulle fonti rinnovabili approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Basta alla sottrazione di terreni produttivi. Prendiamo atto in maniera positiva che ci sia un intervento del governo che ponga limiti alla costruzione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli per evitare ulteriori speculazioni ai danni dell'agricoltura, del paesaggio e della qualità degli ambienti naturali. Lo sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito all’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto legislativo sulle fonti rinnovabili proposto dal ministero dello Sviluppo economico. La Cia ribadisce, infatti, che ancora troppa sottrazione di terreni produttivi avviene ogni giorno,senza che finora si siano proposti criteri contenitivi che possano andare in soccorso delle poche iniziative avviate a tale riguardo da alcune regioni italiane. È stata intrapresa, quindi, una strada condivisibile. È, però, necessario che si introducano "parametri" che -avverte la Cia- non complichino in alcun modo la vita degli agricoltori e delle imprese agricole e che, ad esempio, prevedano il rilascio dell'autorizzazione all'installazione di pannelli fotovoltaici nei limiti delle dimensioni adottate per definire fiscalmente il criterio di connessione all'attività agricola. Nella promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, la Cia sottolinea l'importanza che deve sempre più acquisire la microgenerazione diffusa di biomasse agroforestali e di biogas, un'opportunità per molte imprese agricole e molte filiere territoriali e un contributo concreto dell'agricoltura al contrasto al cambiamento climatico e al raggiungimento dei grandi obiettivi di qualità ambientale fissati dalla Ue.
La Cia, commentando i dati provvisori Istat di novembre, evidenza che al dettaglio i listini mostrano un aumento tendenziale dello 0,7 per cento. Appaiono sempre più indispensabili rapporti più stretti e accordi nella filiera agroalimentare. Il carrello della spesa alimentare continua a mostrare, seppur lentamente, una tendenza al rialzo (più 0,7 per cento in un anno). Non siamo alle impennate di tre anni fa, ma la situazione evidenzia qualche campanello d’allarme, visto soprattutto che i prezzi sui campi continuano a scendere (meno 16 per cento negli ultimi due anni). E tutto ciò si ripercuote sui consumi, che, dopo la ripresa del primo trimestre del 2010, restano al palo. E questo non può che preoccupare. Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati provvisori dell’Istat sull’inflazione nel mese di novembre. Il mondo agricolo -rileva la Cia- ha continuato così il suo apporto al rallentamento dell’inflazione. Un contributo che, però, gli imprenditori agricoli stanno pagando in termini di calo dei redditi (si prevede un meno 6-7 per cento nel 2010), viste la caduta dei prezzi all’origine e l’impennata dei costi produttivi, contributivi e burocratici. Un eguale andamento, però, non si è ancora avuto nei vari passaggi della filiera agroalimentare e, di conseguenza, i prodotti non fanno registrare, al dettaglio, una reale diminuzione. A novembre -come rileva l’Istat- si è avuta una leggera ripresa (più 0,1 per cento rispetto a ottobre scorso). Una crescita non certo vistosa come quella degli anni scorsi, ma davanti a prezzi agricoli in calo c’era da aspettarsi una flessione, cosa che non è avvenuta. Invece, al dettaglio alcuni prodotti restano su livelli ancora alti, mentre per altri ci sono rincari che appaiono totalmente ingiustificati. Per questo motivo la Cia ribadisce l’esigenza di rapporti sempre più stretti e di accordi nella filiera e l’importanza di una maggiore trasparenza nei processi di formazione dei prezzi dal campo alla tavola, per poter così contrastare rincari artificiosi e non giustificati e manovre speculative.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi sottolinea che gli organismi geneticamente modificati non rappresentano la soluzione. Bisogna sviluppare seri e moderni programmi di coltivazione. “Gli Ogm non risolvono i problemi dei paesi più poveri, né sono la panacea per combattere e vincere la fame del mondo. È uno spettro che si batte con più agricoltura. Da qui l’impegno per far crescere, con adeguati interventi, l’agricoltura proprio nelle aree più povere del Pianeta. Non vorremmo che dietro alle nuove tensioni che si stanno registrando sui mercati delle materie prime alimentari ci siano quelle multinazionali che spingono per le loro sementi geneticamente modificate. Altrimenti si finiscano per determinare scelte a vantaggio di pochi”. A sostenerlo è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alle affermazioni di alcuni esponenti del mondo scientifico e al documento dalla Pontificia Accademia delle Scienze. Politi si dice preoccupato per la situazione veramente esplosiva che si registra in molte aree del Pianeta sotto il profilo alimentare. “La soluzione Ogm -sottolinea- non è percorribile. Credo che bisogna battere altre strade. Occorre prima di tutto abbandonare il vecchio tipo di cooperazione internazionale che puntava solo sull’assistenza ai poveri della Terra. Si portano derrate alimentari, mentre le agricolture di questi paesi non vengono affatto sviluppate. Bisogna, invece, procedere in maniera completamente diversa. Dobbiamo aiutare i paesi poveri a migliorare le loro agricolture attraverso seri e moderni programmi di coltivazione. Solo così si possono accrescere le produzioni. E per fare ciò non servono gli Ogm che finirebbero solo per appiattire l’agricoltura e la sua fondamentale biodiversità”. “D’altronde, l’agricoltura europea e quella di altre aree industrializzate si è sviluppata -avverte il presidente della Cia- senza l’ausilio degli Ogm. E penso che bisogna continuare in tale direzione”. “Quindi, un ‘no’ agli Ogm e l’avvio immediato -rimarca Politi- di concreti interventi ‘in loco’ per far sviluppare l’agricoltura in tutti questi paesi dove la fame è un problema quotidiano. Evitare, in sostanza, spinte concentriche e speculazioni che aprono le porte unicamente a vendite massicce di prodotti biotech, lasciando gli ultimi della Terra nella loro povertà, nella loro fame, nell’emarginazione. Bisogna scongiurare che il dramma di milioni di persone si trasformi in profitto per pochi ricchi”.
La Cia di Taranto, annuncia che domani mercoledì 1 dicembre, alle ore 11.00, nel piazzale antistante Alla manifestazione saranno presenti le classi quarte della scuola Pascoli che da diversi anni seguono il progetto della Cia “Scuola in Fattoria”, le insegnanti, i genitori, S.E. mons. Pietro Maria Fragnelli (Vescovo della Diocesi di Castellaneta), il dirigente scolastico sen. prof. Il premio “Bandiera Verde Agricoltura" istituito dalla Cia, giunto all’ottava edizione, è un riconoscimento che annualmente viene conferito ad aziende agricole, scuole, enti pubblici, giornalisti, personalità della cultura, che si sono particolarmente distinti nelle politiche di tutela dell'agricoltura, dell’ambiente e del paesaggio e nella valorizzazione dei prodotti tipici legati al territorio. I requisiti essenziali per la partecipazione alla premio sono: la storia, le azioni svolte, i capitoli di spesa per gli enti locali e i piani di investimento per le imprese tesi a salvaguardia, a valorizzazione e promozione dell’agricoltura, dell’ambiente e della qualità e tipicità agricole ed enogastronomiche locali. Due specifici comitati, promotore ed esaminatore, organizzano il premio-concorso, gestiscono il marchio “Bandiera Verde Agricoltura” e ne controllano il corretto uso. Il premio, che consiste nell’assegnazione di una bandiera verde con il marchio agricoltura, è suddiviso in varie sezioni: province, comuni, aziende agricole singole o associate, altri fuori concorso. Il marchio “Bandiera Verde Agricoltura” è costituito da uno stemma rettangolare di colore verde con al centro un logo di forma circolare raffigurante tre colline stilizzate sovrapposte, di cui la collina in alto di colore verde chiaro, la collina centrale di colore verde scuro, la collina in basso di colore marrone. Sovrastante il logo circolare è presente la dicitura “Bandiera Verde”, sottostante il logo la dicitura “Agricoltura”. Chi ottiene il premio se ne può fregiare per cinque anni, al termine dei quali si procederà ad un’attenta verifica per poter continuare ad esporre il marchio di “Bandiera Verde”. A ciò è preposto un apposito comitato, composto da esperti del settore, esponenti del mondo accademico e scientifico, che ha il compito di controllare ogni situazione ed intervenire in presenza di inadempienze o di uso indebito del marchio. Ricordiamo che la manifestazione di consegna dei premi si è svolta nei giorni scorsi a Roma nella Sala Protomoteca del Campidoglio, alla presenza del presidente e direttore Nazionale della Cia
La Direzione regionale della Cia di Basilicata è stata convocata per venerdì prossimo 3 dicembre a Potenza, alle ore 9.30, presso la sala riunioni della Confederazione regionale. La riunione dovrà discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno: presa d’atto degli esiti delle Assemblee elettive del Comprensorio Potenza Nord, del Comprensorio del Materano e del Comprensorio Potenza Sud; cooptazione membri nella Direzione regionale Cia Basilicata; segnalazione membri da cooptare nella Direzione nazionale Cia; elezione vicepresidenti regionali Cia; elezione Giunta regionale Cia; proposta e nomina del direttore regionale Cia Basilicata; proposta e nomina del Coordinamento regionale settori operativi sistema Cia; approvazione della proposta di bilancio preconsuntivo 2010; convocazione Assemblea Cia; comunicazione del presidente Donato Distefano. Ai lavori della Direzione regionale della Cia Basilicata è prevista la partecipazione del direttore nazionale della Cia Rossana Zambelli.
La rivisitazione delle vicende della mezzadria ha caratterizzato il 2010, l’Anno dei mezzadri. In questo ambito si colloca la giornata di incontro pubblico e di studio promossa dal Comune di Montespertoli (Firenze) per sabato prossimo 4 dicembre, presso il locale Museo della Vite e del Vino, sul tema “Mezzadria e Resistenza nella Toscana centrale”. Questa volta l’attenzione è posta al contributo dei mezzadri alla Liberazione e, in particolare, al loro rapporto con la Resistenza. Il periodo studiato si colloca nel periodo che va dalle prime testimonianze di opposizione al regime fascista sino alla fine dell’aprile del 1945. All’iniziativa pubblica partecipa Valentino Vannelli, direttore della Cia Toscana.
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