| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 51 - n. 187 | 30 settembre 2009 |
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Gli argomenti trattati nel corso dell’evento riguarderanno principalmente l’informazione e la promozione per una corretta alimentazione, con particolare attenzione verso i bambini e per un maggiore consumo di frutta e verdura. Un’area scientifico-divulgativa sarà a disposizione dei visitatori per la diffusione di informazioni sulla giusta alimentazione per mantenersi in salute. Una sorta di “Villaggio” con stand, predisposti dal ministero, che conterranno materiali divulgativi e didattici che ciascuna organizzazione partecipante proporrà ai visitatori. Momenti di spettacolo si alterneranno a tavole rotonde e dibattiti sul tema della sicurezza alimentare e sulla sana e corretta alimentazione. Sarà anche allestito un “laboratorio del gusto”, destinato soprattutto ai bambini e agli adolescenti, nel quale saranno preparati piatti semplici e gustosi.
La Cia esprime soddisfazione e auspica una nuova fase più costruttiva per questo importante strumento di filiera. Dopo la nomina del nuovo presidente dell’Organismo interprofessionale ortofrutticolo, Ottavio Guala di Fedagro-Mercati, rappresentante del settore commercio, oggi Fabio Moschella, coordinatore del Gruppo di interesse economico (Gie) siciliano del settore ortofrutticolo della Cia-Confederazione italiana agricoltori, nonché presidente del Consorzio Limone di Siracusa, è stato eletto uno dei due nuovi vicepresidenti. L’elezione di Moschella è stata accolta con grande soddisfazione dalla Cia. Si tratta di un importante riconoscimento “per la sua grande professionalità e per l’impegno costruttivo che lo ha caratterizzato finora in tutte le iniziative che ha avviato e condotto a termine”. L’esempio della crisi della frutta estiva quest’anno è stato, tra l’altro, significativo da questo punto di vista. Ha evidenziato, infatti, proprio la mancanza di uno strumento di raccordo sistematico tra mondo della produzione, grande distribuzione e mercati all’ingrosso, per un’attività di programmazione della campagna e di collaborazione nelle emergenze di mercato, come solo un Organismo interprofessionale potrebbe svolgere.
La Cia rileva che la “forbice” tra produzione agricola e tavola rimane accentuata, anche se si è sensibilmente ridotta nei confronti di quella dell’anno scorso. Davanti ad una caduta verticale delle quotazioni all’origine si aspetta un calo più deciso al dettaglio. La caduta verticale dei prezzi praticati sui campi (meno 16 per cento nello scorso mese di agosto) ha frenato la “corsa” al dettaglio di frutta, verdura e pane, ma sugli scaffali i listini degli agroalimentari, soprattutto quelli lavorati, restano ancora troppo cari, anche se al di sotto dei livelli raggiunti negli ultimi anni. In questo modo, la “forbice” dalla produzione agricola alla tavola, anche se in alcuni casi resta ancora accentuata, si è sensibilmente ridotta nei confronti di quella dell’anno scorso. Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati provvisori dell’Istat sull’inflazione che a settembre ha registrato un aumento di appena lo 0,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008 e un calo dello 0,2 per cento nei confronti di agosto scorso. La Cia rileva che sempre a settembre si è avuta una leggere ripresa, al dettaglio, per i prodotti agroalimentari, che sono cresciuti, comunque, dello 0,1 per cento rispetto ad agosto e dello 0,9 per cento su base annua. Un aumento che ha interessato, in particolare, i prezzi dei prodotti trasformati, che hanno segnato un rialzo dello 0,1 per cento su base mensile e dell'1 per cento nei confronti dell’anno scorso. In flessione, grazie soprattutto al crollo dei listini all’origine, invece i prodotti 'freschi', ovvero non lavorati, i cui prezzi sono diminuiti dello 0,1 per cento rispetto ad agosto e cresciuti dello 0,8 per cento su base annua, in calo rispetto allo 0,9 di agosto. Rallenta la corsa di pane e cereali, che sono aumentati, su base annua, dello 0,6 a settembre (ad agosto l'aumento era stato dell'1 per cento). Il pane è aumentato dello 0,1 per cento su base mensile e dello 0,5 per cento su base annua (era più 0,6 per cento ad agosto). Aumenti che, tuttavia, appaiono ingiustificati visto che i prezzi sul campo dei cereali sono scesi ad agosto del 31,2 per cento. Allo stesso modo appare troppo lieve la flessione per i prodotti ortofrutticoli (meno 0,2 per cento) se si considera che all’origine la frutta è scesa del 29,8 per cento e gli ortaggi sono diminuiti del 15,9 per cento. La Cia ricorda che nei prezzi agricoli all’origine ad agosto si riscontrano flessioni anche per il settore vitivinicolo (meno 20,4 per cento) e per quello dell’olio d’oliva (meno 7,5 per cento). Stesso discorso per i prodotti zootecnici che registrano cali generalizzati. Il comparto dei bovini mette a segno una flessione del 3,5 per cento, quello degli avicoli meno 1,3 per cento, mentre quello dei suini conferma la tendenza riflessiva con meno 9,2 per cento. Ancora più accentuato, invece, il calo delle quotazioni dei prodotti lattiero-caseari, che rispetto ad agosto 2008, hanno avuto, in media, una diminuzione media del 15,1 per cento. In forte discesa, soprattutto, il prezzo del latte alla stalla, il cui livello è ormai inferiore a quello di venti anni fa. La frenata dell’inflazione conferma così una congiuntura molto negativa che -avverte la Cia- fa sentire i suoi effetti anche su un settore come quello agricolo che sta attraversando una profonda crisi che investe tutti i comparti produttivi. Una situazione resa ancora più difficile da consumi alimentari che ristagnano e dalle prospettive di una ripresa ancora molto lontana.
Federalismo, Europa e Mercato i temi che verranno affrontati. I lavori saranno aperti da una relazione del presidente Giuseppe Politi. Previsti gli interventi dei ministri Luca Zaia, Maurizio Sacconi e del presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro. A confronto i vari attori della filiera agroalimentare italiana. Venerdì 2 e sabato 3 ottobre si svolgerà a Lecce la terza Conferenza economica promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori. Tema di quest’anno sarà: “Agricoltura: le nuove sfide. Federalismo, Europa e Mercato”. I lavori, che inizieranno alle ore 9.00 di venerdì, si terranno presso il castello Carlo V, in via XXV Luglio. Un appuntamento che si preannuncia di grande rilievo, per la partecipazione di qualificati esponenti delle istituzioni europee, nazionali e locali, rappresentanti del mondo economico, accademico e sociale. Un’occasione per fare il punto sull’attuale situazione economica del mondo agricolo che attraversa una delle fasi più complesse e difficili degli ultimi trent’anni. Nel pomeriggio, alle ore 15.00, si svolgerà la sessione di lavoro dedicata alle politiche agricole tra Europa, Stato e Regioni. Nella mattinata di sabato 3 ottobre ci sarà la sessione sull’agricoltura ed il mercato. Tema sul quale si articolerà una tavola rotonda che vedrà la partecipazione dei vari rappresentanti della filiera agroalimentare (Confagricoltura, Copagri, Federalimentare, Confcommercio, Grande distribuzione, Mercati all’ingrosso, Consorzi di tutela, Organizzazioni di produttori e Unioni, Associazioni cooperative) ed esperti. E’ prevista la partecipazione di Antonio Buonfiglio, sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali. L’intervento conclusivo del presidente Politi chiuderà i lavori della terza Conferenza economica della Cia.
Più di un centinaio di agricoltori hanno partecipato all’Assemblea della Cia di Caltagirone (Catania) per dire “no” alla pretesa del Comune del pagamento dell’enfiteusi. L’Amministrazione comunale, infatti, pretende dagli agricoltori, per lo più produttori cerealicoli già alle prese con la drammatica crisi e i prezzi stracciati del grano, cifre spropositate per il pagamento del canone enfiteutico ( Contro un anacronistico vincolo sulla proprietà risalente al Medioevo, per affermare il principio dell’impresa moderna e della libera e piena proprietà, l’Assemblea degli agricoltori ha deciso per il 9 ottobre un sit-in di protesta presso il Municipio.
Caccia in deroga: Cia e Confagricoltura dell’Emilia-Romagna impugnano l’arma della giurisprudenza e presentano opposizione al ricorso d’urgenza presentato al Tar (Tribunale amministrativo regionale) dell’Emilia-Romagna dalle associazioni Lav (Lega anti vivisezione), Lac (Lega anti caccia) ed Enpa (Ente nazionale protezione animali). Il ricorso presentato dagli animalisti, infatti, è finalizzato all’ottenimento della sospensiva della Delibera della Giunta della Regione Emilia-Romagna che regolamenta la caccia in deroga alla specie storno in alcuni comuni delle province (esclusa Piacenza) della regione ed alla specie tortora dal collare nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. “In considerazione degli ingenti danni che questi volatili arrecano alle coltivazioni e che solo parzialmente vengono risarciti -scrivono Cia e Confagricoltura- non si comprende l’accanimento di certe associazioni, che si definiscono ambientaliste, nel voler impedire un’attività di prelievo che può ridurre l’onere a carico degli agricoltori. Tale insistenza -proseguono Cia e Confagricoltura- è ancor più incomprensibile alla luce della sentenza del Consiglio di Stato che, in merito ad analogo ricorso presentato lo scorso anno, aveva confermato la correttezza dell’operato della nostra Regione”.
Agricoltura d’eccellenza sotto i riflettori con la manifestazione “ Grazie al successo delle ultime edizioni, “ Giunta alla nona edizione, “ Durante la giornata un cartellone fitto di appuntamenti pensati per le famiglie e i bambini, per gli addetti ai lavori, ma soprattutto per gli amanti del buon cibo. Momento centrale della manifestazione sarà la mostra-mercato, vera e propria vetrina delle eccellenze enogastronomiche lombarde, che rappresenta per il pubblico un’opportunità unica di conoscenza, degustazione e acquisto di prodotti derivanti dall’agricoltura, legati alla tradizione e al territorio. Per il visitatore più attento ci sarà l’occasione di conoscere, direttamente da chi li produce, le caratteristiche dei prodotti dell’agroalimentare legati alla qualità, tradizione e stagionalità, i processi di trasformazione. La scelta di svolgere le iniziative in ambiti di particolare valore artistico, storico e culturale, inoltre, vuole mantenere in luce lo stretto legame che unisce nella nostra regione l’agricoltura con la storia e la cultura. Una ottantina di aziende che si alterneranno tra i due eventi, provenienti da tutte le province della Lombardia e non solo, specializzate in diversi settori dell’agricoltura, esporranno i loro prodotti tipici: formaggi, vini, miele, conserve alimentari, riso, altri cereali, salumi, ortaggi, marmellate, mostarde e non mancheranno anche delle curiosità. Sono partner dell’iniziativa anche l’Istvap (Istituto per la tutela e la valorizzazione dell’agricoltura periurbana) e l’Associazione lombarda per la didattica in agricoltura (Alda). Sarà allestito un percorso itinerante di degustazione, guidato da esperti, in collaborazione con l’Ersaf (Ente regionale per i Servizi all’Agricoltura e Foreste), dai salumi ai formaggi, ai vini ai dolci tipici. Per i bambini saranno organizzati in collaborazione con l’associazione Alda (Associazione per la didattica in agricoltura) laboratori manuali per la realizzazione di piccoli giochi. Verrà inoltre allestita una mostra fotografica di Carlo Silva, architetto-fotografo lombardo e responsabile dell’archivio fotografico della Direzione Agricoltura della Regione Lombardia. Verranno proposte visite guidate ai siti di maggiore interesse artistico e architettonico nell’antico borgo, in collaborazione con l’associazione “Il Borgo e il Colle”, e alle Cantine di San Colombano al Lambro. Grazie al prestigio raggiunto dalla rassegna, quest’anno contribuisce al progetto, con un ruolo di primo piano, Per meglio promuovere e dare impulso alle iniziative Per partecipare a tutte le attività che sono gratuite è necessario la prenotazione in loco presso lo stand istituzionale delle organizzazioni.
Il presidente provinciale della Confederazione italiana agricoltori di Bari Francesco Caruso esprime soddisfazione per il recepimento da parte del Parco nazionale dell’Alta Murgia di un’iniziativa proposta dalla Cia barese. L’Ente Parco, nei giorni scorsi, ha stabilito che verranno sottoscritte convenzioni per interventi di manutenzione sul territorio che saranno affidati agli agricoltori. Tra le attività previste, la manutenzione periodica dei percorsi escursionistici carrabili e trekking, la pulizia delle banchine stradali interpoderali, il contenimento della vegetazione ai bordi delle strade o in prossimità dei muri a secco di confine, l’interramento dei residui colturali. L’ammontare massimo dei contributi non potrà superare i settemila euro. “L’augurio -ha sottolineato Caruso- è che l’Ente Parco metta subito a disposizione questi fondi per dare concretezza a un’iniziativa in attuazione della legge di orientamento in agricoltura”. Per Giuseppe Creanza, vicepresidente provinciale Cia e responsabile dell’Agia, l’associazione giovani imprenditori agricoli, “questo provvedimento è molto importante per l’avvio di un processo innovativo del ruolo multifunzionale dell’agricoltura per la tutela dell’ambiente, la salvaguardia del territorio e la sicurezza dei cittadini. L’obiettivo è incentivare il radicamento sul territorio e avvicinare sempre più i giovani al mondo agricolo”. E’ vero che spetta all’ente pubblico -continua Creanza- “garantire una buona manutenzione delle aree destinate a verde pubblico, dei giardini, dei muretti a secco, la rimozione dei depositi alluvionali o di altri materiali, ma è anche vero che il coinvolgimento degli operatori agricoli consentirà un più capillare intervento a tutela dell’ambiente e nello stesso tempo allevierà le ben note difficoltà economiche che il mondo agricolo sta attraversando”.
“Mai come in questo momento l’agricoltura sta facendo un grande sforzo per riaffermare la sua centralità e ne sottolinea l’impegno presentandosi unita ancora una volta”. Cia, Confagricoltura e Copagri, nel corso della conferenza stampa al termine del presidio autostradale realizzato al casello di Modena Nord e durato 14 giorni, si presentano compatti per rimarcare le difficoltà del settore primario. I produttori innanzitutto lamentano il mancato finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale che ha di fatto reso inaccessibile a molte aziende l’assicurazione contro le calamità naturali e gli eventi atmosferici. “La garanzia di avere a disposizione cibo sicuro nelle quantità necessarie e di alta qualità dipendono anche da questi provvedimenti”, dicono le associazioni. “E’, inoltre, fondamentale ricordare che da Codice Civile le aziende agricole non falliscono -rimarcano gli agricoltori- pertanto non è immediatamente visibile l’effetto della chiusura, come negli altri settori commercio, industria e artigianato, ma all’agricoltore ed alla sua famiglia vengono espropriati tutti i beni compresa l’abitazione (che spesso coincide con la sede aziendale) e le strutture ed i terreni rimangono abbandonati”. Un altro tema snocciolato da Cia, Confagricoltura e Copagri è l’impennata dei costi di produzione a cui non corrispondo prezzi remunerativi “Il costo del Parmigiano Reggiano, ad esempio, sono aumentati del 35 per cento, quando invece alla produzione il formaggio viene pagato 7 euro. Un litro di latte viene venduto a 35 centesimi contro un costo produttivo di “Chi è particolarmente a rischio sono, purtroppo, le imprese agricole zootecniche e non, spesso condotte da giovani imprenditori che hanno effettuato investimenti, indebitandosi con il sistema bancario, sia per l’acquisizione di quote produttive (il cui valore è ora nullo), sia per gli adeguamenti tecnologici e di sicurezza ambientale. A questa situazione -aggiungono- hanno coinciso una progressiva riduzione dei prezzo alla produzione e l’aumento esponenziale di fitofarmaci, concimi, mangimi, energia, carburanti, costo lavoro, oltre alla stretta creditizia”. Le associazioni, durante l’incontro svolto con i parlamentari modenesi, hanno sollecitano un’azione di riorganizzazione e concentrazione del sistema di trasformazione e di commercializzazione, guidando un confronto con i rappresentanti della Grande distribuzione organizzata per ridurre la forbice tra prezzi al consumo e prezzi alla produzione riducendo drasticamente gli spazi per le azioni speculative ed ai margini della legalità. Per le associazioni, inoltre, è indispensabile promuovere una incisiva sburocratizzazione del settore e semplificazione della legislazione europea, nazionale e regionale per l’agricoltura che tenga in considerazione la peculiarità e specificità e la dimensione amministrativa dell’impresa agricola e semplifichi e riduca il carico oneroso insostenibile della miriade di adempimenti che gravano sulle imprese agricole. Infine, Cia, Confagricoltura e Copagri chiedono al sistema bancario locale di costituire un tavolo tecnico per affrontare le esigenze specifiche delle imprese che hanno investito ed ora stanno affrontando criticità finanziarie dovute all’andamento di caduta del valore dei prezzi alla produzione.
Nell’ambito della tradizionale sagra “Sua Maestà Al dibattito parteciperanno: Maria Rita Rossa, vicepresidente della Provincia e assessore al Turismo e alla Valorizzazione dei prodotti tipici; Lino Carlo Rava, assessore provinciale all’Agricoltura; Domenico Ravetti e Giovanni Prati, rispettivamente, sindaco e presidente della Pro Loco di Castellazzo Bormida; Carlo Ricagni, presidente provinciale della Cia. L’incontro avrà luogo presso l’Area di Piazzale 1° maggio. Scopo di questa iniziativa è il confronto sulla promozione dei prodotti tipici e sul loro utilizzo al fine di promuovere e valorizzare un territorio sia sotto l’aspetto economico sia sotto quello turistico. “Sempre più -afferma Carlo Ricagni, presidente della Cia provinciale di Alessandria- il rapporto tra produzioni agricole e promozione del territorio è un qualcosa di inscindibile. Con questa iniziativa cercheremo di confrontarci proseguendo una riflessione che da tempo stiamo portando avanti con incontri analoghi”. “Importante -prosegue Ricagni- è il coinvolgimento degli agricoltori che sempre più devono apportare anche in termini dialettici le loro problematiche, le loro aspettative e il loro contributo costruttivo per far si che insieme possiamo proporre un percorso comune”. A partire dalle 19.30 verrà aperta la sagra con una cena a base di prodotti della zona ed in particolare con specialità a base di zucca e di ortaggi locali.
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