| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 50 - n. 210 | 30 ottobre 2008 |
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Con la mobilitazione che si articolerà sull’intero territorio nazionale, la Cia evidenzia la necessità di ridurre il “peso” che oggi comprime le potenzialità degli agricoltori. Tutelare le aziende di montagna e delle zone svantaggiate. Ormai rischia di divenire una miscela esplosiva per migliaia di imprese agricole. La somma dei pesanti costi dei fattori produttivi (con aumenti che superano il 60 per cento, come nel caso dei concimi) e dei crescenti oneri è un elemento dirompente che può avere effetti drammatici per l’intero settore. Ma a preoccupare è soprattutto il fronte contributivo Inps che, se non si interviene in maniera adeguata, può innescare pericolosi contraccolpi. Ed è proprio questo uno dei punti della mobilitazione promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori è che avrà il suo “clou” nella giornata del 14 novembre con iniziative in contemporanea in cento province. Sulle imprese agricole, e soprattutto quelle collocate in zone di montagna e svantaggiate, può, infatti, abbattersi pesante la scure degli aumenti degli oneri contributivi. Le conseguenze potrebbero essere disastrose. Molte di queste aziende andrebbero fuori dal mercato, con i riflessi facilmente immaginabili. Il motivo è semplice: la legge finanziaria per il 2009 ignora totalmente il problema degli oneri sociali dell’agricoltura, rendendo così la situazione insostenibile per migliaia di imprenditori agricoli. Nella manovra economica per il prossimo anno -sottolinea Non solo. Molte di queste imprese -rileva Tra le rivendicazioni che sono alla base della mobilitazione della Cia, c’è, quindi, la conferma, per il triennio 2009-2011, delle riduzioni contributive a favore dei datori di lavoro agricoli. Un provvedimento indispensabile per garantire la sopravvivenza di migliaia di imprese agricole che, soprattutto in montagna e nelle zone svantaggiate, svolgono anche una fondamentale azione di presidio e di salvaguardia del territorio.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi critica duramente l’emendamento del governo con il quale queste strutture ottengono, per legge, il riconoscimento di cooperative a mutualità prevalente. Stravolto il ruolo di servizio nei confronti degli agricoltori e creato disparità nel panorama delle cooperative. Così si torna ai tempi della Federconsorzi. “Altro che sviluppo e internazionalizzazione delle imprese. Per i Consorzi agrari è un vero e proprio ritorno al passato. Ad un passato fatto di quei privilegi che hanno generato il ‘buco nero’ della Federconsorzi che, invece di essere uno strumento al servizio degli agricoltori, è risultato unicamente un ‘business’ nelle mani di pochi. E i risultati che si sono prodotti, con il suo fallimento, costituiscono la palese conferma di una scelta scellerata che ha provocato molti riflessi negativi per le imprese agricole”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta l’approvazione dell’emendamento del governo al disegno di legge su “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” attraverso il quale i consorzi agrari, pur non avendone i requisiti, ottengono, per legge, il riconoscimento di cooperative a mutualità prevalente. “In questo modo -sottolinea Politi- si è generata una assurda anomalia nel panorama delle società cooperative che provocherà preoccupanti disparità. Un passo che ci riporta indietro nel tempo e che crea tanti di quegli squilibri che non mancheranno di lasciare il segno nel mondo cooperativo e agricolo. Un atto che snatura lo stesso ruolo di servizio che i Consorzi agrari sono chiamati a svolgere nei confronti dei produttori agricoli”. “Molti sono, comunque, i dubbi anche sulla costituzionalità di questo emendamento che, in pratica, assegna -sostiene il presidente della Cia- una nuova funzione ai Consorzi agrari. Questi, con l’emendamento del governo, sono considerati cooperative a mutualità prevalente indipendentemente dai criteri stabiliti dall’articolo 2513 del codice civile”. “Come Cia giudichiamo, pertanto, in modo fortemente negativo questa misura che, oltre a stravolgere lo spirito e la natura dei Consorzi agrari, non consente -conclude Politi- di compiere il tanto auspicato passo avanti nella necessaria democratizzazione e riorganizzazione economico-finanziaria, territoriale e strutturale di questi organismi. Anzi, attraverso un vero e proprio atto di deroga, i Consorzi vanno a svolgere ruoli non propri. E le conseguenze sono facilmente immaginabili”.
La Cia sottolinea che la legalità va salvaguardata, al di là del possibile aumento del plafond produttivo per il nostro Paese. Vanno tenute nel debito conto le difficoltà che oggi sono costretti ad affrontare i produttori, alle prese con prezzi alla stalla non remunerativi e costi in continua crescita. Prendiamo atto, con soddisfazione, delle precisazioni del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia che si è detto contrario alle sanatorie in materia di quote latte. Tuttavia, al di là del possibile aumento del plafond per il nostro Paese, chiediamo che vengano tutelati tutti quei produttori, e sono molti, che sono stati nelle regole e hanno rispettato la legalità. A sostenerlo è D’altra parte, Tutto ciò, però, non deve far dimenticare le difficoltà che oggi attraversa la zootecnia e in particolare quella da latte, con prezzi alla stalla non remunerativi e costi di gestione in continua crescita. Non a caso,
È terminato il secondo corso di partecipazione agli esami che abilita gli imprenditori agricoli all’acquisto, trasporto, conservazione e manipolazione dei fitofarmaci appartenenti alle classi tossicologiche molto tossici -tossici-nocivi organizzato dalla sede comunale della Cia di Ruvo di Puglia (Bari) con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. L’ iniziativa è stata organizzata dai responsabili delle due strutture (Ippedico per il Comune e Carlucci per Il corso. della durata di 20 ore. ha visto la partecipazione dei tecnici Asl ex Ba/2 per la parte tossicologica, di prevenzione e legislativa. La parte fitopatologica e quella riguardante la buona pratica agricola sono state illustrate da Nicola Cantatore, responsabile provinciale del Caa-Cia di Bari. Sono intervenuti il Sindaco del comune di Ruvo di Puglia ing. Michele Stragapede e l’assessore alle Attività produttive Salvatore Lovino. Nel suo breve intervento, il sindaco ha evidenziato che l’amministrazione comunale al fine di supportare le imprese in questa particolare fase congiunturale che il settore sta attraversando, pur di mettere in sicurezza alcune aziende agricole, hanno fatto fronte alle spese per la realizzazione dei corsi con fondi propri. Continuando il sindaco ha evidenziato il ruolo svolto dalla Cia nell’organizzare e nella gestione delle iniziative ed ha ringraziato in modo particolare Nicola Cantatore in quanto da subito ha dato la disponibilità a svolgere le lezioni fitopatologiche per la durata di 16 ore complessive sono state svolte a “costo zero” per l’amministrazione. A margine dell’ultima serata si è svolto un dibattito sui temi generali del settore agricolo, dall’eccesso di burocrazia a carico delle imprese alla mancanza di competitività, in considerazione dei costi di produzione e ricavi dei prodotti agricoli. A tal proposito, Nicola Cantatore Nicola ha precisato: “Ormai le difficoltà non solo organizzative aumentano sempre di più e con le due iniziative svolte a Ruvo di Puglia, abbiamo voluto dare ancora una volta un segnale forte alla parte pubblica (amministrazione Comunale e Asl in particolare) di presenza e di collaborazione della Cia. Purtroppo “la sussidiarietà” è un concetto che nella realtà pugliese incontra moltissime difficoltà nell’attuazione pratica. La presenza ai corsi di un’importante rappresentanza di giovani è uno stimolo per l’intera Confederazione nell’avviare il percorso indicato all’indomani dell’ultima Assemblea elettiva la quale ha sancito in modo inequivocabile il protagonismo degli agricoltori, con la costituzione dei gruppi d’interesse economico, e la costituzione delle associazioni di persone (giovani, donne e pensionati)”.
Negli stand della “Fiera della Zucca” a Salzano, si è tenuta mercoledì scorso 29 ottobre l’Assemblea dei soci Cia del Miranese. All’incontro, che ha visto la partecipazione di oltre 200 iscritti sono intervenuti Massimo Coletto (responsabile di zona), Pasquale Compagnin(vicepresidente della Cia di Venezia), Severino Casarin (presidente dell’associaizone pensionati Cia di Venezia), Mario Quaresimin (presidente della Cia di Venezia), il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin, l’assessore Attombri del comune di Noale e l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Venezia Giuseppe Scaboro. Nei temi affrontati nei vari interventi si è sottolineato il difficile momento dell’agricoltura veneziana stretta da un calo dei consumi, dalla crisi determinata dal crollo del prezzo del mais e dai costi di produzione ormai fuori controllo. A fronte di questa situazione l’assemblea ha accolto con favore l’avvio di una mobilitazione della Cia che si concretizzerà nella manifestazione del 14 novembre in contemporanea in 100 province per porre più attenzione all’agricoltura con i richiesti provvedimenti in campo fiscale, creditizio, contributario e sulla diminuzione dei costi di produzione. In particolare, è stato sottolineato anche dagli interventi dei soci la necessità di risposte per: - maggiori investimenti per assicurare competitività nelle aziende attraverso il Piano di sviluppo rurale; - il credito agevolato e la diminuzione dei costi di contributi; - la diminuzione dell’Iva sugli acquisti di beni e servizi (mangimi, concimi, macchinari, ecc.) e l’accisa zero sui carburanti estesa a tutte le attività agricole; - l’aumento della dotazione finanziaria per il credito d’imposta e la riduzione del costo del lavoro in agricoltura.
Si è svolto a Cagliari, il 24 ottobre scorso, il convegno organizzato da Cia provinciale su "Ripensare l’agricoltura tra proposte e prospettiva”. Questo incontro, per le oltre 200 persone che hanno affollato la sala del Hotel Mediterraneo, ha rappresentato un momento di riflessione, dibattito e comunicazione, di rilievo, sui temi dell'agricoltura moderna, sulle prospettive economiche, sulle politiche agricole della regione Sardegna. Si è espressa anche solidarietà alle famiglie alluvionate, vicinanza alle famiglie delle vittime, si è lanciata la sottoscrizione di solidarietà, la raccolta di fondi per ricostruire il patrimonio zootecnico di alcuni associati Cia che hanno perso il gregge. Il convegno è stato introdotto da Francesco Erbì, presidente della Cia di Cagliari, che ha avviato la riflessione sulle difficoltà del settore e sulla natura della eccezionalità della crisi continua che l’agricoltura sarda sta attraversando da almeno un decennio. Tra le questioni poste all’attenzione dei partecipanti: l’indebitamento delle aziende agricole isolane; l’accesso al credito; la diversità strutturale dell’agricoltura sarda rispetto all’agricoltura praticata nel resto d’Italia; l’utilizzo razionale delle risorse naturali, l’energia, l’acqua; il ruolo della Regione Sardegna e l’inefficacia della sua azione; il ruolo sociale dell’azienda agricola quale strumento di tutela dell’ambiente contro lo spopolamento delle aree interne. E’ stata, inoltre, l’occasione per presentare la prospettiva risolutiva dell’indebitamento attraverso la proposta di legge regionale formulata dalla Cia Sardegna, la richiesta di deroga rispetto alle norme comunitarie che ne impedirebbero l’applicazione; inoltre, è stato ufficializzata la richiesta dell’apertura di tavoli tecnico-tematici per affrontare nella specificità le singole questioni. Hanno partecipato all’iniziativa l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Foddis; Il presidente regionale della Confagricoltura Gigi Picciau; il direttore dell’Ufficio di rappresentanza della Cia presso Bruxelles Giuseppe Alagia; l’assessore provinciale alle Attività produttive della Provincia di Cagliari Piero Comandini; il vicepresidente della Provincia del MedioCampidano Velio Ortu. Ha chiuso l’incontro Giorgio Piras, presidente regionale della Cia Sardegna. .Era prevista la partecipazione dell ministro Luca Zaia che, non potendo partecipare per motivi diversi, ha fatto pervenire all’Assemblea un telegramma attraverso il quale ha espresso la sua vicinanza alle collettività coinvolte nell’alluvione dei giorni precedenti e l’auspicio di un buon lavoro.
“Imprese agricole femminili multifunzionali e multiattive, le opportunità di una vocazione naturale che diventa filosofia d’impresa”, è il titolo di un incontro che si svolgerà nella mattinata di domani venerdì 31 ottobre a Caltanissetta nella sala della locale Camera di Commercio. L’incontro, organizzato dalla Cia di Caltanissetta in collaborazione con l’associazione Donne in Campo Sicilia, serve a rimarcare l’importante ruolo svolto dalle donne nell’impresa agricola. Il ruolo delle donne si arricchito di molte attività legate alla sfera dei beni sociali o delle comunità. Si tratta di beni immateriali che quindi non possono essere scambiati sul mercato così come lo si intende in senso tradizionale, ma che hanno comunque un grande valore per coloro che direttamente o indirettamente ne usufruiscono. “L’attenzione per la qualità e la salubrità degli alimenti, la sensibilità verso l’ambiente, la capacità di conservare e trasmettere le tradizioni locali, la naturale propensione verso bambini ed anziani, l’amore per la cucina, la conoscenza delle tecniche di conservazione dei cibi e tanto altro ancora -spiega Angela Sciortino, presidente di Donne in Campo Sicilia- costituiscono beni sociali di grande valore senza i quali non può ricostruirsi o rinsaldarsi un vecchio e importante legame tra la gente di campagna e quella di città e tra il produttore e il consumatore”.
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